I RISICOLTORI SONO GENTE “PRECISA”

L'Ente Risi studia la concimazione di precisione. Verifichiamo con gli agricoltori a che punto è la precision farming in risaia

Innovazioni tecnologiche affiancate alle tradizionali pratiche agricole al fine di aumentare le rese e dosare perfettamente i prodotti da distribuire per le concimazioni e i diserbi: stiamo parlando dell’agricoltura di precisione, una pratica che sta prendendo sempre più piede in diversi centri di ricerca e aziende agricole.  I vantaggi che questo metodo innovativo offre gli agricoltori sono numerosi, sia da un punto di vista economico, grazie a una maggiore resa e a un risparmio sui prodotti, sia ambientale perché si evitano sprechi dannosi.

L’Ente Nazionale Risi e l’Università di Torino dal 2014 supportano scientificamente un progetto che ha scommesso sull’introduzione dell’agricoltura di precisione nelle aziende risicole. Il gruppo di lavoro è composto da agronomi e da aziende che operano nelle riprese aeree e nei sistemi informativi territoriali. Dopo i primi anni di prove, dal 2017 il lavoro ha preso piede su scala aziendale col coinvolgimento di 12 aziende agricole, che hanno valutato gli effetti della concimazione azotata di precisione su 8 varietà di riso (Carnaroli, Volano, Leonidas, Karnak, Caravaggio, Selenio, Centauro e Sole) riscontrando aumenti generalizzati di produzione con differenze tra le singole varietà, messe a confronto con i testimoni.

Ma i risicoltori sono avanti in questo campo. Uno degli antesignani è Nino Chiò, dell’azienda agricola Battioli di San Pietro Mosezzo (Novara), che produce Riso Preciso. Dal 2011 adotta  le tecniche di agricoltura di precisione ed ecco come ci spiega i vantaggi in termini di costi e benefici: «Grazie ad una mietitrebbia che raccoglie dati georeferenziati e che ad ogni secondo calcola quanto è il raccolto effettivo per ogni singolo punto e misura anche l’umidità del risone, abbiamo formato delle mappe di produzione, con le quali si evidenziano inequivocabilmente quali siano le zone più produttive e quali meno. Il primo anno, dopo la raccolta, ho predisposto le analisi del terreno differenziando i campioni a seconda di queste differenti aree produttive. In questo modo si sono evidenziate le caratteristiche del suolo in ogni singola area, con dettagli sulle carenze e sugli eccessi di ciascun elemento della nutrizione e anche i dati del contenuto di sostanza organica.  La tecnologia in campo agricolo richiede però ancora il supporto dell’uomo, in particolare degli agronomi che devono intervenire per le valutazioni».

«Il supporto di un agronomo è fondamentale- continua Nino Chiòed infatti con lui  ho elaborato una strategia di concimazione mirata per tutti i diversi elementi. Lo spandiconcime a rateo variabile distribuisce il fertilizzante seguendo fedelmente il progetto di concimazione differenziata. La resa migliora, perché anche se i picchi di massima produzione non si alzano, si lavora bene sui bassi, ovvero sulle aree più magre, incrementandone la risposta produttiva. In termini percentuali, si può stimare un incremento medio del 5%, ma il risparmio sull’acquisto dei concimi è anche del 20-30%. Nella valutazione sull’uso dell’agricoltura di precisione non può non essere considerato il fattore dei costi iniziali di investimento. Una valutazione precisa è impossibile farla, perché varia da caso a caso, ma tendenzialmente, facendo riferimento al caso appena descritto, si possono spendere circa 10-15 mila euro per l’apparecchiatura elettronica e circa 13 mila per uno spandiconcime a rateo variabile, quando uno spandiconcime classico costa circa 10 mila euro. I dispositivi hanno una vita media di 10 anni e indicativamente al quinto anno di utilizzo la spesa è già stata ricoperta dagli incrementi di resa uniti al risparmio sui fertilizzanti. Se non si volesse affrontare la spesa iniziale da soli, esistono contoterzisti attrezzati per l’agricoltura di precisione, e il costo indicativo dei loro servizi è di circa 15 euro/ha in più rispetto ai servizi classici».

Un punto delicatissimo è la gestione dei diserbi: «Anche le barre del diserbo possono essere poste in comunicazione con dispositivi che distribuiscono i diserbanti e gli altri agrofarmaci in modo preciso – sottolinea l’agricoltore -. Evitano le sovrapposizioni di righe di terreno e soprattutto evitano il dannoso effetto deriva, limitando la distribuzione entro il perimetro esatto del campo. Anche in questo caso il risparmio è di circa il 5%. Facciamo un esempio: se normalmente si spendono circa 400 euro/ha per una media di 3 trattamenti (tra diserbanti e fungicidi) in 100 ha significa spenderne 40.000. Con un risparmio del 5% significa che il risparmio totale per 100 ha è di 2000 euro. Considerando che l’acquisto di una barra per diserbi per agricoltura di precisione costa 30 mila euro (invece dei 20 mila di una barra tradizionale), dopo alcuni annidi distribuzione di agrofarmaci con le tecniche di precisione la differenza di spesa verrebbe recuperata. Sull’entità effettiva del risparmio incidono quindi molto le dimensioni aziendali. Le aziende medie risicole sono di circa 55 ha, una dimensione adeguata per avvalersi dell’agricoltura di precisione».

Alberto Biloni, titolare di Eredi di Biloni Davide Società Agricola di Cilavegna (Pavia), recentemente ha avviato alcune sperimentazioni di agricoltura di precisione nella propria azienda. Lui pone l’accento sui passaggi necessari dal sistema tradizionale a quello di precisione e su quanto impegno comporti: «In realtà non si tratta di fare un grande salto, gli agricoltori non partono da zero: i moderni trattori sono già provvisti di pc e software e quello che occorre è far interagire il tutto e metterlo a sistema. Non sono macchine difficili da usare e le ditte produttrici forniscono assistenza tecnica e veri e propri corsi di apprendimento per il loro utilizzo che io stesso ho frequentato con soddisfazione» commenta.

Questo è infine il parere dell’agronomo Giuseppe Sarasso, accademico di agricoltura di Torino, che si occupa da tempo dell’argomento: «l’agricoltura di precisione è una pratica sempre in evoluzione. Il risparmio effettivo che si può trarre dal minor acquisto di concimi o diserbanti, i cui dosaggi vengono calcolati in modo mirato, dipende anche dal punto di partenza delle tecniche adottate da ogni agricoltore: chi già lavorava bene e stava attento a dosare fertilizzanti e di concimi avrà un risparmio inferiore rispetto a chi era più approssimativo nei dosaggi. Un caso particolarmente significativo di risparmio è quello che avviene inoltre su terreni dalla superficie irregolare, perché in questi casi i dispositivi sono in grado di calcolare dosi esatte di ogni prodotto anche per ogni angolo, curva e spigolo dei campi, senza alcun spreco». Autore: Sara Petrucci

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