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IL RISICOLTORE GLIFOSATE FREE

da | 16 Dic 2022 | NEWS

glifosate
Torniamo a parlare del glifosate dopo un ragguaglio europeo (https://www.risoitaliano.eu/glifosate-stop/) e uno studio scientifico (https://www.risoitaliano.eu/senza-glifosate-raccoglieremo-il-177-in-meno/). La quarta azienda intervistata è una realtà biologica nota nel panorama vercellese.

UN’AZIENDA DIVERSA…

Si tratta di Una Garlanda ssa di Stocchi Fratelli e C. Situata a Rovasenda (VC) dimensioni di 130 ha per metà coltivata a varietà storiche di riso e per metà in rotazione con coltivazioni diversificate di: Miglio, Fagioli dall’occhio, soia, segale, lino, prato.

SOCI FONDATORI DEL BIODISTRETTO DEL RISO IN ITALIA

Le motivazioni che hanno spinto ad una conduzione biologica sono le seguenti, come riportano i titolari: «La storia di Una Garlanda coincide con quella della famiglia Stocchi, risicoltori da 3 generazioni! Nei primi anni ’90 furono piccoli problemi di salute a spingerci nella ricerca di un’agricoltura più sostenibile, con prime pratiche di rotazioni e riduzione della chimica».
«La nostra ricerca si fece più consapevole e la scelta divenne definitiva a partire dall’inizio anni 2000 grazie all’aiuto anche di amici. Dopo poco tempo, persino il “bio” ci è sembrato insufficiente per una tutela della natura veramente efficace e per garantire la qualità dei prodotti. Da qui la sperimentazione e l’evoluzione che, attraverso le antiche varietà, l’agro-forestry, la pacciamatura verde, i corridoi ecologici, etc. ci ha portato alla completa esclusione di qualsiasi prodotto fitosanitario, persino di quelli ammessi nel biologico».

I VANTAGGI SONO MOLTI

Ma quali sono i vantaggi  di queste applicazioni? «L’ecosistema aziendale ha raggiunto livelli di agro-biodiversità nettamente superiori, rispetto ad aziende condotte con altri metodi, come documentato da studi e ricerche. Percorso che inoltre ci ha fatto migliorare la salute nostra e quella aziendale. La gratificazione professionale è cresciuta nella consapevolezza di produrre un cibo sano. Da un punto di vista economico, infine, l’azienda ha ritrovato la sua redditività grazie al combinato disposto, da un lato, della ridimensionamento dei costi di gestione legati al mancato utilizzo di prodotti fitosanitari e riduzione delle lavorazioni, dall’altro, dalla possibilità di collocare il prodotto finale a prezzi più giusti che hanno compensato la relativa riduzione delle rese. Per altro tali  raccolti sono notevolmente migliorati nel tempo, grazie al recupero della fertilità dei suoli e all’affinamento delle nuove ed antiche tecniche».

LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE E’ LA RICOSTITUZIONE DELLA NATURA

L’illustrazione è senza alcun dubbio chiara. Come sono gestite malerbe e situazioni problematiche che in altri contesti, convenzionali, verrebbero risolti con la chimica? Ecco cosa ci rispondono i titolari: «Nella nostra azienda abbiamo sperimentato che non esiste una cura per ogni malattia. Una buona produzione, dipende dalla complessa ricostruzione di un ambiente naturale, che permetta di controllare e gestire le vecchie e nuove avversità, comprese le “malerbe”».

LE VARIETA’ ANTICHE

Per prima cosa abbiamo iniziato a rimettere in campo, moltiplicare e coltivare antiche varietà di riso, ma anche di miglio ed altre colture. Le varietà antiche, grazie ad una base genetica più ampia, si sono dimostrate più resistenti e resilienti e capaci di competere con le altre erbe. Nel 2003 il capostipite di questo nostro cammino, Fulvio Stocchi, osservò, su una porzione di terreno dove l’aratro non aveva rivoltato le zolle, la formazione di un ambiente particolare dove la competizione con le altre piante, terrestri, anfibie ed acquatiche, non impediva al riso di crescere sano e rigoglioso.

LE ARGINATURE RICOSTITUISCONO LA BIODIVERSITA’

Dopo lunga sperimentazione, attraverso la mediazione dell’acqua, le arginature inerbite spontaneamente sempre più ricche di biodiversità, giungemmo a definire una tecnica agronomica efficace: la pacciamatura verde. Tecnica che grazie alle sue procedure inibisce la nascita di erbe competitive, ma non quella del riso. Abbiamo diffuso questa tecnica nella pianura padana ed è diventata oggetto di studio a livello accademico ed universitario e anche di un progetto finanziato dal MIPAAF (Riso-Biosystems) che ne ha validato l’efficacia.

MAI ABBANDONARE ROTAZIONI E CONSOCIAZIONI

Tutto ciò senza dimenticare la rotazione e la consociazione tra varietà e specie coltivate, che sostengono la vita del suolo e la sua materia organica, anche in terreni considerati tradizionalmente poveri come i nostri, nella baraggia di Rovasenda. Ancora più efficace il grande impegno di tutti noi nell’opera di piantumazione, intensificata negli ultimi anni, con la creazione di arginature che delimitano l’ampiezza delle risaie. Tutto questo insieme, con altre tecniche più peculiari e caratteristiche mirate anche alla fauna, ci hanno permesso e ci permettono di controllare efficacemente le malerbe, il crodo e non solo!»

GLIFOSATE? NO, GRAZIE!

Incontrandoci sul discorso glifosate, l’azienda spiega come il non utilizzo di questa (come del resto di tutte le altre molecole), porti ad una salubrità sia dell’ambiente, sia dell’uomo. «Ogni giorno cerchiamo di non dimenticare la nostra storia che, per alcuni decenni, è stata caratterizzata dall’agricoltura intensiva e dal ricorso massiccio ai prodotti fitosanitari chimici che hanno devastato non solo la Baraggia e la pianura padana, ma anche la salute di noi agricoltori.

PERCHE’ NON USARE IL GLIFOSATE

Non siamo medici o scienziati, ma la nostra esperienza personale e l’immagine, spesso spettrale, delle campagne intensive e convenzionali , dovrebbero essere sufficienti a farsi l’idea chiara e precisa che dobbiamo tornare a rispettare la natura, in primo luogo evitando l’uso di tutto ciò che la danneggia.
Le numerose attività di ricerca scientifica a cui abbiamo il piacere di collaborare da decenni, ci han permesso di conoscere indirettamente, tramite scienziati e docenti, che nella letteratura scientifica internazionale sono ormai acclarati i danni del glifosate sia sulla salute, in termini di danni genetici e probabile cancerogenicità, sia sull’ambiente, come danni alla vita del suolo, alla fertilità, scomparsa di intere classi di anfibi, etc».

COLTIVARE SENZA GLIFOSATE SI PUO’

«Pensiamo che ci siano abbastanza elementi per abbandonare questo prodotto! Più che dare lezioni su come sostituire efficacemente il glifosato, ci permettiamo umilmente di portare i fatti della nostra esperienza dove, nel nostro piccolo microcosmo, è stata dimostrata la possibilità di smettere di usare questa molecola e tutti i trattamenti utilizzati in agricoltura, compresi quelli ammessi in agricoltura biologica. Le porte della nostra azienda e del nostro cuore sono sempre aperte per chi volesse verificare e approfondire».  Autore: Emanuele Virota
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