L’EUROPA VUOLE RISAIE BIO

Ecco cosa contiene lo studio Ispra presentato al convegno internazionale dei macrobiotici
libellula

Animali sconvolti dai fitofarmaci: le istituzioni premono per la diffusione della risicoltura biologica, a tutela della biodiversità. E’ emerso domenica 31 marzo, presso  la coorte del Castello di Rovasenda (Vercelli), al 16° Convegno “Il riso: alimento fondamentale per la salute umana”, organizzato dall’Associazione internazionale “Un Punto Macrobiotico”. Susanna D’Antoni, dell’Istituto Superiore della Ricerca e Protezione Ambientale (Ispra – Ue), ha presentato una ricerca che, nell’ambito del Piano d’Azione Nazionale per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, ha comparato l’impatto ambientale di aziende convenzionali – anche risicole – con quelle biologiche o condotte con la “policultura MA-PI”. Ecco cosa ci ha spiegato: «Numerosi studi effettuati a livello internazionale mettono in evidenza effetti derivanti dall’utilizzo di prodotti fitosanitari sulle specie selvatiche. Le libellule, le farfalle e gli apoidei sono fra i gruppi più esposti ai prodotti fitosanitari, in quanto vivono e si alimentano prevalentemente ai margini di coltivi. Per gli anfibi, studi svolti in Europa, Australia e Stati Uniti, hanno evidenziato effetti come l’immunodepressione, il ritardo nello sviluppo, l’aumento della mortalità, a causa della maggiore predazione, ed effetti sul sistema nervoso. Per gli uccelli, tra il 1980 e il 2006, è stato riscontrato in Europa un drammatico declino numerico pari a circa il 48%; fra i mammiferi più sensibili, vi sono i pipistrelli ed, inoltre, gli erbicidi sono tossici per molte specie vegetali acquatiche. Da uno studio svolto da ISPRA per valutare il pericolo potenziale dell’uso di prodotti fitosanitari per la conservazione delle specie e degli habitat è emerso che circa il 92% degli habitat e il 56% delle specie animali di interesse comunitario è molto sensibile a tali prodotti. Inoltre, è emerso che le specie e gli habitat più sensibili ai prodotti fitosanitari sono principalmente legati agli ecosistemi acquatici e presentano una scarsa distribuzione e un cattivo stato di conservazione. Il Piano d’Azione Nazionale (PAN, DM 22/01/2014), in attuazione della direttiva 2009/128/CE e del D.Lgs. 150/2012, prevede misure per la tutela degli ecosistemi acquatici e per regolamentare l’uso di prodotti pericolosi per la biodiversità nei Siti Natura 2000 (SIC/ZSC e ZPS) e nelle aree protette. La misura n. 13 prevede che in queste aree dovrebbe essere consentita prioritariamente l’agricoltura biologica e/o l’utilizzo di prodotti fitosanitari che non presentino in etichetta frasi di “precauzione per l’ambiente” (definite  dalla  Direttiva  2003/82/CE), oppure che non siano classificati pericolosi per l’ambiente. La misura n. 16 delle suddette Linee Guida, prevede una serie di azioni per migliorare la disponibilità di habitat per le specie selvatiche, anche perché queste svolgono un ruolo positivo per il controllo delle specie dannose per l’agricoltura. ll progetto coordinato da ISPRA, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, svolto in Piemonte in collaborazione con ARPA, Università di Torino (Dipartimenti di Biologia e Agraria), è finalizzato alla sperimentazione delle misure del PAN per la tutela della biodiversità e ad individuare un set di indicatori per la verifica dell’efficacia delle suddette misure. Le colture individuate per le attività di campionamento previste nel progetto sono: Risaie, Vigneti, Seminativi e Noccioleti. Per le risaie, l’area interessata dai campionamenti è compresa all’interno della piana risicola vercellese. Dai risultati preliminari delle analisi effettuate, risulta che le risaie biologiche presentano valori di indicatori di biodiversità migliori delle risaie trattate con prodotti fitosanitari. Pertanto, grazie al fondamentale contributo e al confronto con le aziende che hanno aderito al progetto, si stanno valutando metodi e pratiche gestionali che possano permettere una opportuna difesa fitosanitaria compatibile con la conservazione della biodiversità e con la produttività aziendale. I risultati del progetto verranno pubblicati al termine dello studio, presumibilmente all’inizio del 2020». Autore: Ezio Bosso

 

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Risicoltura
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