MEDI@RICE RAPPRESENTA ANCORA I MEDIATORI?

Tonello replica alla lettera dell'associazione su contratti di filiera e Senatore Cappelli

Spettabile Risoitaliano.eu, sarò poi vero che a Natale si è tutti più buoni? A leggere l’articolo senza capo né coda di Medi@rice direi di no: sembra dettato più da rabbie mal gestite che non da eventuali divergenze strategiche e mi piacerebbe che, anziché un nome collettivo, ci fosse una firma riconducibile a chi ispira cose non vere o che non conosce, e che conosce fin troppo bene, a tal punto dal provarne un fastidio che fa scattare la reazione denigratoria…

Partiamo da un dato: io sto con gli agricoltori e non mi appassiona questa forsennata ricerca della primazia di chi “l’aveva detto prima” che sarebbero arrivati i guai. Mi permetto di ricordare però che avevo sollevato le mie preoccupazioni ben prima della definizione della Pac, quando avevo chiesto aiuti all’indica in modo da equilibrare i redditi – insomma, non mi sono limitato a dire che arrivavano i guai ma indicavo anche una soluzione -: come sappiamo, tutti si schierarono contro quest’ipotesi, compresi i firmatari della lettera che oggi mi attacca.

Passiamo ora al Senatore Cappelli: chi scrive neanche sa cosa sia come non conosce la situazione di Bonifiche Ferraresi. Medi@rice pare preoccupata soltanto di ricordare che a Ferrara bastava una riseria e questa preoccupazione mi fa sorgere un dubbio: Medi@rice rappresenta i mediatori o un’altra categoria della filiera? Lo dico con preoccupazione, perché noi con i mediatori ci lavoriamo e lavoriamo con molti mediatori validi.

Ma entriamo nel merito: a me hanno insegnato che sul mercato la concorrenza fa bene, anche ai mediatori, soprattutto quando chi acquista è solido e puntuale nei pagamenti. Il mercato del riso a Ferrara è il seguente: si seminano 7-8000 ettari, che nel 1963 erano il doppio. Se li moltiplichiamo per 65 quintali abbiamo mezzo milione di quintali,  quasi tutti di varietà da interno. Nessuna delle due riserie esistenti ha questa capacità, senza contare che lavorano anche varietà da esportazione e tondi… Insomma, c’è spazio per tutti, eppure qualcuno, ma non di certo la Coldiretti, si preoccupa. Duole che a preoccuparsi siano i mediatori, perchè sono un anello importante della filiera. Duole ma non sorprende, in quanto i mediatori non sono tutti uguali: in alcune zone, ad esempio, non chiedono compensi agli agricoltori mentre in altre caricano pesantemente la nostra categoria di costi che potrebbero essere evitati.

Alcuni mediatori temono che io voglia tutto il riso sotto contratto? Mai detto. Mai pensato. Certo, penso che un numero maggiore di produzioni sotto contratto sarebbe un bene – del resto sono proprio i mediatori a proporre contratti di filiera… -, so che a Ferrara se ne fanno e ne sono lieto in quanto da anni noi di Coldiretti e Far chiediamo di farli. Ma lo chiediamo pubblicamente, nel corso di assemblee e facendo offerte cui ciascun produttore decide liberamente di aderire: quest’accusa di lavorare per contratti in modalità “amici degli amici” non sta in piedi ed è, francamente, denigratoria.

Quanto alle presunte preoccupazioni per Bonifiche, tranquillizzo Medi@rice: il 2017 non poteva essere migliore, con tanti contratti di filiera e un boom del frumento Senatore Cappelli che ha portato al raddoppio del prezzo riconosciuto agli agricoltori. A conferma di quanto sono tranquillo riferisco che il Tribunale ha appena archiviato la denuncia contro di me e il direttore regionale di Coldiretti in quanto i fatti presentati tre anni fa sul presidente del consorzio del Parmigiano reggiano erano comprovati. Potrei vivere una migliore fine anno? Auguro un 2018 altrettanto ricco di soddisfazioni a tutti, a partire dai mediatori. Autore: Mauro Tonello, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Emilia-Romagna.

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