PREZZI BASSI E RISCHIO CADMIO

Cadmio

Siamo arrivati al mese di luglio e le coltivazioni di riso si apprestano ad iniziare la differenziazione della pannocchia e ad accumulare i nutrimenti nel seme. Purtroppo, come succede da alcuni anni, anche per il 2026 le coltivazioni dovranno fare i conti con la siccità. L’impegno e la competenza dei vari distretti irrigui oltre alla disponibilità, anche se a volte forzata, dei risicoltori hanno finora permesso di limitare i danni. Quasi tutte le coltivazioni, per ora, hanno avuto almeno l’acqua sufficiente al loro sviluppo.

ALLAGAMENTI LIMITATI E METALLI PESANTI

Ricordo che un’interruzione dell’allagamento per un periodo limitato di tempo non solo non apporta alcun danno ma, spesso, può essere di beneficio per la coltivazione. L’inizio della stagione di irrigazione del mais ha aumentato le richieste di acqua aggravando una situazione già precaria. Come tutti gli anni solo la clemenza del cielo potrà risolvere i cronici problemi di approvvigionamento idrico che affliggono le risaie italiane.

Tuttavia giova ricordare che le coltivazioni che trascorreranno la fase di fioritura e di accumulo di nutrienti nel granello senza una quantità sufficiente di acqua potranno essere più soggette ad accumulare i metalli pesanti: in particolare il Cadmio.

Purtroppo in alcune zone la presenza di questo metallo nel terreno aumenta il rischio di accumulo nella cariosside, particolarmente in caso di carenza idrica. Ricordiamo che i limiti di legge per il Cadmio nel granello lavorato sono di 0,15 mg/kg, come stabilito dal Regolamento U.E. 2021/1323 del 10 Agosto 2021. Nella relazione sulle prove dell’Ente Nazionale Risi 2025 sono state riportate le sperimentazioni condotte per ridurre l’accumulo di cadmio mediante l’impiego di vari tipi di calce da somministrare alle coltivazioni.

TRATTAMENTI A BASE DI CALCE

I trattamenti sono stati effettuati con vari tipi di calce sia prima della semina che in copertura. In tutte le prove si è evidenziato che l’apporto di calce alla dose di 0,6 ton/ha o maggiori riduce l’accumulo di Cadmio nel granello. Ai fini del contenimento non è importante il tipo di calce apportato. Tuttavia durante lo spandimento, la granulazione della stessa riduce o aumenta le difficoltà di distribuzione, in particolare se si utilizza lo spandiconcime centrifugo. La prova più innovativa è risultata essere quella dell’impiego di calce “in copertura” ossia sulla coltivazione già sviluppata.

Il tipo di calce utilizzata nelle prove dell’Ente è la più costosa del commercio ma è anche la meglio granulata e quindi la più semplice da distribuire. Tuttavia anche le altre formulazioni in commercio, pur essendo più difficili da distribuire, risultano essere egualmente efficaci. L’ impiego con la coltivazione già sviluppata, a fine accestimento o inizio levata, non ha rappresentato alcun problema per il riso. In tutte le prove le analisi del granello lavorato hanno evidenziato una significativa riduzione dell’accumulo di cadmio.

In alcuni casi il metallo si è ridotto ad un terzo di quanto presente nel testimone non “calcitato”. Sembrerebbe quindi una tecnica molto efficace per il contenimento dei metalli pesanti in particolare nei terreni “a rischio”, dove non è possibile effettuare una sommersione permanente e nei quali è più probabile un accumulo di cadmio. Altro vantaggio evidente è quello di poter intervenire in fase di piena coltivazione, nel nostro caso nel mese di luglio. In pratica, se esiste il rischio di accumulo di cadmio, si può sommergere la risaia ma, se ciò non è possibile, una buona “calcitazione” sembrerebbe ottenere lo stesso risultato.

LA SPERIMENTAZIONE SECONDO I TECNICI ENTE RISI…A OLENGO

Nella relazione sulle prove i tecnici Ente Risi affermano: «Nella sperimentazione condotta a Olengo – NO è sempre stata mantenuta la sommersione continua, mentre l’asciutta finale è avvenuta durante la fase fenologica di maturazione cerosa avanzata. Di conseguenza, non si sono create le condizioni favorevoli per l’accumulo di cadmio in granella e i valori registrati sono prossimi al limite di quantificazione analitico, pari a 0,010 mg/kg.

