Il tavolo regionale sulla siccità convocato ieri in Regione Lombardia dagli assessori Massimo Sertori e Alessandro Beduschi ha rappresentato un nuovo momento di verifica operativa sull’andamento della crisi idrica. La crisi interessa il territorio regionale, con particolare attenzione agli effetti sul comparto agricolo e sulla gestione coordinata delle risorse tra bacini, laghi e infrastrutture irrigue.
DEFICIT IDRICO COMPORTA CONTENIMENTO EROGAZIONI
Il quadro aggiornato conferma una situazione di forte criticità – Il deficit idrico complessivo si attesta oggi intorno al 36–36,5% rispetto alla media storica e circa al 26% rispetto all’inizio della stagione irrigua. Una condizione che, pur essendo stata inizialmente considerata sotto controllo al 16 giugno e con l’avvio regolare della stagione irrigua, ha subito un progressivo deterioramento nelle settimane successive, rendendo necessario un contenimento graduale delle erogazioni.
IL GOVERNO DELLE ACQUE A PORTATE RIDOTTE
Attualmente il sistema regionale riesce a mantenere una capacità di distribuzione compresa tra il 75 e l’80% delle utenze irrigue, garantendo una copertura ancora operativa ma sempre più condizionata dall’evoluzione climatica e dalla riduzione delle portate. Il margine di gestione, pur non ancora in fase emergenziale piena, risulta tuttavia estremamente ridotto e dipendente dalla tenuta dei principali sistemi idrici. Fronte idrologico – I dati confermano una contrazione significativa delle portate fluviali: l’Adda segna circa -41,7%, il Brembo -42%, il Serio -31%, l’Oglio -42%, il Chiese -33,8% e il Garda circa -20%.
LAGHI
Anche i livelli dei laghi mostrano una progressiva diminuzione, aggravata dalle elevate temperature estive che comportano un’ulteriore perdita stimata fino a circa un centimetro al giorno, con effetti diretti sui volumi disponibili e sulla capacità di regolazione del sistema. Il quadro complessivo è reso ancora più complesso dall’esaurimento pressoché totale delle riserve nevose e dalla drastica riduzione degli apporti dai bacini montani, ormai compromessi dalla scarsità di precipitazioni. Il sistema idrico lombardo, pur nella sua complessità e interconnessione tra laghi, fiumi e invasi idroelettrici, ha potuto finora contare su una gestione anticipata che ha consentito una parziale ricarica degli invasi.
Attualmente si stimano circa 483 milioni di metri cubi di acqua stoccata, un volume che consente ancora una gestione controllata, ma in condizioni di forte pressione e con margini di sicurezza sempre più ridotti.
LOMELLINA: SITUAZIONE DELICATA
Sul piano agricolo, la disponibilità attuale viene stimata sufficiente a garantire ancora circa 10–12 giorni di erogazione all’80%, una condizione che consente il completamento del primo ciclo di raccolto ma che apre già alla prospettiva di ulteriori riduzioni nelle fasi successive della stagione irrigua. Particolarmente delicata resta la situazione della Lomellina, dove si concentrano le principali preoccupazioni relative alla stabilità degli approvvigionamenti e al rischio di squilibri territoriali nella distribuzione della risorsa idrica. In pag. 10/22 questo contesto è stato attivato un tavolo tecnico dell’Autorità di Bacino per verificare la coerenza dei dati e la reale disponibilità idrica nelle diverse aree, con un’attenzione specifica al confronto tra province e alla necessità di garantire trasparenza e uniformità nella gestione dei flussi, anche in coordinamento con il Piemonte.
COORDINAMENTO INTERREGIONALE
Nel corso del confronto è emersa inoltre la necessità di un rafforzamento del coordinamento interregionale, proprio per evitare disparità percepite o reali nella distribuzione della risorsa tra territori contigui e sistemi agricoli fortemente interdipendenti.
Nel suo intervento il Presidente di Cia Lombardia, Paolo Maccazzola, ha posto l’accento in particolare sulla situazione della Lomellina, sottolineando la necessità di disporre di dati certi, reali e condivisi con il Piemonte, così da garantire una lettura trasparente della situazione ed evitare possibili squilibri nella gestione della risorsa idrica tra aree limitrofe.
MISURE STRAORDINARI CON I CONCESSONARI ELETTRICI
Nel frattempo, sul piano operativo, sono concordate misure straordinarie con i concessionari idroelettrici che prevedono il rilascio di circa 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno dal sistema del Lago di Como per i prossimi 15 giorni, oltre a ulteriori 10 milioni di metri cubi dal Lago d’Idro. Interventi che hanno l’obiettivo di sostenere le aree agricole più esposte e di garantire una temporanea stabilizzazione del sistema irriguo regionale, in attesa della formalizzazione attraverso una delibera di Giunta.
Nel complesso, il quadro che emerge dal tavolo regionale è quello di una crisi idrica strutturata e in progressivo irrigidimento, nella quale le misure di gestione attiva hanno finora consentito di evitare scenari di emergenza immediata, ma con una crescente riduzione dei margini operativi. La tenuta del sistema dipenderà nei prossimi giorni sia dall’efficacia delle misure straordinarie già attivate, sia dall’evoluzione meteorologica, in un contesto in cui la variabile climatica continua a rappresentare l’elemento decisivo per la gestione della risorsa acqua in Lombardia. Autore: Cia Lombardia
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