LA BREXIT FA PAURA AL RISO

Documento del Copa Cogeca sulla necessità di un accordo 
Brexit
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La Brexit continua a preoccupare il mondo agriciolo europeo. Mentre i negoziati commerciali tra l’Unione Europea e il Regno Unito proseguono senza sosta, gli agricoltori e le cooperative agroalimentari, i produttori alimentari, i commercianti e i lavoratori del settore agroalimentare dell’Ue hanno deciso di rilasciare una dichiarazione congiunta in cui presentano alcune richieste sulle modalità di azione durante e dopo la chiusura dell’accordo. Il testo è firmato dalla Copa-Cogeca, la federazione europea che riunisce le associazioni agricole e le cooperative agroalimentari, accanto alla Celcaa, il Comitato europeo di collegamento per il commercio agroalimentare, alla Effat, la federazione europea dei sindacati dell’agroalimentare e del turismo, e a Fooddrink Europe, che rappresenta tutto il settore produttivo di alimenti e bevande in Europa.

Anche il comparto risicolo è fortemente interessato dall’esito degli accordi, poiché ogni anno i produttori italiani esportano circa 70 mila tonnellate di prodotto proprio oltre Manica, una quota importante dell’export nazionale.

Le 5 richieste per la Brexit

«Le nostre priorità sono la salvaguardia dei posti di lavoro e la prosperità del settore agroalimentare. Facciamo appello in extremis ai negoziatori affinché concludano un accordo commerciale globale senza dazi e contingenti, con una rigorosa armonizzazione delle regole, comprese le misure sanitarie e fitosanitarie e le barriere tecniche al commercio. Dobbiamo ottenere condizioni di parità, anche per quanto riguarda i diritti dei lavoratori.

Che si raggiunga un accordo o meno, abbiamo cinque richieste urgenti:

1. Alla conclusione dei negoziati, avremo bisogno di chiarezza immediata sulle future norme commerciali tra il Regno Unito e l’UE per evitare ulteriori perturbazioni economiche e incertezza del lavoro per un settore già gravemente colpito dalla pandemia di Covid-19.

2. Il Regno Unito lascerà il mercato unico e l’unione doganale e questo comporterà procedure doganali, oneri normativi e l’aumento dei costi di trasporto. Uno scenario di Brexit senza accordo, con l’imposizione di dazi e onerosi requisiti doganali, causerà una situazione disastrosa. Poiché le imprese agroalimentari percepiranno probabilmente un impatto della Brexit maggiore rispetto ad altri settori, saranno necessarie misure specifiche per una transizione agevole, nonché un ampio sostegno da parte della riserva di adeguamento alla Brexit dell’UE.

3. Le autorità pubbliche dovranno organizzare campagne d’informazione rapide ed efficaci per aiutare le imprese a comprendere le nuove regole e a programmare le loro operazioni.

4. I diritti dei lavoratori devono essere tutelati e le imprese devono ricevere l’assistenza necessaria per mantenere la stabilità dei posti di lavoro di milioni di dipendenti che lavorano nella catena agroalimentare europea.

5. Sarà essenziale mantenere un dialogo costante con la Commissione Europea e le autorità del Regno Unito, così come con le parti sociali e le parti interessate, per affrontare le potenziali perturbazioni ed emergenze che insorgeranno dopo il 31 dicembre 2020.

Qualunque sia l’esito dei negoziati, incoraggiamo l’UE e il Regno Unito a lasciarsi alle spalle ogni acrimonia a favore di relazioni forti e produttive a beneficio di tutti».

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