MORIA DEI GERMINELLI NEL NOVARESE

La situazione climatica e la carenza di riserve idriche sono le preoccupazioni principali dei tecnici

La campagna agricola è condizionata pesantemente dal clima anche nel Novarese. All’inizio si è avuto tempo stabile, mite ed asciutto tanto da innescare la paura di una siccità problematica per il riso, viste le esigue riserve idriche. Gli operatori agricoli tuttavia hanno iniziato le preparazioni dei terreni per la semina nelle migliori condizioni, per quanto anche nel Novarese si sia registrato un aumento della semina a file interrate, considerata anche come strumento di lotta contro le Alisme, per le quali non esistevano fino a marzo possibilità di contenimento visto l’eliminazione o le limitazioni d’uso di vari principi attivi, uno scenario nettamente migliorato oggi, grazie all’uso di Rifit EC 500 e Loyant 1.0, che rendono la difesa più agevole. Come si sa, aprile e maggio sono stati caratterizzati da condizioni climatiche sfavorevoli: temperature minime inferiori al minimo di germinazione del riso, venti freddi e violente grandinate che anche se non hanno compromesso ancora quantitativamente la produzione, hanno creato delle criticità per la partenza della coltura.

Moria di germinelli

Fenomeno presente in tutta l’area risicola è stata la moria di “germinelli”, provocata dal marciume dei semi in pre-emergenza e dal disseccamento dei germinelli e delle giovani piante di riso. Il problema, segnalato per la prima volta nel 1918 nelle Filippine, ha ormai una distribuzione mondiale ed è in grado di causare danni sia in germinatoio e sia in pieno campo, perché è caratterizzato da una mutevole variabile di microrganismi e con differenti e variabili sintomi riscontrabili (si veda la foto tratta da researchgate).  A provocarlo, spesso, sono i Pythium dissotocum e Pythium spinosum e i taxa fungini Alternaria, Fusarium, Rhizoctonia e altri. Il potenziale infettivo si trova nel suolo, nel seme e sulle paglie. Il gruppo Pythium attacca le radici del germinello devitalizzato dal freddo, i semi marciscono, i germinelli disseccano, le giovani pronte sono offese. Le situazioni più pericolose, in questo caso, sono i periodi freddi e la mancanza di acqua, soprattutto in terreni con tessiture più leggere. I rapporti di resistenza delle singole varietà di riso sono in relazione all’attitudine di resistenza alle basse temperature ed alla rapidità di germinazione: varietà rigorose capaci di germinare velocemente e che formano un germinello vigoroso ad accrescimento rapido sono quelle che superano al meglio l’ostacolo. Si è visto che ogni intervento di trattamento e concimazione del suolo (apporto di fosforo in semina interrata), ottimizzazione di produzione di seme, con attenzione all’energia germinativa, valore che non sempre viene considerato dagli operatori del settore, ma che in occasione di annate anomale fa la differenza. La situazione di criticità in genere è stata risolta con bagnature e sommersione delle camere interessate dall’attacco, dopo di che si è potuto valutare l’incidenza del danno per il quale in alcuni casi è stato necessaria la trasemina o peggio la risemina visto l’investimento scarso tale da compromettere la produzione.

Il parere di Boieri

Riguardo alla situazione delle semine di questo 2019 abbiamo parlato con il tecnico Dante Boieri: «L’incremento del metodo di semina a file interrate è dovuto principalmente alla lotta contro l’Alisma – ci conferma – , in quanto è l’unico modo di combattere questo tipo di infestante, dopo i divieti di utilizzo di alcuni fitofarmaci. Il problema è che di questa tecnica ne è stato fatto un utilizzo indiscriminato, anche in casi in cui i terreni non erano adatti a questo tipo di semina, provocando altre tipologie di problemi. Per quanto riguarda la semina in acqua, il clima freddo di questo periodo (nel novarese abbiamo avuto anche nottate in cui le temperature è scesa fino a circa 3°) ha causato problematiche correlate alla radicazione, e anche il vigore germinativo del seme è stato messo a dura prova».

Il parere di Balzaretti

«Nel territorio di Novara la semina in asciutta ha dato ottimi frutti, la nascita del riso è avvenuta senza problemi grazie alla pioggia di questo periodo. Anche gli erbicidi sono stati attivati in modo ottimale» ci spiega invece Gabriele Balzaretti, tecnico della CIA di Novara. «La semina in asciutta ha inoltre permesso di combattere in modo efficace la Alisma. Per quanto riguarda la semina in acqua ci sono stati alcuni problemi dovuti a shock termici, grandinate o forti venti. Sono stati registrati anche alcuni episodi di risemina e di difficile gestione dell’acqua per far nascere il riso» aggiunge. Infine, riguardo al problema delle risorse idriche nel periodo estivo Balzaretti avvisa: «Le falde sono parzialmente risalite grazie al clima piovoso degli ultimi tempi, ma non sono sufficienti per garantire le bagnature del mais e del riso seminato in asciutta nel periodo di giugno».

Il parere di Borda

Anche Teresa Borda, tecnico di Confagricoltura, osserva che «all’inizio della stagione, vista la situazione di siccità e visto il suggerimento dei consorzi di irrigazione ad incrementare le semine in acqua, la superficie agricola sommersa sembrava essere maggiore rispetto agli anni scorsi, ma in seguito è stata registrata una predominanza di semina in asciutta, preferita anche perché è la sola tecnica in cui vi siano principi attivi capaci di combattere l’alisma».  Riguardo ai problemi termici Borda afferma: «La situazione climatica di questo periodo ha portato ad un ritardo vegetativo preoccupante: le plantule sono deboli e in alcuni casi le basse temperature e l’azione di alcuni funghi patogeni hanno portato gli agricoltori a riseminare alcune varietà. Per quanto riguarda il problema delle risorse idriche, molto dipenderà dal clima nel periodo estivo. Le condizioni climatiche hanno posticipato in molti casi le semine e delle colture in atto hanno rallentato il ciclo colturale, per cui è impensabile ipotizzare ora se ci sarà forte coincidenza, e quindi possibile stress idrico, tra le bagnature dei vari cereali a ciclo primaverile-estivo».

Il parere di Giordano

Infine, Coldiretti ci fornisce una propria opinione tramite Davide Maria Giordano: «Non abbiamo riscontrato troppe lamentele da parte dei risicoltori riguardo episodi di risemine, le quali potrebbero essere state più impattanti nei casi di semina in asciutta, specialmente se avvenuta precocemente, a causa del clima arido di inizio stagione. Riguardo al problema delle risorse idriche, la scarsa riserva di neve nei territori montani e le scarsissime piovute invernali hanno causato una riduzione dell’accumulo idrico, il quale è stato in parte compensato dalle precipitazioni frequenti nel mese di maggio. Sicuramente chi ha optato per la semina in sommersione potrà avere meno problemi». Autore: Marcello Pedicone

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Risicoltura
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