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SEMINA IN ASCIUTTO CONTRO IL LUMACONE

da | 26 Dic 2019 | Tecnica

E’ la semina in asciutto una delle possibilità aperte per salvare le risaie nel Delta dell’Ebro spagnolo, che da sole producono 90.000 tonnellate di riso ogni anno. Ma il futuro di questo riso è minacciato dalla salinizzazione del suolo, causata dall’innalzamento del livello del mare e dall’erosione del Delta. Il problema nasce con la diffusione della lumaca delle mele, un parassita tropicale alloctono, da diversi anni sta devastando le risaie divorando le giovani piante. Un gruppo operativo locale sta testando in che modo la semina in asciutta del riso può ridurre la popolazione di lumach e come ciò influisca sulla salinità del suolo (leggi l’articolo in inglese).

Il gruppo operativo è coordinato da Prodelta e comprende numerosi partner che lavorano con agricoltori e irrigatori. L’Istituto catalano di ricerca e tecnologia agroalimentare (Irta) conduce la ricerca. «La semina in asciutto impedisce alle lumache di entrare nei campi e danneggiare le giovani piante. Le lumache svernano nel terreno, ma quando il terreno viene mantenuto asciutto, non possono seppellirsi». Dunque non sopravvivono alla stagione fredda. Resta il problema legato all’allagamento delle risaie: è più probabile che l’acqua di mare penetri nel terreno. Il risicoltore Miguel Tomàs Ferré fa parte del gruppo operativo. «Una volta che le piantine di riso sono diventate abbastanza alte da resistere agli attacchi delle lumache, i campi vengono inondati a intermittenza, fino a quando le piante di riso non hanno raggiunto la loro massima altezza. Le risaie vengono costantemente monitorate per verificare la salinità del suolo durante questo processo. Le rese ottenute con questo sistema di semina in asciutto e irrigazione intermittente durante le prime fasi di crescita sono state confrontate con il riso coltivato tradizionalmente». I risultati non sono stati deludenti.

Infatti aggiunge: «Abbiamo scoperto che l’allagamento intermittente dei campi riduce la popolazione di chiocciole e non vi sono effetti negativi sulla salinizzazione del suolo. Inoltre, possiamo mantenere il terreno asciutto tra i 22 e i 24 giorni prima della raccolta, ma questo dipende dalla varietà di riso e dal tipo di terreno. Abbiamo anche scoperto che sui terreni sabbiosi la resa era leggermente inferiore. Sul terreno argilloso la resa è aumentata del 3% con allagamenti intermittenti. Utilizzeremo questi risultati in futuro, poiché questo sistema è l’unico che possiamo impiegare nelle terre colpite dall’invasione della lumaca delle mele. Pertanto, è l’unica strategia se vogliamo continuare a produrre riso».

Albert Pons è uno dei risicoltori che hanno iniziato la semina a secco dal 2015. Dice: «In relazione al controllo della lumaca della mela, abbiamo ottenuto il 100% del controllo sulla popolazione. Quattro anni fa, la semina in asciutto aveva una resa inferiore del 40% rispetto alla semina tradizionale. Ma, grazie ai test delle tecniche di irrigazione, concimazione, frazionamento dei fertilizzanti e adattamento delle varietà del riso a questo sistema, abbiamo ottenuto la stessa produzione di un sistema tradizionale. Inoltre, ci ha anche aiutato molto far parte di un’unione catalana che riunisce qui il 70% degli agricoltori. I tecnici del sindacato fanno molti test in collaborazione con l’Irta. Così hanno proposto le tecniche che noi come agricoltori stiamo usando per la semina in asciutta. Grazie a questa simbiosi, ho potuto mettere a punto la tecnica di semina in asciutta in modo tale da non registrare più perdite di produzione rispetto alle pratiche tradizionali».

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