RISO “CLASSICO” SOLO SE IL SEME E’ CERTIFICATO

Parere favorevole ma la Camera insiste perché il protocollo di tracciabilità sia vincolante

La XIII Commissione (Agricoltura) della Camera ha approvato lo schema di decreto legislativo recante disposizioni concernenti il mercato interno del riso che riforma la legge 18 marzo 1958, n. 325, con la seguente osservazione: «si valuti l’opportunità di integrare la disposizione contenuta all’articolo 5, comma 5, al fine di prevedere che il decreto ministeriale di cui al secondo periodo sia adottato sentito l’Ente risi, prevedendo altresì un coinvolgimento del medesimo Ente nella verifica della tracciabilità varietale del riso “classico”». Lo rende noto il relatore, on. Giovanni Falcone, il quale ricorda che le disposizioni contenute all’articolo 5, comma 5, prevedono, da un lato, che l’indicazione “classico” sia consentita, unicamente in associazione alla denominazione dell’alimento, per il prodotto ottenuto dalla lavorazione della omonima varietà di riso greggio descritta nel registro varietale – per il quale è garantita la tracciabilità varietale – e che, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, siano stabilite le condizioni per l’utilizzo dell’indicazione “classico” e i criteri per la verifica dell’anzidetta tracciabilità varietale. La specifica parlamentare fa riferimento al protocollo sulla tracciabilità che era stato predisposto già due anni fa – su richiesta della Coldiretti – e che prevede l’obbligo, per chi voglia commercializzare varietà in purezza, di utilizzare seme certificato. La Commissione, esprimendo il proprio parere, ha ritenuto necessario che «i criteri per tale verifica siano definiti in modo rigoroso e opportuno che, nell’ambito di tale verifica, sia previsto il coinvolgimento dell’Ente Nazionale Risi, che dispone delle informazioni e dei mezzi tecnici a tal fine necessari» chiedendo che «vengano effettuati puntuali controlli anche presso i rivenditori al dettaglio al fine di prevenire e contrastare fenomeni di contraffazione e di frode alimentare». Secondo Falcone, il decreto è stato inviato a Bruxelles «per essere approvato entro la fine di agosto». (Foto grande: Giovanni Falcone)

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