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SPAGNOLI IN PIAZZA CONTRO LA PAC

da | 6 Apr 2021 | Internazionale

Titoli Pac per gli agricoltori

Le organizzazioni rappresentative del settore agricolo di Siviglia –Asaja-Sevilla, Coag Siviglia, Upa Siviglia e Cooperative Agroalimentari di Siviglia- chiamano gli agricoltori e gli allevatori sivigliani a partecipare alla concentrazione che si terrà in Plaza de España a Siviglia il 15 aprile contro la brusca convergenza della Pac.

Le organizzazioni convocanti chiedono il ritiro del Decreto reale 41/2021 di Convergenza della Pac per il 2021 e 2022, con il quale 80.000 agricoltori andalusi perderanno almeno il 10% dei loro aiuti della Pac in due anni, e la metà di loro, 40.000, subiranno perdite tra il 20% e il 50% degli importi, e nel caso specifico della provincia di Siviglia il 60,5% degli agricoltori vedrà ridotti i propri importi. Di questi, 9.200 perderanno più del 10% e circa 3.900 perderanno più del 20%.

Che cos’è il decreto reale

Il Real Decreto 41/2021 è il preludio alla riforma che comincerà ad essere applicata dal 2023, ancora in fase di negoziazione, che passerà dalle attuali 50 regioni, riconosciute nella riforma 2014-2020 (dalla grande diversità agricola e zootecnica della Spagna e dell’Andalusia) alle 5 o 7 previste dal Ministero, che promuove un modello forfettario che cerca di eliminare i diritti nominativi degli agricoltori e permettere l’ingresso nel regime di aiuti di zone che, con poche eccezioni, non sono mai state produttive. Si tratta di un cambiamento improvviso, non richiesto in questi termini dalla Commissione europea, e che nel peggiore dei casi potrebbe portare a perdite di circa il 50% dei 1.300 milioni di euro attualmente ricevuti (tra pagamento base e pagamento verde) gli oltre 232.000 destinatari di Andalusia. Senza dimenticare che tra 54.000 e 120.000 di questi beneficiari potrebbero essere fuori dal sistema di aiuti. Nella provincia di Siviglia gli effetti di questa brusca svolta causerebbero perdite per più di 180 milioni di euro.

Le perdite colpiscono in misura maggiore i professionisti che hanno investito di più – in irrigazione, tecnologia, macchinari, miglioramento dell’azienda e/o formazione – e sono quelli che hanno generato maggiori diritti.

La proposta è molto dannosa per la prima regione agricola della Spagna, dove si trova il 34% dei beneficiari degli aiuti della Pac e che contribuisce al 37% del valore aggiunto lordo agricolo all’economia della Spagna, e in cui questo settore impiega più dell’8% della popolazione occupata dell’Andalusia (più del doppio della media nazionale).

Tutti questi squilibri si verificano in un contesto in cui rimangono irrisolti la maggior parte dei problemi che un anno fa ha portato il settore agricolo a protestare. Le organizzazione agricole denunciano che lnon è cambiato molto, da un anno fa, e il settore sta vivendo le stesse contraddizioni anche ora: continuano a sopportare la speculazione e la mancanza di equilibrio nella catena alimentare e la concorrenza sleale derivante dall’ingresso di prodotti da paesi terzi senza alcun controllo. E stanno anche subendo, sempre più frequentemente, attacchi continui e ingiustificati alla loro attività.

Mobilitazioni contro la convergenza della PAC

Le organizzazioni agricole che convocano questa mobilitazione a Siviglia rifiutano il Real Decreto 41/2021 di convergenza, come inutile, perché condiziona il futuro di molti agricoltori e allevatori in Andalusia e Siviglia, e perché determina chiaramente i negoziati per la nuova PAC, e quindi chiedere al Ministero dell’Agricoltura il suo ritiro per continuare il ritmo di convergenza graduale che era stato concordato per il periodo attuale.

I convenuti esigono che, in vista della nuova Pac del 2023, il Ministero dell’Agricoltura rispetti il modello attuale con il maggior numero possibile di regioni (riflettendo la nostra diversità produttiva), eviti l’eliminazione dei diritti, riformuli la formulazione della definizione di vero agricoltore, per evitare l’espulsione di molti agricoltori e allevatori del campo, e infine, adatti i nuovi eco-schemi alla realtà produttiva per fermare ulteriori perdite di reddito di agricoltori e allevatori.

La concentrazione che si terrà il 15 aprile a Siviglia fa parte della campagna indefinita di mobilitazioni convocata lo scorso marzo dalle organizzazioni rappresentative del settore agricolo andaluso, e sarà la quarta a svolgersi dopo le due già tenute a Jerez e Cordoba e annunciate per venerdì 9 aprile a Malaga.