Il clima sul mercato del risone continua a rimanere negativo per i risicoltori, sulla falsa riga di quanto accaduto la scorsa settimana (LEGGI). L’offerta elevata, coadiuvata da una domanda meno interessata all’acquisto, causa la persistenza di segnali ribassisti su diversi comparti ma il calo ufficiale è uno solo, relativo al gruppo Baldo.
BALDO A 65 €/Q, LUNGHI A DA PARBOILED E MEDI NOMINALI
Tale denominazione perde 5 €/q a Vercelli, attestandosi a 65 €/q lordi. Una variazione attesa vista l’assenza di compratori a 70 €/q lordi nelle ultime sedute e la presenza di agricoltori con merce da vendere rapidamente. Ciò per evitare maggiori oneri logistici e di conservazione del prodotto, che in pochi sono disposti o capaci di affrontare in prossimità del nuovo raccolto. Per questo gruppo la disponibilità trasferibile è ancora elevata (21.334 tonnellate al 10 giugno) e presumibilmente anche quella vendibile. Le riserie sono consapevoli di questo e della necessità di molti agricoltori di liberarsi della merce. Per questo, essendo capaci di muoversi pressoché omogeneamente, scelgono di non richiedere risone e di non mostrarsi disponibili a spendere i prezzi ufficiali, causando il ribasso a listino.
Questa situazione risulta essere in piccolo quella valida anche per i lunghi A da parboiled/export e per i medi, le cui disponibilità trasferibili complessive ammontano a 117.474 tonnellate. Per questi comparti non si registrano cali ufficiali ma gli operatori riferiscono di crescenti difficoltà nell’ottenere anche i prezzi raggiunti con i ribassi della scorsa settimana. La difficoltà a trovare compratori ai prezzi ufficiali è comprovata dalla comparsa della dicitura nominale a Vercelli per tutte le voci dedicate a questi comparti eccetto CL 007, scambiato più agilmente 40 €/q lordi nelle sedute in analisi rispetto a Diva, Ronaldo e Sunrose. Cedere il risone addirittura ad un prezzo inferiore a 40 €/q lordi rappresenta una perdita certa per i risicoltori che scelgano di farlo. Uno sviluppo che è il risultato di diversi fattori tra cui, come spiega Benedetto Coppo ai nostri microfoni (LEGGI e ASCOLTA), l’assenza di un’organizzazione delle superfici alla semina.
ARBORIO E CARNAROLI TORNANO NOMINALI
Le quotazioni vengono espresse come nominali anche per i gruppi Arborio e Carnaroli. Ciò era accaduto per diverse settimane quando le riserie non compravano più merce di questi comparti, avendo difficoltà a smerciare quella acquistata in precedenza e non riducendo i prezzi di vendita al consumo per poter assorbire i costi sostenuti. Adesso la situazione è diversa. Nonostante le quotazioni siano calate e vi siano stati scambi recentemente, vengono espresse come nominali perché le offerte economiche per le partite messe in vendita sono in continuo ribasso. In questi comparti il problema non è stato un surplus produttivo da inizio campagna ma ora, dopo diversi mesi di scambi al lumicino per difficoltà allo smercio, iniziano ad esserci diversi risicoltori che vogliono vendere per le note necessità logistiche e di conservazione. Stabili i contesti di mercato dei gruppi Roma e S. Andrea, ormai prossimi alla non quotazione.
Nonostante una disponibilità tutt’altro che elevata, risulta essere ridotta anche la domanda per i lunghi B. Gli “indica” nostrani sono invariati a listino ma secondo gli operatori è ormai impossibili ottenere il prezzo ufficiale, con difficoltà anche a scambiare a 52 €/q lordi. Situazione di stabilità per i tondi, risoni poco disponibili per i quali non si fatica ad ottenere la quotazione a listino come remunerazione per una vendita. Autore: Ezio bosso


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