UNA FILIERA PER PAGLIA E LOLLA

L’Europa sta finanziando un progetto, chiamato BIOARC, per vagliare tutte le possibilità di utilizzo della paglia e della lolla di riso. L’obiettivo è la sostenibilità, che si realizza anche favorendo la transizione verso modelli produttivi circolari e lo sviluppo di nuovi materiali a basso impatto.

La paglia di riso si presta ad usi ancora poco conosciuti in edilizia e BIOARC – che impegna università, centri di ricerca, imprese e organizzazioni non profit – lavora su quattro colture profondamente radicate nelle tradizioni europee — il riso in Italia, il girasole in Francia, il luppolo in Germania e il grano in Polonia — utilizzandole come punto di partenza per esplorare nuove filiere capaci di trasformare i sottoprodotti agricoli in materiali innovativi per l’architettura e le costruzioni. L’obiettivo è valorizzare sottoprodotti agricoli spesso considerati scarti, trasformandoli, grazie ad un innovativo processo di biomineralizzazione, in materiali sostenibili per il settore delle costruzioni, con applicazioni che possono includere pannelli da costruzione, materiali isolanti, soluzioni acustiche e pareti divisorie. La lolla è un sottoprodotto della lavorazione industriale e ha già trovato degli sbocchi di mercato, ma potrebbe trovarne altri nel settore dell’edilizia.

IL RUOLO DI INNOVA-TECH

In Italia il partner di progetto è Innova-Tech S.r.l., società di ricerca e innovazione in ambito agricolo specializzata in sperimentazione agronomica, agricoltura di precisione e valutazione della sostenibilità, con particolare esperienza nei sistemi risicoli. Il 27 febbraio, nella suggestiva cornice del Principato di Lucedio, si è svolto il primo Design Thinking Workshop del progetto BIOARC: un workshop tra architetti, ricercatori, risicoltori, associazioni sindacali e organizzazioni dei produttori. Si è deciso di riunire stakeholder provenienti da ambiti differenti (agronomi, aziende agricole, architetti, progettisti e operatori del settore edilizio) per individuare vantaggi, criticità e opportunità legate alla valorizzazione delle biomasse agricole secondarie, come la paglia di riso e, appunto, la lolla.

IL LAVORO DI GRUPPO

La giornata si è aperta con una serie di interventi, tra cui quello di Carolin Schelkle, Research Associate presso la Technical University of Munich e leader di uno dei work package del progetto, la quale ha presentato nel dettaglio il progetto BIOARC. Quindi, Matteo Arietti, dello studio di architettura Park Associati, ha illustrato come materiali derivanti da residui agricoli vengano già oggi utilizzati nel settore dell’architettura e delle costruzioni e Edoardo Saluzzo di Innova-Tech ha presentato il punto di vista del settore agricolo, descrivendo in particolare la gestione attuale dei sottoprodotti della filiera risicola e il modo in cui paglia e altri residui vengono oggi utilizzati o, in molti casi, rimangono poco valorizzati. Dopo questa prima fase introduttiva, la giornata è proseguita con il lavoro dei gruppi. L’esito di quest’operazione è dettagliatamente descritto nella Relazione BIOARC

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