LA LEGA STRIGLIA BRUXELLES SUI PMA

L'europarlamentare Ciocca porta a Strasburgo la crisi del riso italiano

La politica che guarda a Trump prende le difese del riso italiano. «Chiediamo alla Commissione Europea di intervenire nel rispetto delle regole internazionali di mercato e di adottare tutte le misure di salvaguardia e sorveglianza necessarie per il ripristino deidazi doganali per tutelare un prodotto storico e di alta qualità come il riso italiano». L’europarlamentare pavese della Lega Nord, Angelo Ciocca, porta in Europa la battaglia dei risicoltori, secondo quanto scrive Il Giorno. «Il comparto del settore risicolo in Italia – spiega Ciocca – è in grave crisi e gli operatori sono messi in ginocchio a causa delle concorrenza sleale operata dai mercati asiatici; l’Europa prenda provvedimenti».

La superficie risicola italiana – riferisce il quotidiano – è concentrata nelle Regioni Lombardia e Piemonte, in particolare nelle Province di Vercelli e Novara oltre a quella di Pavia. «L’Italia – precisa Ciocca nel documento inviato alla Commissione Europea – con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso e un consumo pro capite annuo di 6 chilogrammi, riveste un ruolo fondamentale nella produzione risicola in Europa. Nella filiera italiana operano ben 4.265 aziende, circa 100 industrie risiere per un totale di oltre 5.000 addetti nel settore. Il riso lavorato, rappresenta un giro di affari che si attesta intorno al miliardo di euro». Un settore che sta vivendo nell’incertezza per l’altalenante prezzo del riso, causato secondo gli addetti ai lavori dalla ‘concorrenza sleale’ del prodotto importato a basso costo dall’Oriente. «Gli operatori del settore – denuncia Ciocca – invece di essere tutelati e premiati per la loro capacità e maestria che ha reso questo prodotto italiano conosciuto in tutto il mondo, sono oggi penalizzati e costretti a subire la massiccia importazione di riso da Paesi meno avanzati come Cambogia, Myanmar e Vietnam: Paesi a dazio zero, ossia senza tasse».

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