Il comprensorio dell’Est Sesia boccheggia e quello della Baraggia soffoca. A farne le spese sono prima di tutto i campi di mais e in seconda battuta le risaie. Le Regioni devono trovare i soldi per rifondere eventualmente le aziende dei danni subiti. Ma al centro del sistema irriguo, cioè da Chivasso in giù, cosa sta succedendo?
IL SISTEMA OVEST SESIA HA SOSTANZIALMENTE TENUTO
L’Associazione Ovest Sesia attende il Cda di *settembre* per tirare le somme di una campagna difficile; tuttavia, la posizione idrografica del comprensorio vercellese mette al riparo dagli effetti più deleteri della siccità.
Sappiamo che ci sono state almeno due manovre per dare acqua a chi ne aveva poca, tuttavia, pur con diverse zone di danno, la situazione è indubbiamente meno grave di quella di Est Sesia e della Baraggia, anche se è fuor di dubbio che Ovest Sesia abbia sussidiato entrambi, come prevedono gli accordi di Coutenza.
TERRENI SCIOLTI IN SOFFERENZA IN AIOS
Quanto al comprensorio Aios, sicuramente si registrano sofferenze nell’area sud-est, a ridosso della Sesia e del Po, ma non soltanto per carenza idrica: sono terreni sciolti e soffrono per la stessa ragione per cui soffrono le aree estreme della Lomellina, cioè quando manca la spinta d’acqua questi suoli sono i primi a creare sofferenze alle coltivazioni. Parliamo delle zone da Trino Vercellese a Terranova, Balzola, Motta de ‘Conti piuttosto che di quelle che si estendono da Prarolo verso sud. I tecnici Aios, che hanno applicato alcune turnazioni con la collaborazione di distretti e tenimenti *isolati* anche di monte, ossia degli stessi agricoltori, hanno spostato l’acqua dove serviva. Per fortuna, in alcune aree ha piovuto: precipitazioni esigue ma che lungo il canale Depretis hanno avuto la loro funzione positiva.
Ciò detto l’acqua è stata scarsissima e nel caso dei vercellesi non ci si è potuti neanche appellare agli Svizzeri, affinché rilasciassero risorsa idrica nel Lago Maggiore, come hanno (tardivamente) fatto. A complicare le cose c’è l’evapotraspirazione alle stelle e una temperatura media che ha creato sicuramente danni alle produzioni di mais ma che potrebbe inficiare anche quella del riso per possibili sterilità delle infiorescenze dovute alle elevate temperature.
COMMENTA STEFANO BONDESAN
«È stata una campagna irrigua complessa, commenta Stefano Bondesan Presidente di Ovest Sesia, caratterizzata da una disponibilità d’acqua molto ridotta e da temperature eccezionalmente elevate. Ovest Sesia ha lavorato fino all’ultima goccia per garantire la continuità della distribuzione, intervenendo con turnazioni e manovre sulla rete laddove le colture manifestavano maggiori necessità. In un sistema irriguo interconnesso come il nostro, la gestione dell’acqua richiede necessariamente collaborazione e solidarietà tra i diversi comprensori: è questo lo spirito con cui abbiamo affrontato anche quest’anno le difficoltà».
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