IL DOTTOR EXPO E VENTI MILIONI DI RISOTTI

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expoL’industria risiera italiana entra nell’Expo dalla porta principale mentre il riso italiano – come prodotto di filiera – dovrà “accontentarsi” di uno stand nel padiglione di Federalimentare, l’associazione di categoria degli industriali. Ieri mattina, con una scelta di tempi e modi che dimostra tutta la “potenza di fuoco” dell’industria, è partito un doppio invito all’Expo: quello della Riso Scotti che alle 8.13 informava il mondo di essere lo sponsor ufficiale del cluster del riso, e quello dell’Ente Risi, che qualche ora dopo ha spiegato a Milano come gestirà lo stand della risicoltura nazionale all’interno di “Cibus è Italia”, il padiglione di Federalimentare (sempre l’industria). 

La sponsorizzazione di Scotti rappresenta il classico coup de theatre, vuoi perché il cluster del riso, ossia il padiglione dedicato esclusivamente a questo cereale, era precluso alla filiera italiana per via dei suoi costi elevatissimi; vuoi perché qualche mese fa la Riso Gallo, storico concorrente del dottor Scotti sul mercato interno, si era aggiudicata la fornitura esclusiva del riso da consumarsi nei locali del Padiglione Italia e l’aveva spuntata proprio sul rivale pavese. Come si sa, dopo aver visto sfumare le molte promesse di Regioni e Province, l’Ente Nazionale Risi (incolpevole) ha dovuto accettare l’ospitalità di Federalimentare. Soluzione di tutto rispetto, più economica ma con una minore visibilità, poiché presenta il riso italiano nell’ambito delle tante eccellenze italiane, tra oli e mozzarelle.

Ieri, parlando dell’iniziativa alla stampa sulla Terrazza Martini di Milano, il commissario Paolo Carrà e il direttore Roberto Magnaghi, alla presenza del viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero, hanno insistito sul messaggio positivo che – soprattutto attraverso i video trasmessi senza interruzione nello stand – si riuscirà comunque a lanciare con questo investimento: per i 51 industriali (ma alcuni sono risicoltori che trasformano il proprio riso) che hanno aderito all’iniziativa versando un cachet di 1000 euro, ci sarà l’opportunità di presentare il frutto del proprio lavoro ai visitatori, attraverso totem interattivi, e anche di entrare in contatto con i 21 buyer internazionali che l’Ente Risi, tramite Federalimentare, avvicinerà alla filiera risicola italiana, portandoli a visitare il centro ricerche di Castello d’Agogna (Pavia). Se si considera l’esiguità dell’investimento (il costo dello stand ieri non è stato reso noto) l’operazione Ente Risi è sicuramente profittevole per chi vi partecipa, anche perché CIbus-è-Italia offrirà la possibilità di vendere online i propri prodotti ai visitatori dell’Expo, senza limiti di consegna, attraverso una convenzione con Dhl. Completa l’offerta la partecipazione di Patrizio Roversi: il presentatore intratterrà i visitatori in alcuni appuntamenti ufficiali per illustrare i pregi del riso italiano e sostenere soprattutto la causa del risotto, il piatto tipico preparabile solo con varietà italiane. Il comunicato ufficiale dell’Ente Risi si può scaricare cliccando QUI.

Tutt’altro discorso, è chiaro, per il dottor Scotti (foto grande), che ribattezzeremo Dottor Expo, visto che con questa sponsorizzazione si porta a casa la polpa della manifestazione, cioè tutta la visibilità che conta in campo risicolo. Piazzando la bandierina sulla vetta del cluster “sfumato” al resto della filiera, il padiglione cioè che presenterà al mondo il prodotto riso e ospiterà giganti come Bangladesh, Cambogia, Sierra Leone, Myanmar e Laos, l’industria pavese diventa il brand del riso a livello planetario. Vi chiederete: a che prezzo? «Considerevole, ma alla nostra portata» è l’unica risposta che strappiamo a una fonte interna al Gruppo Scotti. Sicuramente considerevole sarà il ritorno dell’investimento, in termini di comunicazione e marketing, visto che il cluster del riso catalizzerà davvero l’attenzione dei venti milioni di cittadini del mondo che visiteranno l’esposizione e che quindi assoceranno questo prodotto al marchio Scotti e ai risotti di Davide Oldani. Già, perché l’altra novità è che Scotti farà conoscere al mondo il nostro piatto forte utilizzando un testimonial d’eccezione, il fondatore della cucina pop, che rivisiterà da par suo un piatto della tradizione, il risotto alla milanese. Per leggere il comunicato ufficiale Scotti clicca QUI.

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