L’INQUINAMENTO E’ CALATO

L'Arpa ha rilevato una riduzione "evidente" della presenza di Oxadiazon e altre sostanze nelle acque superficiali del Piemonte

L’Arpa Piemonte si appresta a diffondere dei nuovi dati secondo cui l’inquinamento delle acque, provocato da oxadiazon, quinclorac, tricicalzolo e azoxistrobina è diminuito. Non c’è ancora l’ufficialità, ma questa “vittoria” ambientale sarà il piatto forte del convegno organizzato per il 9 febbraio a Novara – appuntamento dalle 9 in via Ravizza 8 – dalla Fondazione Agraria Novarese sul Pan e sull’uso sostenibile degli agrofarmaci. Prenderanno la parola Gaudenzio de Paoli, Direttore Generale dell’ Agricoltura Regione Piemonte, Mario Ventrella, Paolo Mancin, Pier Mauro Giachino Dirigenti della Regione Piemonte, i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, Gian Mauro Mottini e Enrico Antignati dell’Ordine degli Agronomi e Forestali Novara/VCO e Roma provincia di Novara e Alba Cotroneo, Giancarlo Burlot, Federico Spanna, Sergio De Caro, Elena Anselmetti e Viola Massobrio relazioneranno sul Pan, sulla difesa integrata e sul controllo delle macchine irroratrici. Dopo l’introduzione, nel 2016, dei limiti all’uso delle sostanze attive citate, che fu accolta con grande preoccupazione dagli agricoltori, la Regione Piemonte intende insistere sulle pratiche agronomiche, anch’esse oggetto di discussioni, perché l’Amministrazione ritiene che inducendo gli agricoltori a osservare quelle pratiche renderà stabile la regressione dell’inquinamento. Come detto, ci vorrà qualche settimana per disporre di dati ufficiali, ma da Torino filtra la conferma che nelle acque superficiali i divieti hanno comportato una «evidente riduzione» del carico di inquinanti. Questo non significa che il divieto sarà revocato né allentato, ci spiegano: «le limitazioni d’uso su 4 prodotti fitosanitari (oxadiazon, quinclorac, triciclazolo e azoxistrobina)  previste da Regione Piemonte con la DGR 32-2952 del 22 febbraio 2016, in attuazione del Piano di Gestione di distretto idrografico del fiume Po,  derivano dalla necessità di raggiungere entro il 2021 una buona qualità delle acque superficiali e sotterranee, come previsto dalla Direttiva 2000/60/CE al fine di evitare una eventuale procedura di infrazione. Pertanto tali limitazioni d’uso dovranno essere rispettate fino al 2021, data di aggiornamento della classificazione della qualià delle acque superficiali e sotterranee», risponde un funzionario, gelando le attese di chi si aspettava un “liberi tutti”. Al contrario, incassato il vantaggio derivante da un minor uso dei principi attivi citati, si inizierà a premere per un miglior uso delle bocchette e degli ugelli. Partendo proprio dal dibattito di giovedì a Novara, nel corso del quale dovrebbe essere “ufficializzato” il successo delle politiche piemontesi per la mitigazione dell’inquinamento delle acque, in particolare la riduzione dei livelli di oxadiazon. Ovviamente, il limite imposto al triciclazolo diventerà divieto quest’anno in quanto l’Europa ha vietato l’uso di questa sostanza attiva: anche di questo si parlerà, presumibilmente, durante il convegno novarese. (Leggi l’articolo sui limiti di utilizzo dei quattro principi attivi)

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