SCOTTI: HO FATTO BENE A SPOSARMI

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Un matrimonio baciato dalla fortuna, quello tra Dario Scotti e gli spagnoli di Ebro Food. A sostenerlo è lo stesso imprenditore pavese che la scorsa estate ha venduto il 25% agli spagnoli e licenzia un bilancio 2013 positivo anche grazie all’export in partnership. «La capogruppo Riso Scotti spa, secondo i dati preliminari, ha realizzato ricavi per 170,5 milioni», ha dichiarato a MF-Milano Finanza. «Un fatturato in linea col 2012, chiuso a 177 milioni di euro, nonostante il perdurare della crisi anche nel comparto agroalimentare», ha detto. «Sempre a dicembre 2013 l’ebitda si attesta a 10,1 milioni di euro e l’ebt a 6,3 milioni». L’export pesa per il 30%, in netta crescita rispetto al 2012, assicura Scotti. Proprio l’esportazione dovrebbe costituire un volàno per continuare a crescere. «La partnership con una multinazionale commercialmente forte come Ebros Food ci ha permesso di portare il nostro riso in mercati come Spagna, Portogallo e Gran Bretagna», racconta al giornale finanziario. «Quando abbiamo aperto il capitale a un’azienda straniera si è gridato allo scandalo», ha ricordato Scotti. «Invece non si tratta di un modo per svendere, ma per creare valore». Nel 2012 Ebro Foods – ricorda il giornale – contava su una scuderia di 60 marchi (riso, pasta e sughi) presenti in 25 paesi tra Europa, Nord America, Asia e Africa. Sempre a dicembre 2012 ha realizzato ricavi per 2,04 miliardi e un utile netto di 158 milioni. Il debito è di 245 milioni, appena lo 0,8% del mol: un gigante su cui poter contare. «Oltre al riso ci apprestiamo a commercializzare nella penisola iberica e in Uk il latte di riso, la pasta di riso: tutte referenze che raccontano bene l’italianità», prosegue Scotti. I reparti di marketing delle due aziende sono infatti al lavoro per creare una piattaforma di prodotti geolocalizzata in base ai mercati di approdo. «Un lavoro che porterà benefici anche all’innovazione di prodotto». Quanto al rischio di perdere l’azienda di famiglia Dario Scotti assicura: «Non è previsto che Ebros Food arrivi alla maggioranza assoluta». I patti parasociali con Ebro Foods prevedono un’opzione «da definire» per salire al 40% di Riso Scotti, mentre per il 51% sarebbe necessaria una nuova negoziazione. «Ho tre figlie, due delle quali (Valentina e Francesca, ndr) lavorano già in azienda: Valentina Scotti è membro del cda e dopo 200 anni di storia la volontà è quella di conservare l’attività di famiglia». Di borsa non si parla più. «Siamo in espansione, abbiamo nuovi soci e il progetto al momento è accantonato». Quanto al 2014, spiega Scotti, «nei primi due mesi abbiamo registrato un +5% a volume e un +10% a valore rispetto allo stesso periodo 2013». (09.03.14)

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