SCOTTI: CHE GODURIA IL MIO BASMATI

L'industria risiera pavese riceve un ambito premio per la varietà d'importazione

«Scusate, ma perché continuate a offrire 30 euro per il Carnaroli se poi lo vendete a 400 al quintale?» Se questa domanda non fosse stata posta da un alto funzionario pubblico agli industriali risieri nel corso di una riunione ufficiale – provocando degli imbarazzati silenzi negli interlocutori – potrebbe sembrare una domanda ingenua. In realtà, il periodo nero dei risicoltori si è trasformato in un’età dell’oro per l’industria. Lo ha dichiarato candidamente il gruppo Gallo qualche mese fa (LEGGI L’ARTICOLO) e adesso tocca a Scotti.

Ieri, il gruppo pavese ha diffuso un comunicato sul trionfo del Basmati. Proprio così. Nell’anno dell’addio al triciclazolo, che ha coinciso con le generose concessioni accordate dall’Ue al Basmati che viene ancora irrorato con quella sostanza attiva e ha potuto contare su una finestra di commercializzazione più ampia del prodotto europeo, arriva un bel premio all’industria italiana che ha investito maggiormente su quel riso. «La quarta edizione del premio PRODOTTO FOOD – recita il comunicato stampa – ha premiato Basmati Integrale Riso Scotti nella categoria primi piatti, riconoscendolo come prodotto che meglio ha saputo rispondere con l’innovazione alle richieste del consumatore moderno. Al premio concorrevano prodotti distribuiti nel canale della GDO lanciati sul mercato nel periodo 2016-2017, e partecipavano 158 Aziende, per un totale di 255 referenze. Due i livelli di giudizio, di pari valore: le performance sul mercato distributivo, misurate dal panel Nielsen, e il giudizio del retail attraverso le votazioni dei manager, buyer e category della GDO. Per Riso Scotti questo riconoscimento si configura come un risultato “storico”, se si pensa che in Italia il primo piatto è sempre stato appannaggio della pasta (e molte erano in tal senso le proposte concorrenti anche in questa occasione), e che il mercato del riso Basmati è relativamente giovane nel nostro Paese. I dati forniti da Nielsen testimoniano però il grande successo e favore che i consumatori hanno rivolto a questa novità: la dimensione delle performance del prodotto, misurata dal panel attivo presso ipermercati, supermercati e libero servizio operanti in Italia, ha assegnato nettamente la vittoria al Basmati Integrale». Non è tutto. Ecco altre divagazioni sul tema, che cadono come sale sulle ferite dei risicoltori, alle prese con il tracollo dei risi tradizionali: «Una conferma questa per l’Azienda pavese di essere riuscita nell’intento tutt’altro che scontato di inserire nelle abitudini di consumo degli italiani, sempre più attenti ad una scelta alimentare vocata al benessere e al gusto, ma anche alla scoperta di nuovi sapori di matrice etnica, il riso Basmati. Che rappresenta un nuovo modo di consumare il riso, come summa di gusti e culture: Riso Scotti seleziona infatti il miglior riso Basmati indiano – quello autentico ed originale, mantenendo i profumi e le caratteristiche peculiari della tradizione orientale – e lo traduce in un prodotto adatto ai palati degli italiani, molto esigenti per quanto riguarda il riso in cucina. A tutto questo, poi, aggiunge una novità importante, il Basmati Integrale: che oltre a risultare gradevole e particolarmente saporito anche scondito, è più digeribile per la presenza dell’amilosio che viene assimilato in appena due ore dopo la masticazione e presenta un indice glicemico più basso rispetto al riso bianco; è quindi adatto anche a chi segue una dieta alimentare controllata e bilanciata. Alla bontà e al benessere, si unisce infine un elevato contenuto di servizio: Basmati Integrale, infatti, è veramente facile e veloce da preparare: bastano soli 10 minuti per una cottura perfetta! Riso Scotti prosegue così nella sua mission ultrasecolare di creare valore e cultura nel riso: aprendo nuove occasioni di consumo in Italia e portando contemporaneamente nel mondo lo straordinario riso italiano e la specialità gastronomica tricolore del risotto!» Solo per la cronaca, sul mercato interno Carnaroli e Arborio sono ancora in ribasso e gli aromatici italiani languono…

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Risicoltura
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