RAPPORTO COMPLESSO TRA PSR E CREDITO

Un’analisi europea inquadra i problemi del settor agricolo

La piattaforma Fi-compass, dedicata ai servizi di consulenza su strumenti finanziari nell’ambito dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e curata dalla Commissione europea in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, ha recentemente pubblicato uno studio sull’attuazione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale attraverso strumenti finanziari. L’analisi, (scarica il RAPPORTO UE) si basa sull’esperienza acquisita negli Stati membri durante l’attuale periodo di programmazione.

I contenuti dello studio esaminano in che modo il quadro giuridico, l’esperienza pratica e le decisioni politiche hanno influito sulla preparazione e l’adozione di strumenti finanziari da parte delle autorità di gestione. È diviso in tre temi: affrontare il lavoro preparatorio da parte delle autorità di gestione su strumenti finanziari; il quadro giuridico con il suo impatto sulle attività delle autorità di gestione in relazione agli strumenti finanziari; e la programmazione degli strumenti finanziari nei programmi di sviluppo rurale 2014-2020 (PSR). Le informazioni per lo studio sono state raccolte attraverso una revisione documentale di tutti i PSR e documenti di valutazione già disponibili, nonché attraverso interviste con le autorità di gestione e gli intermediari finanziari.

Il rapporto ha individuato diversi problemi nel settore agricolo e in particolare alla frammentazione e inefficienza nella catena di produzione, la difficoltà di accesso a tecnologia, innovazione e forza lavoro qualificata, rischi specifici dell’attività agricola, volatilità dei prezzi delle materie prime. Una combinazione di questi fattori evidenzia l’asimmetria informativa come il principale fallimento del mercato. Le istituzioni finanziarie cioè non possono ottenere o elaborare le informazioni per valutare il rischio di determinati investimenti, in particolare per le imprese più piccole, giovani e innovative. Ad esempio, le valutazioni ex ante di Toscana e Calabria stimano che circa il 95% delle imprese agricole non dispone di una documentazione formale sulla capacità di guadagno e sulla situazione finanziaria, rendendo difficile l’accesso al credito nel settore. Anche il fatto che i beni spesso non siano facilmente distinguibili da quelli degli agricoltori aumenta la difficoltà. Le valutazioni in Estonia, Linguadoca-Rossiglione (FR) e Spagna evidenziano la maggiore difficoltà per le giovani imprese, mentre le valutazioni nei Paesi Bassi e nel Meclemburgo-Pomerania (DE) sottolineano i requisiti estremamente elevati delle banche per le imprese agricole innovative e la mancanza di opzioni finanziarie per lanciare prodotti innovativi dell’industria alimentare.

L’asimmetria delle informazioni limita l’accesso al mercato e comporta maggiori costi per gli agricoltori. Il confronto dei dati sull’accesso al credito in agricoltura con altri settori ha rilevato che gli agricoltori hanno un minore accesso al finanziamento rispetto ad altri settori, con tassi di interesse più elevati, e sono tenuti a fornire più garanzie. Per le aziende agricole di minori dimensioni, i costi più elevati a volte si riferiscono a commissioni amministrative più elevate per i prestiti minori e al loro potere contrattuale più limitato.  D’altra parte, gli agricoltori spesso non sono consapevoli di tutte le opportunità di finanziamento o delle condizioni allegate. Ciò è confermato, ad esempio, da un’indagine condotta dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) in Italia, dove quasi il 30% degli agricoltori non era a conoscenza di come funzionava il sistema di credito bancario.

L’analisi ha anche rivelato un fallimento del mercato contingente a causa della stretta creditizia. La crisi ha colpito il settore agricolo con restrizioni creditizie. Ad esempio, i dati sulla Lombardia rilevano che durante la crisi la quota di prestiti garantiti è aumentata dal 60% a circa il 65%, sebbene la garanzia media del mercato sia rimasta stabile all’85% circa della quantità prestata. Dal 2011 al 2014, il volume dei prestiti garantiti alle aziende agricole (con meno di 20 dipendenti) in Veneto è cresciuto più rapidamente (+ 10%) rispetto ai prestiti non garantiti (+ 4%). Tuttavia, è interessante notare che questo ha colpito l’agricoltura meno di altri settori. Gli agricoltori hanno dimostrato di essere più resistenti allo shock esogeno del 2008-2009. Ad esempio, in Italia, il valore totale dei prestiti in essere alle aziende agricole ha continuato a crescere dalla seconda metà del 2011 alla fine del 2014, anche se più lentamente, portando ad una maggiore quota del settore (dal 4,3% al 5% del totale prestiti nello stesso periodo).

Uno studio su scala nazionale realizzato dall’Ismea, intrapreso nell’ambito della Rete rurale nazionale 2007-2013, ha aperto la strada a un seguito positivo da parte dei dati stimati a livello regionale. Lo studio ha messo in campo un modello econometrico di disequilibrio domanda-offerta, ispirato al modello Schmidt e Zwick. A partire dal volume del credito erogato nel periodo, il modello stima la domanda e l’offerta di credito.  Il modello stima un gap medio annuale di credito per gli anni dal 2010 al 2012 di oltre 115 milioni di euro in tutto il paese, con circa la metà stimata nelle regioni settentrionali. Questa stima considera solo i prestiti a medio e lungo termine e presenta un margine di errore del ± 5%. Lo studio ha concluso che le proiezioni macroeconomiche evidenziano le difficoltà esistenti che sono continuate fino ad oggi

Ismea ha anche sviluppato uno strumento web che consente alle autorità di gestione di valutare il valore aggiunto degli strumenti finanziari. Lo strumento consente la simulazione e il confronto di diversi scenari per l’attuazione delle misure del PSR adottando diverse forme di sostegno: sussidi, prestiti e garanzie. I risultati sono forniti in termini di impatto finanziario sul programma e sui potenziali beneficiari. I parametri relativi ai prodotti finanziari hanno valori predefiniti per facilità d’uso, tuttavia, gli utenti possono modificarli se necessario.

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