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ARBORIO E CARNAROLI SI FERMERANNO

da | 2 Dic 2022 | NEWS

Arborio Carnaroli

Dopo la pubblicazione dei bilanci, preventivo per la prossima annata e consuntivo della scorsa, nella giornata di mercoledì Ente Risi ha pubblicato il primo bollettino trasferimenti completo dell’annata ((Scarica la tabella).

DISPONIBILITÀ  MAGGIORE MA I PREZZI TERRANNO

Lo analizziamo insieme a Paolo Ghisoni, mediatore pavese, focalizzandoci anche sui temi di mercato che vi abbiamo proposto mercoledì (leggi). L’esperto afferma: «Rispetto alle nostre previsioni il calo è inferiore. Questo ha fatto si che ora sia più complesso collocare merce sul mercato. Le stime di Ente Risi sono sicuramente scaturite da un’ampia disposizione di dati ufficiali forniti dai produttori stessi. Ai miei occhi, essendo ben consapevole degli eventi climatici della scorsa campagna e di cosa hanno scaturito, i dati sono davvero sorprendenti, lontani dai calcoli che avevo fatto alla luce dei numeri di mia conoscenza.

In sala di contrattazione si erano percepiti dei presagi di questi risultati ufficiali, dal momento che i meglio informati tra gli operatori della domanda si erano già mostrati meno propensi all’acquisto nelle ultime sedute. In ogni caso, 12,5mln di quintali sono il minimo storico degli ultimi 10 anni, per questo non mi aspetto crolli nel prezzo di nessun gruppo merceologico.»

ARBORIO E CARNAROLI SI FERMERANNO

«In particolare, parlando di mercato interno, ritengo che le disponibilità di gruppo Carnaroli e gruppo Arborio siano elevate rispetto a quanto ci aspettassimo. Riguardo al primo, vengono registrati 1,03 mln di quintali sul mercato, numero molto più alto delle mie stime, poiché rapportato alla superficie investita mostra produzioni che minimizzano l’impatto della siccità, pur essendo un riso molto coltivato in Lomellina e nel Pavese. Focalizzandoci sul trasferito, inoltre, ad oggi notiamo che rispetto alla campagna precedente risulta inferiore. Per questi motivi potrebbe manifestarsi una leggera contrazione nella valutazione di questo comparto, anche se i 130 €/q attuali per i similari ritengo possano consolidarsi come valore di riferimento».

«Discorso analogo per il gruppo Arborio, che con 970 mila quintali di disponibilità vede molto ridimensionati i cali stimati da esperti e riserie (il numero atteso era compreso tra gli 800 mila e gli 850 mila quintali), che sembravano importanti anche dove la siccità non aveva influito a causa della grande suscettibilità al caldo della varietà oggi più coltivata di questo gruppo, CL388. In questo comparto in ogni caso mi aspetto ancora qualche minimo passo avanti, avendo individuato in 120 €/q la possibile valutazione di riferimento. Questo prezzo è utile anche per mantenere Carnaroli al livello sopracitato, essendo impensabile vedere Arborio superare un riso più pregiato destinato alla stessa fetta di mercato».

PERICOLO DEPREZZAMENTO PER I TONDI

«Tali dinamiche emergono con maggiore forza nel gruppo dei tondi. In questo comparto era atteso un calo meno importante ma, considerando anche gli stock di giacenza, la disponibilità di riso lavorato è pressoché invariata, mentre il risone si discosta di 250 mila quintali complessivamente. Rapportando questo numero al trasferito, oggi il 21,4% contro il 40,5% della scorsa campagna, emerge come vi sia abbondanza di offerta».

«I prezzi attualmente a listino sono stati raggiunti a causa della precedente reticenza alla vendita dei risicoltori ma ritengo che alla luce di questi dati non siano reali. Da gennaio potremo vedere dei cali. Già in queste ore risulta infatti difficile collocare le varietà di questo comparto ai 75 €/q lordi a listino».

LE ALTRE VOCI A LISTINO

«Per quanto riguarda gli altri lunghi A, vedo ancora spiragli di crescita soprattutto per Barone, utilizzato per risotti, che dovrebbe approdare a 100 €/q, probabilmente portandosi dietro i gruppi Baldo e S. Andrea come consuetudine, nonostante le destinazioni di mercato siano differenti. Questi risi, infatti, sono quelli più in linea con le previsioni in quanto a disponibilità, così come i lunghi A generici. Per questi ultimi penso che gli 80 €/q lordi attuali possono rimanere come valore di riferimento. Parlando di lunghi B, infine, vedo i 55 €/q lordi come una valutazione passeggera. Mi aspetto che 50 €/q lordi sia il numero di riferimento, alla luce anche di una disponibilità in linea con le scorse campagne». Autore: Ezio Bosso. 

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