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CHI “PUNTA” SUI LUNGHI B?

da | 9 Ott 2022 | NEWS

Confagricoltura

I prezzi sono fermi ma le contrattazioni no nella seduta del venerdì a Mortara, come vi abbiamo descritto nel nostro articolo di ieri. I risicoltori vogliono vendere, soprattutto lunghi B, così da poter iniziare a tirare le somme di questa campagna.

Le riserie, al contrario, cercano di accaparrarsi il poco riso da risotto disponibile in questa annata sul mercato, convinte che negli altri comparti si possa tornare ad investire anche nel prodotto estero come si faceva prima dell’arrivo della Clausola di Salvaguardia.

COME SALDARE I CONTI?

Analizziamo questo contesto con Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara e VCO e risicoltore di San Pietro Mosezzo (NO). «Il mercato sta rispondendo in modo prevedibile agli input esterni attuali. Il mio augurio per questa campagna è che si possano mantenere quantomeno i livelli attuali in tutte le voci a listino, per poter far fronte ai costi produttivi ancora in aumento».

«Nella scorsa campagna i risicoltori hanno potuto sfruttare alcune finestre di mercato favorevoli per ottenere valutazioni capaci di assorbire le spese correnti, costantemente in crescita. Oggi in molti si stanno affacciando nuovamente sul mercato per potere saldare i conti dell’annata. Nel farlo scelgono di “sacrificare” il riso lungo B in quanto pare che sia difficile un futuro apprezzamento, in virtù sia della disponibilità interna, sia di quella estera. In questo comparto, tuttavia, i 50 €/q lordi a 60 giorni visti nelle prime sedute sembrano essere sempre più complessi da ottenere ed i risicoltori rischiano di doversi affidare al credito esterno o a cedere, forse prematuramente in quanto potrebbero esserci futuri apprezzamenti, risi lunghi A da mercato interno, molto richiesti dalle riserie».

GLI EFFETTI INDIRETTI DELLA SICCITÀ

«Le produzioni saranno molto deficitarie nel novarese massacrato dalla siccità con danni fino al 100% in alcune aziende. Un elemento particolare nel nostro areale rispetto agli altri è l’arrivo dell’acqua a fine agosto. Questo ha permesso alle coltivazioni di ripartire ma, chiaramente, sviluppando delle problematiche. Laddove è arrivata l’acqua nelle battute conclusive della campagna, infatti, le coltivazioni hanno sviluppato molta sterilità, dovendo fiorire in un periodo come fine agosto/inizio settembre in cui lo sbalzo termico è elevato.

Questo tipo di sterilità, al contrario di quella da caldo, ha colpito maggiormente gli “indica”, risi vicini a quelli prodotti nei climi tropicali quindi più suscettibili al freddo. I fattori che influiscono in negativo in questa campagna sono dunque molteplici e anche io mi aspetto un calo di disponibilità generale almeno del 30%.»AUTORE: EZIO BOSSO.

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