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LA CAMARGUE HA PAURA DEL SOLE

Camargue
Il Ministero dell’Agricoltura e il Ministero della Transizione Ecologica hanno commissionato congiuntamente un rapporto sugli effetti e gli adattamenti al riscaldamento globale in Camargue. Qui si coltiva il più rinomato riso francese.

LA FRAGILITA’ DEL LITORALE FRANCESE

Bruno Cinotti, coordinatore del rapporto concluso il 30 maggio, Christophe Fontfreyde, direttore generale del Parc naturel régional de Camargue, e Robert Crauste, presidente del Syndicat mixte de la Camargue gardoise, invitati dalla Commission de l’aménagement du territoire et du développement durable a presentare le problematiche della Camargue fanno rapporto. Sintomatico della fragilità del litorale francese, lo studio della situazione della Camargue fornisce una base di riflessione sul ruolo dello Stato nella protezione del territorio francese e delle sue parti interessate.
La Camargue si trova a cavallo tra i dipartimenti del Gard e delle Bouches-du-Rhône e copre più di 150.000 ettari. Nel 1993, gli otto comuni che compongono quest’area si sono riuniti per formare il Syndicat Mixte de la Camargue Gardoise. L’ente riunisce questi otto comuni e il consiglio dipartimentale del Gard. L’associazione è essenziale per l’adozione di una politica comune di gestione dell’area di fronte ai rischi climatici.

ADATTAMENTO IN CAMARGUE

La regione della Camargue è altamente vulnerabile agli eventi meteorologici. Ma l’intervento umano e la resilienza hanno permesso alla Camargue di adattarsi. Nonostante il suo aspetto naturale, «L’uomo l’ha creata – spiega Christophe Fontfreyde, direttore generale del Parco naturale regionale della Camargue. La risicoltura e i vigneti occupano la parte settentrionale, mentre il sud è più adatto all’allevamento».  «La Camargue è il frutto del lavoro dell’uomo», insiste Robert Crauste.

IL MEDITERRANEO CRESCE DI SETTE CENTIMETRI

Nel corso degli anni, la Camargue ha raggiunto un equilibrio che ora viene messo in discussione. I vari studi sul campo presentati alla commissione indicano una nuova rottura con il passato. Il cambiamento climatico pone nuove sfide a cui la Camargue deve prepararsi. Alcune di queste sfide stanno già interessando la regione. Negli ultimi trent’anni, il livello del Mediterraneo si è innalzato di sette centimetri. E questo fenomeno è destinato ad aumentare, secondo lo scenario di tendenza dell’Ipcc citato da Bruno Cinotti.

Si prevede che il livello delle acque aumenterà tra i 60 e i 102 centimetri entro il 2100. Con la maggior parte della sua altitudine al di sotto del metro, la Camargue subirebbe un forte impatto complessivo. Storicamente minacciata dalle grandi inondazioni del Rodano, la Camargue deve ora anticipare il problema già esistente dell’innalzamento del livello delle acque. A questo si aggiunge la salinizzazione dei terreni, che sta distruggendo le colture. Il senatore del Gard Laurent Burgoa parla di centinaia di ettari di vigneti che stanno scomparendo a causa della salinità del terreno. Anche la risicoltura, la seconda coltura agricola più importante della Camargue, vede peggiorare i suoi raccolti.

IL RUOLO DELLO STATO

Lo Stato ha un ruolo fondamentale nella protezione della Camargue. Questo è il messaggio trasmesso da Robert Crauste, presidente del Syndicat mixte de la Camargue gardoise: «Non vogliamo essere abbandonati». I senatori sono consapevoli delle loro responsabilità, come ricorda Laurent Burgoa, senatore LR del Gard: «Il Senato, in quanto camera dei territori, deve prendersi cura di questo territorio».
Ci sono molte strade da esplorare, ma resta da fare la scelta giusta. Le questioni da affrontare sono talmente tante che una sola risposta non basterebbe ad arginare lo squilibrio. I vari attori hanno ben chiaro che bisogna fare delle scelte e che non è possibile conservare la Camargue esattamente com’era.

BIODIVERSITA E AGRICOLTURA: CONFLITTO O SINERGIA?

Robert Crauste invita a preservare al meglio ciò che abbiamo, adattandosi in modo intelligente, ma non abbandonando. Christophe Fontfreyde, da parte sua, parla di punti fermi che vanno difesi e altri da cui dobbiamo allontanarci nel modo più intelligente possibile. La complessità dell’area non facilita il compito. «La particolarità della Camargue è l’intreccio tra agricoltura e biodiversità. Sostenere l’una significa sostenere l’altra – conclude – non esiste una soluzione magica. Bisogna fare molte cose allo stesso tempo».

 

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