VERCELLI SECONDA PROVINCIA DEL RISO
Dai dati emerge che fanno riferimento alla sezione 1.064 risicoltori che, complessivamente, hanno coltivato 85.400 ha circa di riso. Le risaie erano così ripartite: Vercelli 72.782 ha con 854 aziende risicole; Torino 244 ha con 8 risicoltori; Cuneo 191 ha con 7 aziende; Biella 3.881 ha con 55 aziende e Alessandria 8.252 ha con 140 aziende. Le province di Vercelli, Alessandria e Cuneo hanno aumentato la superficie coltivata, mentre Torino e Biella hanno diminuito rispetto al 2024.
PAVIA PRIMA PROVINCIA
La Sezione di Pavia comprende le provincie di Pavia, Lodi, Milano e (per la prima volta dopo molto tempo) Como, Bergamo e Cremona. Anche in questo caso dai dati emerge che la Sezione si occupa di 1.580 aziende per una superficie di 98.900 ha circa e costituisce la più grande tra le sezioni dell’Ente. Le risaie “ pavesi” sono così ripartite: Pavia 83.563 ha con 1.270 risicoltori; Milano 12.828 ha con 245 aziende; Lodi 2.437 ha con 61 aziende e le nuove province di Como 14 ha con 2 aziende; Cremona 9 ha con 1 azienda e Bergamo 6 ha e 1 azienda. Tutte le province hanno aumentato la superficie coltivata rispetto allo scorso anno.
UNA RISAIA ANCHE A ROMA
La Sezione di Novara (che si occupa della sola provincia) ha una superficie di 34.882 ha e 502 risicoltori. Anche la coltivazione di Novara è aumentata rispetto allo scorso anno. Da ultima la Sezione di Codigoro che raggruppa tutte le risaie delle zone con presenza del riso meno concentrata. La Sezione si occupa di 15.636 ha e di 425 risicoltori.
Le coltivazioni che fanno capo a Codigoro sono sparpagliate su 24 le province. Anche Codigoro ha aumentato la superficie coltivata rispetto allo scorso anno. Naturalmente la provincia di Ferrara è quella con maggiore estensione 5.236 ha e 117 aziende, segue la provincia di Oristano con 3.387 ha e 60 aziende e quella di Verona con 3.128 ha e 102 aziende.
Tutto il resto della risaia è diffuso su altre 21 zone tra cui spiccano Roma con 14 ha, Salerno con 1 ha circa, Napoli con 1 ha circa, Piacenza con ben 137 ha, Siracusa con 40 ha, Udine con 21 ha e Bolzano con 10 ha. Nel caso della provincia di Bolzano la coltivazione è ormai stabilmente presente da diversi anni e costituisce una delle risaie più a nord della nazione seconda solo a quelle svizzere. Da salutare anche il ritorno dopo molti anni della coltivazione del riso a Roma, Napoli, e Salerno, aree in cui il nostro cereale veniva coltivato su superfici ben più vaste nel secolo scorso e dove ora, timidamente, sembra tornare.
LEONIDAS E CARAVAGGIO IN POLE POSITION
I dati forniti da ENR consentono anche di andare a valutare all’interno dei vari gruppi merceologici la composizione varietale degli stessi. Iniziamo dal più tradizionale, il gruppo Carnaroli, che è coltivato su 24.553 ha. Qui la “parte del leone” la fa la varietà Leonidas con 9.587 ha, seguito dal Caravaggio con 4.587 ha e dal Carnaroli Classico con 4.468 ha. Il rimanente si suddivide tra le altre molteplici varietà che costituiscono il gruppo.
ARBORIO E ROMA SVANISCONO
Passando al gruppo Arborio (coltivato su 19.335 ha) la parte principale spetta al Cl388 con 14.160 ha seguito dalla varietà Isabela con 1.810 ha. Purtroppo la varietà tradizionale non è quasi più coltivata. Tralasciando il gruppo Roma, ormai praticamente scomparso, il Baldo viene coltivato su 28.126 ha. Anche in questo caso la varietà tradizionale è poco presente e la coltivazione principale è costituita dal Cl145 con 12.847 ha , seguita dal Cammeo con 6.509 ha e dal Cl712 con 5.991 ha. Il gruppo Sant’Andrea è coltivato su 3.172 ha, equamente distribuiti tra la varietà tradizionale (1.623 ha) e l’Allegro (1.549 ha). Il gruppo Vialone Nano è stato coltivato su 4.407 ha di cui 3.218 con la varietà tradizionale, 849 ha con il Paganini e il resto con le altre varietà del gruppo.
Tralasciamo anche il gruppo dei risi con granello Lungo B in cui la differenziazione varietale ha poco conto ma nel quale la varietà più presente risulta essere il PVL024, reputato il riso con la migliore qualità del granello del gruppo.
ARALDO E CENTAURO A TUTTO TONDO
Da ultimi i risi con granello Tondo. Questi risi, che sembrano essere sempre più richiesti dal mercato, sono coltivati su ben 56.820 ha. All’interno del gruppo la varietà più presente è risultata l’Araldo con 22.340 ha, seguita dal Selenio con 14.094 ha, dal Centauro con 4.659 ha, dall’Omega (in calo rispetto allo corso anno) con 4.777 ha e dal cl18 con 3.257 ha. La rimanente superficie è suddivisa tra le altre numerose varietà del gruppo.
Come ogni anno i dati forniti da Ente Risi si basano sulle denunce presentate dai risicoltori e consentono di fare un quadro preciso e completo della coltivazione italiana di riso che speriamo possa essere utile a tutti gli operatori, in particolare a quelli che si occupano della commercializzazione. Da ultimo possiamo inserire una valutazione sull’espansione della risaia in aree in cui era storicamente presente, ma non più in coltivazione da molti anni. Per quanto ci è dato sapere si tratta di coltivazioni destinate ad un consumo locale e ad una vendita diretta in loco, con poca influenza sul complesso della risicoltura ma che può costituire, a nostro giudizio, la migliore delle pubblicità per il “cereale più buono del mondo”. Autore: Franco Sciorati