CARTA DI MILANO: CHE TRISTEZZA!

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailCommentare la Carta di Milano, che è stata presentata stamane a Milano come “l’eredità dell’Expo” ci rattrista. Perché, abituati come siamo a dire quel che pensiamo non possiamo non...

expo-mascotteCommentare la Carta di Milano, che è stata presentata stamane a Milano come “l’eredità dell’Expo” ci rattrista. Perché, abituati come siamo a dire quel che pensiamo non possiamo non notare che il testo che sarà firmato da leader politici e semplici cittadini e realmente rappresenterà il lascito dell’Expo di Milano si struttura attraverso affermazioni generiche e talora lapalissiane. Facciamo qualche esempio. “Consideriamo infatti una violazione della dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita ed energia”: chi potrebbe contestarlo? “Riteniamo che solo la nostra azione collettiva in quanto cittadine e cittadini, assieme alla società civile, alle imprese e alle istituzioni locali, nazionali e internazionali potrà consentire di vincere le grandi sfide connesse al cibo: combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali, garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi”.  Vero, ma perché non si è riusciti a farlo? “Affermiamo la responsabilità della generazione presente nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche per le generazioni future”: è sempre stato così, da che esiste l’homo sapiens, eppure è un impegno che è stato sistematicamente violato… Siamo rattristati non perché non la condividiamo, dunque, ma perché speravamo che fosse più coraggiosa, ficcante, incalzante. Invece evidenzia tutta l’impreparazione teorico-tecnico-scientifica con cui si affronta quest’ambizioso appuntamento globale. Non ci dilunghiamo nel commentarla, lasciando ad ognuno questo compito, nel foro privato della sua coscienza. Speriamo ardentemente di sbagliarci. Segnaliamo solo che, forse, una più qualificata e folta presenza della componente agricola e agroalimentare nel comitato scientifico che ha redatto questo testo avrebbe sortito un risultato più pertinente. L’unica sezione su cui ci permettiamo di commentare è quella che parla delle imprese: si parla dell’importanza della ricerca scientifica e della biodiversità, con affermazioni possono soddisfare tutti e che proprio per questo non ci convincono. Si apre un varco agli accordi internazionali contro l’agropirateria – chiaro tributo al made in Italy – ma anche ad un «sistema di commercio internazionale aperto, basato su regole condivise e non discriminatorio capace di eliminare le distorsioni che limitano la disponibilità di cibo, creando le condizioni per una migliore sicurezza alimentare globale». In base all’esperienza di questi anni, un obiettivo potenzialmente conflittuale proprio con lo scenario accarezzato dagli italiani. Speriamo che, nei prossimi mesi di Expo, emerga una “lettura” della carta meglio focalizzata, perché questo strumento di alto valore culturale e sociale possa veramente dispiegare i suoi effetti. Saremo i primi a rallegrarcene. Il testo della carta di Milano si scarica QUI. (28.04.15)

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