«SAREMO GREEN, MA NON A QUALSIASI PREZZO»

INTERVISTA: De Castro analizza le cifre dell'aiuto al reddito e dello sviluppo rurale. E sul Green Deal dice che...

Finita la pandemia o quasi che dir si voglia, le  aziende agricole europee si ritrovano con 26,5 miliardi di sussidi in più, tra aiuti diretti al reddito e contributi per lo sviluppo rurale. Nonostante il deciso miglioramento delle proposte sul prossimo quadro finanziario pluriennale, tuttavia, le risorse per il settore saranno inferiori al livello attuale, soprattutto per l’Italia, con la grande incognita, per l’Europa deficitaria di commodity, del “green deal”, nel quale l’agricoltura è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano, senza sapere se potrà contare su fondi extra rispetto al budget Pac. Secondo quanto riportato di recente dal Sole24Ore «con un incremento di 26,5 miliardi a prezzi correnti l’aumento complessivo per la Pac è del 7,2% rispetto alla proposta messa sul tavolo nel 2018 dalla vecchia Commissione. Oggi, per il periodo 2021- 2027, l’incremento tra le due programmazioni è del 2,8%. Dei 26,5 miliardi aggiuntivi, 16,5 vanno a rafforzare il fondo per lo sviluppo rurale, finanziando in parte anche gli obiettivi del nuovo “green deal”; altri 5,5 miliardi supplementari sono destinati sempre allo sviluppo rurale per supportare la ripresa post-Covid, e la metà verranno anticipati al 2021; infine 4,5 miliardi in più andranno ai pagamenti diretti agli agricoltori e alle misure di gestione dei mercati. Nonostante l’aumento, se misurata a prezzi costanti, la dotazione complessiva resterebbe comunque al di sotto (del 10% circa) di quella assegnata alla Pac per il periodo 2014-2020». Abbiamo chiesto a Paolo De Castro, ex ministro dell’agricoltura e parlamentare europeo di fare chiarezza su questo punto.

Ci perdiamo o no?

«Diciamo innanzi tutto che ormai è tardi per tornare indietro –risponde De Castro (http://www.paolodecastro.it), Coordinatore S&D commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, in quest’intervista “updating” a risoitaliano.eu – :27 atti legislativi che, da un punto di vista razionale, sarebbe ottimale rivedere. Tuttavia, ad oggi non ci sono più i tempi tecnici. La proposta è comunque migliorativa, recupera quei tagli programmati in precedenza e rimpolpa il bilancio». 

Quali nuove misure anti-crisi sono state prese?

«Abbiamo raddoppiato i fondi per sostenere la liquidità di agricoltori, imprese e cooperative agricole e rispondere alla crisi provocata dal Covid-19, dando la possibilità agli Stati membri di utilizzare fino al 2% del Fondo europeo per lo sviluppo rurale, rispetto all’1% proposto dalla Commissione europea. Non solo, per dare maggiore forza a questa misura eccezionale; abbiamo innalzato da 5000 a 7000 euro la somma forfettaria destinata ai produttori agricoli, mantenendo a 50mila euro quella per Pmi e coop. Una vera boccata d’ossigeno per migliaia di aziende che in Italia potranno contare su oltre 400 milioni di euro di supporto. Questo importante voto espresso dalla ComAgri a larghissima maggioranza – spiega De Castro – rientra in un accordo inter-istituzionale che porterà all’approvazione finale del testo già durante la seduta plenaria del Parlamento della settimana prossima, dando la possibilità agli Stati membri e alle regioni di elargire immediatamente i finanziamenti e aiutare i produttori e le piccole e medie imprese a far fronte alle perdite degli ultimi mesi».

Le strategie per la futura Pac messe in campo creeranno dei problemi alla risicoltura?

«Tra le tante cose ricordo che si dice “meno chimica e incentivi al biologico nel Green Deal Ue”. Ebbene, siamo pronti a raccogliere la sfida ambiziosa che ci lancia oggi la Commissione europea con la presentazione delle sue strategie Farm to Fork e Biodiversità, ma non a qualunque prezzo. Ottenendo di poter analizzare congiuntamente il pacchetto, fino a qualche giorno fa di competenza solo della commissione Ambiente (Envi), penso possa essere l’inizio di un percorso che deve portare, dal canto suo, alla creazione di un patto fiduciario tra produttori e consumatori europei basato sulla qualità, la trasparenza e sicurezza dei processi produttivi e dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Come Comagri lavoreremo affinché ciascuno degli interventi nelle 27 aree legislative identificate dalle due strategie, sia basato su una rigorosa analisi di impatto, e coinvolga tutti gli attori della filiera senza sminuire il ruolo di co-legislatore del Parlamento Ue».

Negoziato non facile da plasmare sul mondo agricolo, come si intende procedere?

«Dobbiamo superare la dicotomia assurda che si sta venendo a creare tra la riforma della Politica agricola e le misure derivanti da questa strategia: abbiamo bisogno di integrare questi due processi per garantire ai nostri agricoltori un quadro normativo coerente, onnicomprensivo e certo, non decine di normative differenti da dover rispettare, con il rischio che i produttori debbano riadattarsi ogni anno a eventuali modifiche. Siamo anche molto preoccupati – prosegue De Castro – che gli obiettivi di riduzione dell’utilizzo di alcuni input, possano pregiudicare la capacità produttiva dei nostri agricoltori: ogni vincolo dovrà essere accompagnato dalla messa a disposizione di strumenti alternativi, e in questo senso l’aperura della Commissione alle nuove biotecnologie sostenibili per l’evoluzione assistita delle piante ci fa ben sperare».

Onorevole, le tempistiche?

«Le proposte della Commissione sul nuovo bilancio pluriennale passano ora al vaglio del Consiglio europeo del 19 giugno, con il presidente Charles Michel che, a conferma della difficoltà del negoziato (la decisione finale richiede l’unanimità) ha già messo le mani avanti pre-convocando un’ulteriore sessione straordinaria a luglio per cercare di chiudere l’accordo prima dell’estate. Il Parlamento europeo, dal canto suo, sarà chiamato ad accettare o respingere l’intesa ma non potrà proporre modifiche. Solo dopo il via libera al bilancio pluriennale potrà ripartire il negoziato sulla riforma della Pac». Autore: Martina Fasani

Categorie
Risicoltura
Avvertenza importante
ATTENZIONE! Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. Si raccomanda inoltre di porre la dovuta attenzione alle frasi ed ai simboli di pericolo che figurano nell'etichetta ministeriale. Prima di utilizzare qualunque tipo di prodotto, accertatevi che sia autorizzato all'uso nel vostro Paese e ricordate che l'unico responsabile del corretto uso dei prodotti e servizi è l'utilizzatore finale, che è tenuto ad attenersi alle indicazioni d'uso riportate sui prodotti e servizi stessi. Le informazioni riportate su questo sito in relazione a qualsiasi prodotto o servizio hanno puramente valore divulgativo e non rappresentano in alcun modo un invito all'acquisto.

ARTICOLI CORRELATI