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POCHE SETTIMANE PER LA NEVE

neve

Non si interrompe la situazione siccitosa che da oltre 15 mesi colpisce tutto il nord ovest della pianura padana.
Le precipitazioni previste da molti modelli previsionali si sono manifestate con intensità nuovamente inferiore rispetto alle aspettative, però una serie di eventi di pioggia e di neve si sono avuti consentendo di costituire un minimo di accumulo.

In questi giorni si susseguono eventi precipitativi soprattutto sul versante nord delle alpi ma solo localmente questi eventi interessano il lato meridionale. L’Autorità di Bacino ha confermato uno stato di media severità per l’intero bacino del Po, è utile evidenziare come tale indicatore è appena inferiore alla severità alta che è la massima allerta rispetto alla disponibilità di risorsa idrica.

I serbatoi idroelettrici presentano un risultato, considerata la stagione, meno negativo del previsto. Tuttavia, questo dato non deve trarre in inganno in quanto va letto anche, e soprattutto, congiuntamente all’ assenza di manto nevoso che consente l’alimentazione dei serbatoi idroelettrici normalmente fino a tutto il mese di luglio.

IL MANTO NEVOSO ASSICURA GLI APPORTI COSTANTI

In assenza di manto nevoso il sistema dei serbatoi, e conseguentemente i laghi, non avranno afflussi regolari e la sola capacità di risposta ai prelievi sarà data dalle auspicate piogge. Restano poche settimane per ricostituire, almeno in parte, le riserve nevose. In assenza di tale evento avremo corpi idrici alpini con comportamenti simili ai torrenti appenninici e portate estremamente oscillanti.

LA FALDA

La falda prosegue nella fase di fisiologico abbassamento con un andamento attualmente, purtroppo, simile a quello del 2022. È sempre più palese la necessità di una regia unica per la salvaguardia e l’ottimizzazione di ogni capacità di accumulo di risorsa in previsione dell’imminente stagione irrigatoria stante l’attuale complicata situazione che coinvolge tutto il bacino padano. Analizzando nel dettaglio.

RISERVE NEVOSE

L’analisi delle riserve nevose, dal punto di vista statistico, si concentra sulla porzione di Alpi Pennine, nell’intorno del Monte Rosa- Si tratta di un dato quanto mai significativo per le riserve utili alla frazione occidentale di pianura irrigua lombarda pur trattandosi di accumuli piemontesi. Si ricorda una volta ancora come questo dimostra la necessità di una gestione sempre più a livello di bacino e sovra regionale delle risorse irrigue.

L’accumulo medio nelle 4 stazioni considerate si mantiene in linea con quanto riscontrato lo scorso anno a pari data. Sono valori tra i più esigui degli ultimi 16 anni, anche se gli eventi delle ultime ore hanno portato ad una debole ricostituzione di un minino di manto nevoso.

Lo stato attuale delle riserve è riportato nel seguente grafico che evidenzia il ridotto accumulo nevoso e come la tendenza dell’accumulo medio sia in costante calo negli anni.

LAGO MAGGIORE

Il lago Maggiore presenta, ad oggi, un’altezza di circa 29 cm sullo zero idrometrico di Sesto Calende.
Prosegue la risalita del livello idrometrico ottenuta con la pesante riduzione delle portate in uscita, purtroppo prosegue la tendenza che vede da quasi un mese l’estrema esiguità degli afflussi determinando così un drastico rallentamento dell’incremento del livello idrometrico.

Né le precipitazioni, pur se esigue, delle scorse settimane e neppure le alte temperature riscontrate portano ad un incremento significativo degli afflussi e, se è pur vero che in parte si sono incrementati i volumi trattenuti nei serbatoi idroelettrici, è altrettanto preoccupante come si sia in presenza di afflussi straordinariamente esigui in conseguenza anche della perdurante assenza di precipitazioni significative che ha determinano una diffusa aridità anche sui suoli alpini.

Negli ultimi 14 giorni si è riscontrato un aumento del livello idrometrico di appena 3 cm in ulteriore riduzione rispetto ai 5 cm delle due settimane precedenti, un dato oggettivamente sempre più allarmante, anche in considerazione della gestione estremamente conservativa dei deflussi.

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni al 9 marzo:

ANDAMENTO DELLA FALDA

La falda sta proseguendo nel fisiologico fenomeno di scarico. Si conferma quanto già analizzato e comunicato nelle scorse settimane anche se tende a scomparire la tendenza di un rallentamento rispetto alla scorsa stagione invernale nella discesa del livello nella stazione di misura di Sartirana.

Il livello di falda si sta avvicinando ai valori riscontrati nel 2022 a pari data, mantenendo ancora un saldo positivo di qualche centimetro probabilmente per effetto della distribuzione temporale delle scarse piogge invernali. Scarse piogge che, in assenza di fenomeni intensi, determinano una dinamica di percolazione più accentuata rispetto alla precedente stagione invernale.

Con riferimento alla stazione di misura di Sartirana Lomellina si riporta anche l’andamento pluviometrico delle ultime 3 stagioni autunno invernali. Qui si vede come l’accumulo di pioggia autunnale è in riduzione. Tuttavia, ad attenuare gli effetti di questo calo, c’è nella corrente stagione, una diversa distribuzione delle piogge più omogenea in tutto il periodo, con la totale assenza, ad oggi, di fenomeni intensi.

Si vede una diversa distribuzione temporale dei fenomeni, con meno pioggia nei primi mesi autunnali. Inoltre, si rileva un lieve incremento annuale di precipitazione nei mesi invernali. La cumulata delle piogge invernali evidenzia come si sia in presenza, anche in pianura, di un fenomeno siccitoso senza precedenti per durata ed intensità.

SCALA DI ALLARME

Si conferma la situazione riscontrata nella precedente analisi, diventano fondamentali i fenomeni, soprattutto nevosi sugli areali alpini dei prossimi 15 giorni. La situazione è da attenzionare in quanto tutti gli indicatori, come già riportato, sono purtroppo coerenti con lo scenario riscontrato lo scorso anno a pari data.

L’indicatore di allerta elaborato da Confagricoltura Pavia risulta, per altro, coerente con quanto indicato dall’Autorità di Bacino per il Po. Per questo l’indicatore numerico, stante le attuali condizioni complessive, è confermato a 13 su scala 15. Autore: Albero Lasagna, Confagricoltura Pavia.

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