FRASSINETO PO

Al contrario, nelle sperimentazioni condotte a Frassineto Po – AL e Vigevano – PV è mantenuta la sommersione continua, ma l’asciutta finale è avvenuta a fine agosto, quando il riso si trovava nella fase di maturazione lattea, con un associato rischio di accumulo di cadmio in granella. A Frassineto Po – AL con l’utilizzo di calce in accestimento e in levata alla dose ridotta di 0,8 t/ha si sono ottenute riduzioni del contaminante simili, rispettivamente del’83,6 % e del’85,1% rispetto al testimone non “calcitato”, mentre con l’utilizzo di calce in pre-semina alla dose di 1,5 t /ha, è registrata una riduzione del 52,2%.

VIGEVANO

A Vigevano – PV, invece, il contenuto di cadmio accumulato è risultato basso ed inferiore al limite massimo per il riso baby-food destinato a lattanti e bambini, fissato a 0, 040 mg/kg. L’uso della calce ha contribuito a ridurre l’accumulo di cadmio in granella rispetto al testimone, mentre le differenze tra l’applicazione della calce prima della semina e nelle due applicazioni di copertura sono state trascurabili.

Dalla prova di Frassineto Po, che ha mostrato i livelli più significativi di accumulo di cadmio, è emerso che una riduzione della dose di calce nel secondo anno di applicazione ha consentito di limitare l’accumulo di cadmio in granella. Questo risultato è stato possibile anche a seguito dei vantaggi ottenuti dalla “calcitazione” effettuata l’anno precedente, che ha ridotto l’acidità del terreno e, di conseguenza, ha limitato la solubilità del cadmio nel terreno».

CALCE IN COMMERCIO

Al riguardo Angelo Ceruti, Direttore Vendite riso di Terrepadane, afferma:«Sono favorevole all’impiego di calce in copertura per contenere l’accumulo di metalli pesanti nel granello, tuttavia dal 2022 l’attenzione sul problema sembra diminuita. In commercio esistono vari tipi di calce sia come ossido che come carbonato, tutti in grado di influire favorevolmente per impedire l’accumulo del cadmio». Prosegue Ceruti:« La pratica non è estendibile a tutte le coltivazioni anche a causa del costo del prodotto che può variare da 15 a 17 euro per 100 kg con punte anche molto più alte per i prodotti con granulazione migliore, tuttavia, nelle zone in cui serve, lo consiglierei».

INCIDENZA DEL MERCATO

Graziano Bruscagin, responsabile vendite di Satollini S.P.A. di Vigevano – PV, conferma: «in una stagione siccitosa la pratica della “calcitazione” può contribuire a diminuire l’assorbimento del cadmio. Purtroppo la situazione di mercato del risone ha ridotto gli introiti dei risicoltori che stanno riducendo “all’osso” anche l’impiego dei concimi potassici ed azotati e dei diserbanti. Aggiungere un ulteriore costo, in alcuni casi molto elevato, per l’acquisto di calce potrebbe essere non sostenibile per i risicoltori che potrebbero preferire ”rischiare” e scommettere sulla fornitura di acqua di irrigazione sufficiente per tutta la stagione».

CALCE IN COPERTURA

Giovanni Pavesi di Vipetrol di Vigevano – PV aggiunge:« ad oggi non abbiamo ancora ricevuto richieste di calce per interventi di copertura, tuttavia seguiamo con interesse la sperimentazione portata avanti dall’Ente Risi. Molte aziende che sapevano di avere il problema dell’accumulo di cadmio hanno provveduto per tempo intervenendo prima della semina con l’impiego di calce classica o prilled». Da ultimo Davide Gusberti di Agripiù S.R.L di Gambarana – Pv afferma:« sono favorevole alla “calcitazione” dei terreni risaia per gli evidenti vantaggi che produce sul terreno, ma non ho esperienza sull’impiego di calce nel mese di luglio. Tuttavia la sperimentazione condotta dall’Ente Risi sembra indicare risultati favorevoli».

CONCLUSIONI PER RIDURRE IL CADMIO

In conclusione, stando alle prove condotte da Ente Risi, la tecnica della distribuzione di calce nel periodo estivo non arreca alcun danno alle piantine di riso e consente di ridurre notevolmente il rischio di accumulo di cadmio nel granello lavorato. La somministrazione di calce, a prescindere dal tipo di concime utilizzato, va effettuata a fine accestimento o inizio levata.

Molto importante non ridurre troppo la quantità di calce per ettaro in quanto piccoli quantitativi potrebbero essere controproducenti. Rimane tuttavia più che valida l’obiezione di Bruscagin sul costo economico dell’intervento in particolare a causa dei bassi prezzi di vendita del prodotto. Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a consultare gli articoli del nostro giornale sull’argomento. Autore: Franco Sciorati

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