PAC IN RITARDO? CI PENSA COLDIRETTI

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coldirettiLa Pac ritarda? Ci pensa la Coldiretti. Letteralmente. Anzi, finanziariamente. I problemi legati al mancato pagamento degli aiuti a oltre 34 mila aziende agricole lombarde – questo dicono le proiezioni sui fondi europei disponibili si vedranno a settembre e i pagamenti realmente non saranno “in tasca” prima di dicembre. «Una situazione che rischia di creare non pochi problemi alle imprese – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – per questo abbiamo mobilitato Creditagri e il sistema bancario per venire in aiuto di tutto il settore. Basta rivolgersi ai CAA Coldiretti, centri di assistenza, per far scattare la procedura di finanziamento». Non sarà la soluzione ottimale, perché un finanziamento ha pur sempre i suoi costi e comporta dei vincoli, ma è una soluzione concreta.  Le imprese agricole potranno richiedere infatti un finanziamento fino a un massimo dell’ 80% dell’importo richiesto nella domanda unica al netto degli aiuti accoppiati, nel caso di anticipo annuale, ovvero al 70% nel caso di anticipo biennale e del 60% per l’anticipo triennale, «a tassi di assoluto vantaggio ed in ogni caso non da sportello diretto» promette Coldireti. In modo semplice e immediato i titolari delle aziende che decideranno di aderire, potranno richiedere l’anticipazione del premio senza dover attendere l’erogazione da parte dell’Organismo Pagatore, si spiega. In Lombardia – dice la Coldiretti regionale – fra le oltre 34 mila aziende agricole che hanno presentato domanda per la Pac, un 30% ha diritto a risorse aggiuntive per i settori della zootecnia da carne e da latte e un 40% invece per le coltivazioni di soia, riso, pomodoro e barbabietola. Le risorse vengono distribuite a tutti i comparti in base alle superfici coltivate ma anche in relazione alle misure di sostenibilità ambientale che vengono attuate sui territori di riferimento.  Secondo l’ultima relazione congiunturale di Unioncamere sull’agricoltura lombarda, il primo trimestre 2015 è stato ancora molto problematico: i comparti più in crisi sono quello del latte e dei suini a causa del crollo delle quotazioni alla stalla. Segnali positivi invece dall’export con i prodotti agricoli lombardi (+9%) che crescono più di quelle dei prodotti dell’industria alimentare e delle bevande (+5,6%). Tra i prodotti agroalimentari lombardi quelli maggiormente esportati nel 2014 sono stati: prodotti delle industrie lattiero casearie (+11,8%), le bevande (+8,5%), la carne lavorata e conservata (+56,9%). (18.06.2015)

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