«IL PIEMONTE NON È IL TEXAS»

Coldiretti contraria alle esplorazioni petrolifere nel Novarese mentre si apre un nuovo dossier

Shell Italia E&P ha presentato al Ministero dell’Ambiente la documentazione e lo Studio di Impatto Ambientale necessari per attivare il procedimento di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) allo scopo di ottenere l’autorizzazione per la ricerca di idrocarburi nell’area “Cascina Alberto”, che copre oltre 460 km² in provincia di Vercelli, Biella, Novara e Varese. Non si tratta di trivelle come a Carpignano (Novara), ma di attività non invasive, realizzate con tecniche 2D e di rilievo sismico passivo, dirette a raccogliere dati sulla struttura geologica del sottosuolo e identificare la presenza di formazioni rocciose che potrebbero contenere giacimenti di idrocarburi. Malgrado queste rassicurazioni, gli agricoltori sono preoccupati, soprattutto nel Novarese, dove le prospezioni decise a Carpignano interessano l’area risicola.

«Per quanto riguarda il progetto Cascina Alberto ci sarà a breve un tavolo regionale per approfondire il discorso –  ci spiega Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara – poiché riguarda diverse province e soprattutto riguarda un territorio molto più vasto.  Invece per il progetto che interesserebbe il territorio di Carpignano come avevamo già detto siamo contrari al pozzo esplorativo perché occuperebbe un territorio caratterizzato dalla produzione di riso che come sappiamo sta passando un periodo non favorevole a causa del clima, delle importazioni straniere e soprattutto del prezzo pagato direttamente ai risicoltori. Ma altra cosa importante è il consumo di suolo che questo pozzo comporterebbe, sottraendolo agli agricoltori soprattutto giovani che stanno investendo in quel territorio».

 

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Risicoltura
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