DOSSIER ANTI-CAMBOGIA: REQUIEM PER L'INDICA

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Ma quali sono esattamente le imprese colpite dalla cosiddetta crisi cambogiana? Il dossier del governo italiano spiega che la concorrenza spiazza i produttori di riso indica, una tipologia su cui negli anni scorsi si è investito pesantemente, perché si prevedeva che i consumi di questo riso lungo da contorno crescessero prepotentemente. Previsione azzeccata, ma i cambogiani hanno guastato la festa e la situazione adesso è quella che descrive il documento governativo: “nel 2013 le aziende risicole italiane hanno prodotto 485 mila tonnellate di riso greggio indica, dalla cui vendita, considerati i prezzi medi della campagna, ricaveranno circa 126 milioni di euro, con una perdita di 30 milioni di euro, tenuto conto di una stima dei costi di produzione pari a circa 156 milioni di euro. Da questo riso greggio l’industria ricaverà una disponibilità vendibile di circa 290.00 tonnellate di riso lavorato indica, diretto concorrente del riso lavorato cambogiano. Per l’industria italiana, il riso lavorato indica rappresenta, a prezzi correnti, un giro d’affari di 232 milioni di euro.Una minor disponibilità di riso greggio provocherà una drastica riduzione del giro d’affari dell’industria italiana con seri rischi di carattere economico, finanziario e sociale”. La quasi totalità del riso indica italiano viene collocato negli altri Paesi Ue. Circa l’80% viene collocato in sette Paesi UE, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Belgio, Ungheria e Polonia, tra cui vi sono i principali importatori di riso cambogiano. Secondo il documento, “nel 2013 le aziende risicole di tutti gli altri Paesi dell’Unione europea hanno prodotto circa 637.000 tonnellate di riso greggio, per un valore, a prezzi medi di mercato, di 160 milioni di euro. Il costo produttivo è stimabile a 190 milioni di euro. Gli altri risicoltori dell’Unione Europea in questa campagna non riusciranno a coprire i loro costi produttivi per circa 30 milioni di euro. Da questo riso greggio l’industria degli altri Paesi produttori ricava una disponibilità vendibile di circa 387.000 tonnellate di riso lavorato indica, diretto concorrente del riso lavorato cambogiano, per un valore stimabile, a prezzi correnti, a 310 milioni di euro. I produttori italiani sono i primi interessati dalla concorrenza del riso cambogiano, rappresentando il 43% di tutta la produzione UE di indica. Seguono i produttori spagnoli con il 32%”. (ALTRI DETTAGLI SUL DOSSIER ANTI-CAMBOGIA ALLE 16)

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