CERUTTI: «UN MIX DI INNOVAZIONE E DI TRADIZIONE»

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CERUTTIE’ necessario metterci la faccia «se crediamo nell’agricoltura e vogliamo continuare a coltivare riso». Alice Cerutti lo spiega così, con il candore e la determinazione  della sua generazione,  lo slogan che i ragazzi dell’Anga hanno scelto per la trentottesima Fiera in Campo (http://www.angaincampo.it/), l’evento cult della risicoltura italiana. Appuntamento a fine febbraio alla fiera di Caresanablot con un cartellone molto ricco, e questo lo sappiamo. Quello che chiediamo con quest’intervista alla presidente dell’Anga di Vercelli e Biella, capofila dell’organizzazione fieristica, è di farci entrare nei meccanismi di una fiera che – tradizionalmente, ma quest’anno in particolare – non è solo un’esposizione e una kermesse, ma anche un’agorà in cui si discutono i temi caldi della risicoltura e si pongono le basi per le decisioni future.  

Torniamo indietro nel tempo: si ricorda quando ha messo piede per la prima volta alla fiera in campo?

Certo che si! Vi racconto un aneddoto… in occasione della mia prima Fiera in campo alcuni associati mi avevano detto che era usanza che il Lunedì successivo alla fine della fiera, i neoiscritti avrebbero allestito un piccolo aperitivo di festeggiamento. Allora io, per onorare la tradizione, mi sono presentata armata di salami, grissini e un paio di bottiglie di vino. Ma non era assolutamente vero che esistesse questa tradizione! Fatto sta che da questo scherzo sono nate delle belle amicizie oltre ad una pergamena che l’Anga mi ha donato come “miglior catering” della Fiera in Campo! Questa è sempre stata una grande squadra animata da tanta passione: non mi sono mai sentita un’estranea, l’Anga mi ha accolta fin da subito suscitandomi molta curiosità e voglia di imparare.

Il filo conduttore politico della manifestazione – metterci la faccia – è dirompente: quanto ce n’è bisogno in risicoltura?

E’ necessario. Necessario se crediamo nell’agricoltura e vogliamo continuare a coltivare riso. Necessario perché i tempi sono cambiati, le regole di mercato sono cambiate e con esse la soglia di sopravvivenza della Aziende. Oggi è necessario battersi in prima persona perché il futuro passerà obbligatoriamente dalla valorizzazione del nostro prodotto, del nostro modo di fare agricoltura, del nostro Lavoro e soprattutto del nostro territorio con i suoi potenziali risvolti in termini occupazionali ed economici in genere. Per avere successo in questa battaglia è quindi necessario che sempre più agricoltori prendano coscienza dfel proprio ruolo e partecipino attivamente alle decisioni, poiché credo che solo dal confronto di idee nascano soluzioni vincenti. Attraverso la Fiera in Campo ed i Workshop che vengono organizzati in questi giorni di manifestazione abbiamo voluto cercare di trasmettere proprio questo messaggio e spero vivamente che nell’incontro del Sabato, che da il titolo alla Fiera, partecipino in molti apportando ciascuno le proprie idee ed esperienze. Noi siamo il presente e non dobbiamo dimenticarci che le nostre azioni di oggi potranno condizionare il futuro della nostra agricoltura. Abbiamo un compito ben preciso.

Biologico e etichettatura entreranno di prepotenza in quest’edizione: per dire cosa?

Necessità di trasparenza e tracciabilità. Il settore risicolo presenta criticità, incongruenze e subisce minacce. Insieme alle province risicole dell’ANGA- Giovani di Confagricoltura abbiamo cercato di analizzarle, abbiamo fornito delle proposte tecniche e pratiche con l’unico fine di migliorare il nostro settore e più in generale il connubio tra sistema agricolo e territoriale. E’ fondamentale disporre di mezzi e strumenti certi per valorizzare il nostro prodotto sia per noi agricoltori ma soprattutto per il consumatore.

Quest’edizione è dedicata anche alla precision farming. Lei la usa?

Mi sto approcciando all’innovazione. La notevole riduzione di consumi e costi, l’ottimizzazione delle produzioni ed il minor impatto ambientale sono aspetti fondamentali e obiettivi da raggiungere. La sfida mi appassiona molto ma so di aver ancora molto da imparare e da sperimentare. Oltre all’agricoltura di precisione guardo con interesse anche alle tecniche di coltivazione conservative poiché anche queste possono portare ad un beneficio economico-ambientale. Non vorrei essere ripetitiva ma anche su questo aspetto credo che la Nostra sfida attuale sia proprio quella di trovare la giusta sinergia tra innovazione e tradizione.

Si sente parlare di referendum sui fitofarmaci e di altre misure “anti-risicoltura”: la fiera in campo può essere un momento di riconciliazione con i vercellesi che non amano le risaie?

Assolutamente si, il dialogo con il territorio è fondamentale. A volte è solo questione di scambio di conoscenze e fotografia della realtà. Infatti durante il workshop “Noi mettiamo la faccia perché il riso abbia la sua” organizzato dall’Anga che si terrà sabato mattina in Fiera in Campo parleremo anche dell’importante problema dei residui di fitofarmaci nelle acque, riportato all’attenzione dai giornali e anche dal vostro Sito in questi giorni in seguito alla pubblicazione del rapporto annuale ISPRA sulla qualità delle acque in Italia. (05.02.15)

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