CAMBOGIA, UE “INTERLOCUTORIA”

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Riunione «interlocutoria». E’ il verdetto dell’incontro avvenuto ieri a Roma, al ministero dello sviluppo economico, tra i rappresentanti della filiera risicola e i funzionari dell’Unione europea incaricati di esaminare il dossier con cui il governo italiano chiede l’applicazione della clausola di salvaguardia contro le importazioni agevolate dai Pma. Il dossier Cambogia, come l’abbiamo ribattezzato, continua a non piacere a Bruxelles, anche se uno dei partecipanti alla riunione, il presidente della Cia lombarda Giovanni Daghetta non si fascia la testa: «gli ostacoli sono soprattutto sul piano legale, ma sia la DGagri chela DGtrade dimostrano di capire che indica e japonica sono due mercati diversi e come tali vanno considerati e che la situazione è tutt’altro che risolta dall’incremento delle quotazioni dei risoni». I punti deboli del dossier sarebbero due: uno congiunturale – l’incremento recente delle quotazioni potrebbe indurre a ritenere non così urgente un intervento comunitario – e uno legale. I legali della DGtrade insistono sul fatto che il documento predisposto dall’Ente Risi debba essere “inattaccabile” e sul fatto che non riporta tutti i dati necessari per l’adozione della clausola di salvaguardia, particolarmente quelli che dovrebbero venire dal settore industriale ed essere relativi al riso lavorato, giacché è su questo mercato che si sviluppa la concorrenza con il prodotto cambogiano. (29.01.15)

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