LA CARTA DEGLI AGRONOMI RISCATTA L’EXPO

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailSi è concluso il 18 settembre, a Expo Milano 2015 il VI Congresso mondiale degli agronomi, con l’approvazione della Carta Universale degli agronomi, che lancia alcune proposte concrete sul...
expo-mascotteSi è concluso il 18 settembre, a Expo Milano 2015 il VI Congresso mondiale degli agronomi, con l’approvazione della Carta Universale degli agronomi, che lancia alcune proposte concrete sul tema “Cibo e identità”. È questo il lascito e il contributo alla Carta di Milano della World Association of Agronomists, Civil Participants di Expo Milano 2015 attraverso Conaf con il Padiglione La Fattoria Globale del futuro 2.0. Così come la Carta di Milano ci aveva delusi, quella degli agronomi ci tira su il morale, perché entra nel merito dei problemi agricoli e lo fa con serietà tecnico-scientifica.
La Carta Universale degli agronomi definisce innanzi tutto i principi etici per lo sviluppo professionale dell’agronomo nel rispetto alle comunità delle persone, di ogni Paese e continente. È il frutto del lavoro di sei sessioni, ognuna delle quali divisa in più tavoli, ai quali hanno partecipato anche delegati dei Paesi Partecipanti. Ogni tavolo di lavoro era composto da un coordinatore (incaricato della redazione del testo), da un rappresentante WAA, da un rapporteur, da ospiti nazionali, internazionali e agronomi iscritti al congresso. Il lavoro si è svolto in diversi Padiglioni dell’Esposizione Universale. La giornata si è conclusa con la firma della Carta di Milano e una lunga parata guidata da Maria Cruz Diaz Alvarez, Presidente uscente della World Association of Agronomists, che lascia la carica ad Andrea Sisti, Presidente del Conaf. «L’esercizio della professione di agronomo nei contesti connessi all’agricoltura, all’alimentazione, alla ruralità, al paesaggio e alle risorse naturali – spiega Andrea Sisti neo presidente degli agronomi mondiali – abbraccia una dimensione bioecologica planetaria: il trasferimento di pensiero, professionalità e tecnologia è privo di frontiere. La nostra professionalità, che offre soluzioni tecniche avanzate, eleviala nostra responsabilità etica e ci costringe a operare sempre nell’interesse generale in un’ottica di progresso sociale. L’opera dell’agronomo rappresenta una considerevole potenzialità nell’ambito delle sfide globali del XXI secolo. Ci proponiamo di cooperare alla definizione di una strategia tecnico alimentare e di sostenibilità ambientale per l’intero Pianeta».
Sono tre i principi a cui si sono ispirate le sessioni nella redazione della Carta. 1) Città come luoghi dove si produce cibo: il futuro dell’agricoltura sarà sempre più tecnologico, quello delle città sempre più ‘green’. Ed Expo Milano 2015 è un modello per le città di domani. Per questo occorre organizzare la produzione di cibo nei centri urbani e nelle periferie: fattorie verticali, orti, biotopi urbani resilienti e flussi veicolari a energia pulita possono rappresentare una risposta concreta. 2)Biodiversità: la sostenibilità delle scelte del futuro necessitano un investimento concreto sulla conservazione della biodiversità delle specie agricole coltivate. Ogni miglioramento sull’uso del patrimonio genetico deve essere sviluppato in aziende agricole agro-bio-diverse. Un percorso che necessita la riqualificazione delle aree urbane degradate. 3)Sicurezza alimentare: l’educazione alimentare dovrebbe diventare una materia obbligatoria nelle scuole. Devono essere creati centri di informazione nei luoghi del consumo, in modo da garantire indipendenza e trasparenza al cittadino consumatore. Scarica QUI il documento. (24.09.2015)
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