«Non ci sono danni diffusi? Ma stiamo scherzando?» Paolo Arrigone è un risicoltore arrabbiato per le dichiarazioni di Franco Bullano che ha appena letto su Risoitaliano.eu. Lo è ancora di più da quando la Regione Lombardia ha fatto sapere che non ci sono le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza per siccità. Il che vuol dire che potrebbero non esserci aiuti alle aziende danneggiate.
LA VERSIONE BULLANO NON CONVINCE
Anche Arrigone, come molti, ci contatta attraverso whatsapp (lo strumento per contattare la redazione e riceverne le segnalazioni che modulo si trova in home page) per darci la sua testimonianza: «Nel 2022 ci hanno dato una miseria ma almeno non ci hanno presi in giro, come sta avvenendo ora» dichiara. Nel mirino è la versione Bullano della crisi, pubblicamente approvata dal commissario di Est Sesia Ettore Fanfani sui social network. Arrigone ne ha anche per il supertecnico: «Ma si rende conto, con la sua esperienza, che queste affermazioni condannano al fallimento i suoi utenti? Capisco che le Regioni hanno fatto la guerra a Colli (l’ex presidente destituito; ndr) ma sarebbe meglio dimostrare coi risultati che si è fatto di meglio, invece si disegna una situazione lontana dalla realtà per poter affermare che le turnazioni hanno funzionato. Non è così. Numerose aziende lomelline si stanno salvando prelevando tutta l’acqua possibile dai pozzi, con ovvi costi energetici».
TURNAZIONE: SECCANO LE CAMPAGNE
Arrigone coltiva 80 ettari di riso e 15 di mais nella zona di Mortara e non prende acqua direttamente dalla rete Est Sesia ma da due fontanili che a loro volta si alimentano di colature delle risaie di Parona, servite dal consorzio: «Le turnazioni hanno seccato quelle campagne e di conseguenza hanno seccato noi – afferma -. Siamo agli effetti collaterali, completamente passati sotto silenzio perché scomodi. Poi la Regione tira le somme e tira a risparmiare sulla nostra pelle». Est Sesia, facciamo notare, ammette che ci sono sofferenze isolate: Arrigone non fa sconti. «Nessun problema a macchia di leopardo – ribadisce -, la siccità ha investito tutta la risaia e la sofferenza è diffusa; ci sono varietà che resistono meglio e altre meno resistenti allo stress idrico, lo sappiamo, ma mi sembra che questo sia un caso di negazionismo bello e buono». (Nella foto, la risaia di Misaki di Arrigone)
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