AGRINSIEME: FUORI I SOLDI DELLE ASSICURAZIONI

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SOLDI3Prima la doccia fredda, ora le reazioni. Come vi abbiamo informato nei giorni scorsi, con incredibile ritardo si è scoperto che la quota comunitaria c’è, circa 70 milioni di euro, ma non quella nazionale, e gli agricoltori che hanno contratto l’assicurazione contro le calamità naturali che dovrebbero essere rimborsati per il 65 per cento saranno rimborsati quest’anno solo del 27 per cento. Agrinsieme non ci sta: non accetta che il sostegno pubblico sia pari al 27 per cento della spesa assicurativa sostenuta dalle imprese, invece del 65 per cento massimo erogabile e afferma che questa situazione si trascina da tempo, ma adesso diventa insostenibile: un giudizio uscito nelle scorse ore dal coordinatore di Agrinsieme Dino Scanavino. “Da un lato già da alcuni anni c’è stata una forte riduzione degli stanziamenti nazionali a sostengo del piano assicurativo. Dall’altro è stato promosso anche dalle Amministrazioni l’ampliamento del ricorso a questo strumento, giustificato peraltro dai gravi problemi che hanno caratterizzato le produzioni agricole in questi anni, anche per il cambiamento climatico e per la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi che hanno fortemente depresso e spesso azzerato i raccolti”. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari invita quindi il Governo “a intervenire con estrema urgenza per individuare gli strumenti finanziari più opportuni per garantire il pagamento completo agli agricoltori. Il 2014 -ricorda Scanavino- è stato un anno molto difficile per le imprese agricole che, oltre alle calamità naturali, hanno dovuto subito gli effetti della crisi economica, la riduzione dei consumi, gli squilibri nelle relazioni di filiera, fino alle conseguenze di situazioni geopolitiche internazionali come l’embargo russo. Non è tollerabile che i redditi agricoli debbano essere ulteriormente penalizzati anche per la sottrazione di finanziamenti pubblici consolidati e sempre fortemente pubblicizzati. E’ opportuno sottolineare anche che, relativamente al 2013, il contributo pubblico per le spese assicurative era pari all’80%, è assurdo che quest’anno non si riesca a garantire il 65%”. Agriensieme “invita il ministero anche a predisporre tutte le misure necessarie per evitare nel prossimo periodo di programmazione 2015/2020 il ripetersi di queste inaccettabili situazioni”.  Il pasticcio emerge dalla circolare Agea del 15 giugno 2015 n. 294. Dal 2015, lo ricordiamo, cambia il modello di sostegno alle assicurazioni agevolate: i contributi pubblici saranno erogati attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, la cui dotazione finanziaria ammonta a 716 milioni di euro di soli fondi europei per il periodo 2014-2020, ai quali si deve aggiungere l’aliquota di cofinanziamento nazionale. Per un totale di spesa pubblica di 1,4 miliardi di euro. (20.06.2015)

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