DE CASTRO VOTA LEGA

L'ex ministro rinuncia a correre alle europee e il centrosinistra perde uno dei pochissimi in grado di togliere voti al Carroccio nelle campagne

Con una lettera pubblicata sul suo blog, l’eruoparlamentare Paolo De Castro annuncia che non si ricandiderà al Parlamento europeo. Una decisione sorprendente e che il Pd pagherà cara. Estremizzando, possiamo dire che Paolo De Castro vota Lega: infatti, l’ex ministro è considerato dai risicoltori l’esponente più convincente di un centrosinistra che, senza di lui, si consegna alla visione politica di Maurizio Martina, uno dei ministri più criticati dagli agricoltori e dai risicoltori. Assente De Castro, il consenso della risaia, che tende a concentrarsi sul centrodestra e sulla Lega, non avrà più riferimenti autorevoli nel centrosinistra. Questo il testo della lettera di addio: «Ormai è passato più di qualche anno da quando, con grande entusiasmo, salii sul pullman che avrebbe portato Romano Prodi e il centro-sinistra a guidare il Paese per la prima volta. Un’esperienza indimenticabile, che ho avuto l’opportunità di condividere con l’uomo che era – e che in seguito ancor più sarebbe stato – un punto di riferimento assoluto per me, tanto nella politica quanto nell’attività di ricercatore e docente universitario.

Con altrettanto entusiasmo, qualche anno dopo, accolsi l’invito ad aprire una parentesi nella mia carriera accademica per “prestarmi” alla politica. Diventai Ministro dell’Agricoltura, ruolo che poi ho ricoperto di nuovo quando il centro-sinistra tornò, ancora con il Professor Prodi, a vincere le elezioni e a governare il Paese. Poi la prima candidatura e l’elezione a Senatore della Repubblica e successivamente due legislature europee, una delle quali da Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo.

In tutti questi anni mi sono speso con tutte le energie contribuendo, credo, a difendere concretamente il mio Paese e le prerogative del mondo agricolo e dell’intero sistema agroalimentare nazionale. Di queste straordinarie esperienze sono e sarò sempre grato al Partito Democratico: una comunità politica nella quale si lavora con passione e che, seppure con alterne vicende, resta unica nel panorama nazionale per la capacità di attivare processi di partecipazione democratica e per l’impegno che, dal centro alle periferie, caratterizza i militanti e i gruppi dirigenti.

Credo, però, che sia arrivato il momento di fare un passo indietro e di chiudere quella che doveva essere una breve parentesi e che invece si è protratta ben oltre le aspettative e i miei iniziali progetti di vita.

Ho quindi deciso di non correre per le prossime elezioni europee.

È venuto il momento di rientrare tra i banchi dell’Università di Bologna, riabbracciare vecchi colleghi e incontrare nuovi studenti, ai quali sento di dover trasferire più di qualcosa di questa straordinaria esperienza politica.

Ma non è solo una riflessione di natura personale che mi spinge a non accettare una candidatura alle prossime elezioni.

Credo nella necessità di rinnovare, di lasciare spazio a nuove e più giovani energie che possano interpretare al meglio e con la necessaria vitalità il progetto di Partito Democratico uscito dal Congresso e rafforzato dall’ampia partecipazione alle primarie. Credo che a queste energie dobbiamo dare spazio e prospettive da subito, perché diventino il motore del progetto messo in campo dal nuovo Segretario Nicola Zingaretti cui vanno, ancora una volta, i miei più sinceri auguri.

So, per le sensazioni provate in questi giorni viaggiando nei territori, che più di qualcuno rimarrà deluso da questa mia decisione, ma voglio rassicurare tutti coloro che hanno lavorato insieme a me quotidianamente, e in particolare i protagonisti del sistema agroalimentare: non ricandidarmi non significa abbandonare l’impegno per un settore che amo profondamente, ma interpretarlo in modo diverso.

Io resterò in prima linea a battermi, anche se da un’altra posizione, per la difesa del ‘Made in Italy’ agroalimentare e continuerò a lavorare con l’assiduità di sempre sui temi dell’Europa e dell’agricoltura. Ci sarò, come in tutti questi anni, per dare ascolto ai lavoratori, agli imprenditori e alle istituzioni e ad adoperarmi con loro per trovare e suggerire le idee migliori per tutelare gli interessi e lo sviluppo di un settore chiave per la società italiana.

Paolo De Castro»

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