TRICICLAZOLO D’IMPORTAZIONE

La Dow ha presentato il dossier per ottenere l'autorizzazione dal 2018 ma c'è ancora il nodo dei residui nel Basmati

Si parla tanto di Basmati in questi giorni, perché in virtù del principio dell’import tolerance , il limite massimo di residui del triciclazolo potrebbe essere applicato solo al riso prodotto in Europa e non a quello importato, a partire proprio dal Basmati. E’ quello che si dice nella filiera, ma non è tutta la verità: secondo le informazioni raccolte da Risoitaliano.eu, infatti, la società Dow AgroSciences, proprietaria titolare del Beam TM (a base di triciclazolo, il cui brevetto è invece scaduto da tempo), ha presentato martedì un dossier a Bruxelles con la  richiesta di un nuovo LMR: quello attuale, 0,01, impedisce anche l’autorizzazione d’emergenza, mentre un nuovo limite, meno restrittivo, la consentirebbe. Ovviamente, si parla di un’autorizzazione d’emergenza dal 2018, quindi quest’anno i risicoltori europei dovranno difendersi dal brusone senza triciclazolo. Diverso il discorso del risone prodotto entro il 2016: secondo le ultime informazioni, potrà essere venduto per almeno 12 mesi dal risicoltore e per 24 mesi dalla riseria, così come potrà essere venduto il Basmati d’importazione, con un margine maggiore, che l’accordo quantifica genericamente con il termine di “sei mesi”. Si tratta di informazioni comunque da confermare “ufficialmente”, ma il timore dei risicoltori europei è la concorrenza sleale e cioè che il riso asiatico prodotto dopo il 2016 possa essere venduto anche in presenza di residui superiori al limite europeo, in virtù del predetto principio dell’import tolerance, e quello comunitario invece non possa essere commercializzato se trattato con triciclazolo (peraltro, essendo vietato, l’utilizzo di tale prodotto costituirebbe una violazione di legge). Ma quanto conta il Basmati per l’Europa? Oggi l’importazione di questa tipologia di cereale dall’India e Pakistan nella Ue ha raggiunto 150.492 tonnellate, alla data del 16 febbraio scorso : l’anno prima aveva raggiunto 192.142 tonnellate, con un calo del 27% rispetto alla campagna precedente. La riduzione si riferisce sia al Basmati indiano sia a quello pakistano: al 16 febbraio le importazioni dai due paesi produttori sono state fissate rispettivamente a 108.476 tonnellate e 42.016 tonnellate. Ciò significa per l’India una diminuzione del 26% e per il Pakistan del 29%. L’importatore più importante è, come al solito, il Regno Unito, con 60.380 tonnellate, in calo da 99.691 tonnellate della campagna precedente, seguita dai Paesi Bassi, con 27.489 tonnellate, in calo da 31.280 tonnellate di campagna precedente, e dalla Francia, a 19.313 tonnellate, in calo da 24.388 tonnellate importate nella campagna agricola 2015/2016. Altri importatori importanti sono il Belgio con 18.174 tonnellate, l’Italia, con 14.971 tonnellate, la Polonia, con 4.072 tonnellate, il Portogallo, con 2.762 tonnellate e la Spagna con 1.490 tonnellate. Altri paesi importanti come la Germania hanno acquistato solo 463 tonnellate. Molte altre nazioni non ha acquistato direttamente varietà Basmati. I dati, forniti da Unione Europea, fanno riferimento al riso semigreggio.

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