IL VIETNAM TORNA IN ASIA?

Il più grande esportatore del mondo rivede le proprie strategie

ll Vietnam dovrebbe dedicare più attenzione agli importatori tradizionali del riso in Asia per assicurare la stabilità del commercio di riso del paese a lungo termine: lo afferma Huynh Minh Hue, segretario generale dell’Associazione alimentare del Vietnam (VFA), in una conferenza che si è tenuta il 17 ottobre scorso, affrontando il tema delle esportazioni di riso per il periodo 2017-2020. L’Asia è il mercato più vicino e più importante per il riso vietnamita, ha dichiarato Hue. Nei primi nove mesi del 2017, le esportazioni di riso nei paesi asiatici hanno rappresentato il 68% del totale del paese. Nel frattempo, l’Africa si conferma come il secondo mercato più grande sbocco per il riso vietnamita, con il 15%.

Secondo Hue, ci sono state forti preoccupazioni che la forte dipendenza del Vietnam dal mercato cinese, che rappresentasse il 40% delle esportazioni di riso del paese. Tuttavia, Hue ha ridimensionato i timori, ribadendo che Pechino continuerà ad avere una forte domanda di riso a lungo termine.

Do Ha Nam, direttore generale del gruppo Intimex, multinazionale vietnamita già controllata dallo Stato, che esporta varie tipologie di merci per un giro di affari totale di oltre un miliardo di dollari, ha ricordato che il riso vietnamita viene distribuito in centinaia di paesi in tutto il mondo, sebbene la maggior parte sia acquistata dai paesi asiatici e africani, confermando inoltre che l’attenzione sui mercati strategici e regionali aiuterà gli esportatori del riso ad ottenere risultati stabili di esportazione. In particolare, la Cina, ha ricordato, resta un mercato vitale, accanto alle Filippine.

Hue ha affermato che le esportazioni di riso alle Filippine cresceranno ulteriormente nel prossimo futuro se il governo filippino accetta di modificare i meccanismi per l’importazione di riso, attualmente basati sulle quote, passando al sistema a tariffa. Secondo Hue, le Filippine hanno intenzione di imporre una tariffa del 35% sulle importazioni di riso dai paesi Asean, ed il 400% sul riso proveniente da altri paesi. Questo amplierà le prospettive per il Vietnam, in quanto il paese deve competere solo con la sua unica rivale Asean, ovvero la Thailandia.

Per contro, Nam ha ricordato che il riso bianco del Vietnam non è competitivo sul mercato cinese perché prodotti simili provenienti dal Pakistan e dal Myanmar hanno prezzi più bassi. Tuttavia, il Vietnam ha esportato in Cina grandi quantità di riso aromarico, glutinoso e di rotture. Nel frattempo, il più venduto in Africa è il riso Jasmine, e nelle Filippine è il riso bianco.

Alla conferenza, Tran Xuan Long, capo dell’Agenzia per il Commercio Estero sotto il Ministero dell’Industria e del Commercio, ha presentato la strategia per la promozione delle esportazioni di riso nel 2017-2020, con una previsione per il 2030. Il Vietnam ridurrà il volume delle esportazioni di riso, ma cercherà di aumentare il valore, secondo questa strategia. Il paese è intenzionato a passsare dalle 4,5-5 milioni di tonnellate di riso di 2,2-2,3 miliardi di dollari l’anno nel 2017-2020 a quattro milioni di tonnellate di 2,3-2,5 miliardi di dollari all’anno nel 2021-2030. Nel 2020, il riso bianco potrebbe rappresentare il 45% del totale delle esportazioni. Nel frattempo, le percentuali di riso fragrans, riso glutinoso e riso semplice dovrebbero salire rispettivamente del 30%, del 20% e del 5%. Nel medio termine inoltre dovrebbe diminuire l’export sul mercato asiatico riducendo la proporzione di esportazione di riso ai paesi asiatici dall’attuale 68% al 60% nel 2020 al 50% nel 2030.

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