Anche l’associazione dei giovani agricoltori spagnoli Asaja è davvero preoccupata per il futuro della Pac:ne ha discusso in un incontro tenutosi il 25 giugno tra Pedro Barato, presidente nazionale di Asaja, e il commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, Christophe Hansen. Qui, l’associazione agricola ha difeso gli interessi del mondo agricolo di fronte alle istituzioni comunitarie. In un contesto caratterizzato dall’incertezza geopolitica, dalla pressione sui costi di produzione e dal dibattito sul futuro della politica agricola comunitaria, il sindacato ha esposto le rivendicazioni del settore agricolo.
POLITICA AGRARIA SOLIDA E AUTONOMA
Durante l’incontro, è stata difesa la necessità che la futura Politica Agricola Comune post-2027 mantenga una struttura solida, con un bilancio proprio e adeguato all’inflazione. L’organizzazione ha manifestato il suo totale rifiuto alla diluizione della Pac in un unico fondo, senza obiettivi definiti o garanzie per il settore primario.
Per quanto riguarda il settore risicolo, Asaja ha ribadito la richiesta di una clausola di salvaguardia automatica per il riso contro le importazioni massicce a tariffa zero e ha rivendicato la protezione legale dei termini “carne”, ‘latte’ o “hamburger”, contro l’uso confuso da parte di prodotti alternativi.
«Gli agricoltori non possono essere le vittime collaterali di decisioni politiche che ignorano la realtà sul campo. Oggi siamo venuti a Bruxelles per difendere con rigore e dignità il futuro delle campagne spagnole», ha dichiarato Barato al termine dell’incontro.


