“QUELLE RISAIE DIFFONDONO IL VIRUS”

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E’ guerra sulla risaia sarda. Si torna al passato, quando i medici di Novara ammonivano sui rischi di propagazione della malaria a seguito del ristagno delle acque nelle risaie. Ciò avveniva nel 1584… Mezzo millennio dopo, a Sa Rodia, alla periferia di Oristano, 40 cittadini hanno presentato un esposto contro le risaie che faciliterebbero il diffondersi delle normali zanzare ma anche di quelle portatrici del virus della febbre del Nilo. «I sottoscritti cittadini fanno seguito alla segnalazione del 14 gennaio per comunicare che proseguono i lavori preparatori per l’impianto di risaie – si legge nell’esposto -. Rinnoviamo pertanto l’invito al sindaco perché vieti la coltivazione di riso che risulta essere una fonte di rischio per la salute pubblica». Del problema, avverte l’Unione Sarda che ha riportato la notizia, viene investito anche il commissario del Consorzio di bonifica «in quanto dovrà far accertare se la coltivazione avviene anche in terreno demaniale». «Chiediamo alle autorità sanitarie e alle forse dell’ordine di intervenire anche nel rispetto degli articoli 204 e seguenti del Testo unico delle leggi sanitarie. E confermiamo che è nostra ferma intenzione tutelare la salute delle nostre famiglie e quella dei cittadini che frequentano la zona con tutti i mezzi che la Legge ci consente». L’argomento è serio, anche se forse la polemica oristanese è un tantino fuori misura: in Piemonte sono attivi da anni programmi di disinfestazione contro le zanzare che coinvolgono anche i risicoltori. Nei giorni scorsi, anzi, la Giunta regionale ha deliberato uno stanziamento di 3,7 milioni di euro per la lotta alle zanzare in risaia, il cui coordinamento è affidato all’Ipla. Nella foto piccola, la temutissima zanzara tigre. Nella foto grande, i fenicotteri rosa, vanto delle risaie sarde. (18.03.14)

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