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L’ENTE RISI STRACCIA LA STRATEGIA UE

da | 2 Set 2020 | NEWS

Ente Risi

L’Ente Risi attacca la Commissione Europea sulla “Strategia UE per la biodiversità”. Delle nostre perplessità abbiamo dato conto recentemente (leggi l’articolo) ma adesso è l’Ente che si muove, attraverso il suo presidente Paolo Carrà. «La Commissione Europea attribuisce al calo della biodiversità le cause di molte negatività del nostro vivere quotidiano: dall’aumento delle specie esotiche, alla cattiva alimentazione che porta all’obesità, al peggioramento delle condizioni climatiche – dichiara Paolo Carrà, Presidente dell’Ente Nazionale Risi – Questo è quanto emerge dalla lettura di documenti intitolati “Strategia della UE sulla biodiversità per il 2030” e “Strategia dal produttore al consumatore per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente” (meglio noto come Farm to Fork). Siamo di fronte a documenti molto carenti e privi di contenuti scientifici e di una minima valutazione di impatto economico, documenti che puntano esclusivamente ad una condivisione emotiva. Abbiamo il dovere verso le nuove generazioni di pensare ad una agricoltura più sostenibile, ma pretendere anche che diventi più sostenibile il mercato globale. Dobbiamo pretendere ad esempio che la Commissione dica esplicitamente quali saranno le richieste affinché i Paesi esportatori nella UE, rispettino le stesse norme per la difesa dell’ambiente adottate nell’Unione. Ente Risi da tempo si è mossa nei confronti della Ministra Bellanova e delle istituzioni nazionali ed europee chiedendo di mantenere alta la guardia. Con una coperta finanziaria prevista per la prossima PAC per tutti più corta, con una burocrazia europea ancora più esasperata rispetto ad oggi e la definizione di  un Piano Strategico Nazionale, sul quale speriamo non incombino le solite schermaglie italiane Stato-Regioni, la filiera risicola italiana potrebbe uscirne con le ossa rotte se non verrà ancora una volta riconosciuta la specificità del nostro settore. Una prima azione di Ente Risi con il sostegno delle organizzazioni agricole e dell’industria è stata di proporre alla task force di negoziatori italiani, dei suggerimenti per evitare che vada persa l’esportazione di circa 70.000 tonnellate di riso italiano in Gran Bretagna qualora venga adottata la cosiddetta hard Brexit. Lo sforzo di tutti senza se e senza ma è quanto mai necessario, ancorché ci troviamo con un Commissario europeo all’agricoltura, il polacco Janusz Wojciechowski, che ha dimostrato scarso peso politico». Autore: Martina Fasani

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