IL CLUB DEI CENTO

Meno aziende sempre più grandi. Il 3 marzo alla Fiera in Campo si parlerà dei bilanci aziendali
Qualcuno parla del club dei Cento. Si tratta, o per meglio dire si tratterebbe del progetto di rimodellare la risicoltura italiana attraverso la commassazione, in modo che, gettando la spugna i piccoli produttori, resterebbero sul mercato solo un centinaio di grandi aziende, veramente competitive. Verità o leggenda? I dati dicono che la prospettiva è realistica: non solo i numeri dei listini del risone, mai così depressi, ma anche quelli contenuti nello studio sul bilancio economico dell’azienda risicola che l’Associazione dei laureati in scienze agrarie e forestali di Vercelli e Biella presenterà alla 40° Fiera in Campo di Caresanablot (Vercelli) il 3 marzo alle 9 nel corso del convegno “Risicoltura, la situazione economica e le sfide future”. Prenderanno la parola il presidente del sodalizio Antonio Finassi (foto piccola), l’agronomo Giuseppe Sarasso, il docente di meccanica Massimo Lazzari e il presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà. (SCARICA IL PROGRAMMA) Lo studio, che diffonderemo in forma integrale subito dopo il convegno, rileva una evidente commassazione delle aziende risicole, con la «riduzione numerica delle aziende inferiori ai 30 ha e la sostanziale tenuta delle categorie superiori». Oggi il 44% (1771) delle aziende risicole censite dall’Ente Risi (4093) destina a riso superfici inferiori o pari a 30 ha (media di 13,5 ha), per una estensione di poco superiore all’ 11% della superficie totale. «Il numero di queste aziende è in continuo calo. Sono aziende per le quali la risicoltura ha un peso marginale, in quanto praticano altre  colture agricole, oppure sono aziende residuali, condotte da soggetti che hanno altre fonti di reddito, in genere una pensione se anziani, o dispongono di redditi derivanti da altra attività» spiega lo studio. La classe di grandezza compresa tra i 30,1 ed i 100 ha è composta da 1761 aziende (meno 123 dal 2012 al 2014) che costituiscono il 43 % del numero totale con circa il 47% della superficie risicola nazionale. A questa classe appartiene una parte significativa delle imprese che esercitano la risicoltura a titolo esclusivo o principale, e che dal riso ricavano la loro ragione di sopravvivenza economica. Infine, la classe di aziende comprese tra i 100,01 ed i 200 ha raggruppa 454 imprese, che costituiscono l’11% del numero ma coprono una superficie superiore al 28% del totale coltivato. La classe è in leggera diminuzione come numero (- 29 unità negli ultimi 2 anni). Le 107 aziende che coltivano il riso su di una superficie superiore ai 200,01 ettari, pur essendo solo il 2,6% in numero, coprono una superficie di oltre il 14 % del totale. Il  decremento nel biennio è di 5 unità, mentre la superficie media coltivata della classe è sostanzialmente invariata a 289 ha. Il numero dei risicoltori è diminuito costantemente tra il 1983 ed il 2014 ma tale tendenza ha iniziato ad invertirsi negli ultimi anni e la superficie risicola media per azienda è passata dai 47,7 ettari della campagna 2004 ai 54,9 ha del 2016, con un incremento del 163% rispetto ai 20,9 ha del 1983. (foto grande di Andrea Cherchi)
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Risicoltura
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