COLDIRETTI: STATI GENERALI DEBOLI E DIVISI

Giudizio durissimo di Tonello dopo il rifiuto dell'industria a dichiarare l'origine della materia prima

Il disegno dell’Ente Risi di fare degli Stati Generali del riso un tavolo permanente sulla crisi della risicoltura è sfumato in pochi giorni. Le difficoltà di una piena condivisione della piattaforma di lavoro erano nell’aria – come abbiamo scritto, il forum è stato rinviato più volte, segno di un’obiettiva difficoltà di mettere tutti gli stakeholders intorno a questo tavolo – e sono esplose subito dopo, con la conferenza stampa, in cui l’industria ha spiegato chiaramente che continuerà a investire in Asia e che non intende dichiarare l’origine della materia prima sulle scatole di riso lavorato.

Parole che hanno provocato la reazione – durissima – di Mauro Tonello, risicoltore e vicepresidente nazionale della Coldiretti: «appena un giorno dopo l’incontro a livello europeo già si assiste alle scorrettezze di un sistema di relazioni molto deboli e che mostrano tutti i limiti di un tavolo composito, dove vi sono molti interessi diversi ed alcuni poco attenti alle esigenze dei cittadini consumatori – dichiara a Risoitaliano.eu, illustrando la posizione dell’organizzazione agricola -. Al tavolo, abbiamo partecipato in maniera fattiva e, oltre al tanto lavoro che avevamo fatto prima, nel giorno del forum abbiamo chiesto di inserire la regola della reciprocità nel rispetto delle regole e diritti dei lavoratori e abbiamo proposto anche l’obbligatorietà dell’origine in etichetta; questa proposta è stata appoggiata immediatamente dai portoghesi e spagnoli, mentre altre componenti hanno preferito un tattico silenzio. Non è tardata invece la risposta degli industriali europei, ma è stata quella di una non disponibilità a parlarne nel corso del Forum, e anzi l’Airi ha chiesto di affrontare il tema la prossima volta. Abbiamo quindi ritirato la proposta in attesa di ridiscuterla al prossimo tavolo, ma l’indomani ho letto, a margine della conferenza stampa di presentazione, le dichiarazioni degli industriali che ufficializzano già la loro risposta negativa sull’etichettatura ed esplicitano la loro intenzione di andare ad investire in altri paesi extra Ue».

Tonello è visibilmente amareggiato: «Anche stavolta abbiamo mostrato tutte le debolezze possibili: vi era un documento da presentare il giorno 20 – sottolinea, accusando implicitamente Confagricoltura e Cia -, ma una parte di chi l’aveva condiviso lo ha presentato qualche giorno nel corso di una conferenza stampa» e sottolinea che anche «alla conferenza stampa dell’incontro europeo ci sono state dichiarazioni scorrette e univoche che travalicano anche gli impegni presi per le riunioni future». Insomma, un brutto clima, nel momento in cui servirebbe la massima unità. Commento finale di Tonello: «se tanto mi dà tanto, per quello che mi riguarda possiamo considerare finita l’esperienza di un gruppo di lavoro così». (Nella foto piccola, Mauro Tonello; nella foto grande, i partecipanti del forum europeo di Milano)

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Risicoltura
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