Se proprio vogliamo parlare di Risò, la grande sagra che il Comune e la Provincia di Vercelli stanno organizzando nella città eusebiana con il supporto dell’Ente Risi, della Regione Piemonte e del Ministero – tutti controllati da Fratelli d’Italia – la notizia più importante per i risicoltori non è che sarà inaugurata dal premier Giorgia Meloni, ma che la crisi del settore sta provocando le prime divisioni a destra.
INAUGURAZIONE SPORTELLO RISO 11 SETTEMBRE
Politicamente parlando, non vi è da stupirsi: la maggioranza degli ettari e delle aziende risicole è concentrata in questa regione e Fratelli d’Italia, dopo essersi intestata la promozione del cereale attraverso Risò, tenta il colpaccio con la ricerca scientifica.
La notizia è che l’11 settembre, in contemporanea con Risò, sarà inaugurato presso il Crea uno “sportello riso” di Agrion, che è il braccio operativo della Regione nella ricerca applicata e sviluppo ed introduzione dell’innovazione in agricoltura.
AGRION E RISO’: LA RICERCA SCIENTIFICA DIVIDE LA POLITICA E GLI ENTI
Se con Risò ci si limita a riversare una gran mole di soldi pubblici in una kermesse di pochi giorni che promuove il commercio al dettaglio del riso condito da convegni e cooking show, il progetto Agrion è più ambizioso e può imprimere una spinta importante alla ricerca sul riso – del che si dovrebbe essere tutti contenti – ma anche sottrarre fondi ad altri enti impegnati sullo stesso fronte: questa seconda circostanza preoccupa alcuni ma non noi, perché l’importante non è chi faccia ricerca pubblica ma che la si faccia. Tale novità, comunque, preoccupa sicuramente l’Ente Risi, che vede nascere a Vercelli un “doppione” del proprio centro ricerche.
MENO FONDI PER CASTELLO d’AGOGNA
Circostanza doppiamente urticante per la presidente Natalia Bobba, visto che da un lato sono fondi piemontesi in meno per i progetti di Castello d’Agogna e dall’altro è il crearsi di un centro di “potere” alternativo, che spunta in seno alla risicoltura. Ufficialmente, la presidente farà buon viso a cattivo gioco: data per “vicina a Fratelli d’Italia” e scelta dal Ministro in persona, la Bobba non può certo scontrarsi con l’assessore Bongioanni (FdI), ritratto nella foto con il direttore dell’Ente Risi Roberto Magnaghi.
TORINO E CUNEO PER IL PIEMONTE
Bongioanni è il demiurgo di questa novità, che non è poi del tutto nuova. Va detto infatti che la scelta di presidiare il territorio vercellese e novarese con una fondazione che ha sede a Manta segue un copione antico: da sempre la politica piemontese si articola intorno ai tentativi (spesso riusciti) dei torinesi e dei cuneesi – un tempo collegati anche a livello elettorale – di controllare manu militari le altre province del Piemonte.
LE ORIGINI DELLO SCONTRO CON ENTE RISI
Ma se la motivazione è tutto un gioco politico perché pensiamo che possa muovere le acque della ricerca e della stessa risicoltura? Per due ragioni. La prima è che Agrion è un soggetto professionalmente quotato – ancorché in settori lontanissimi dalla risaia – e la seconda è che, con la superficialità (o con la perfidia) tipica dei politici, Bongiovanni ha seguito il consiglio di Razzi («Fatti anche tu il tuo Ente Risi» direbbe in questo caso il personaggio di Crozza) andando a insediare lo “sportello” in quel Crea che per decenni è stato congelato proprio dall’Ente Risi, che ha assorbito tutti i finanziamenti e le ricerche sul riso, lasciando al centro ricerche sull’agricoltura del Ministero solo le briciole.
CREA EREDE DELLA STAZIONE DI RISICOLTURA
Ciò che l’Ente Risi non ha mai valutato era che non si può riscrivere la Storia e il Crea è l’erede della Stazione di Risicoltura, in pratica la mamma di tutta la genetica sul riso dall’inizio del Novecento fino agli anni Settanta, quando l’Ente Risi, controllato a quell’epoca dalla Coldiretti, decise a sua volta di farsi un proprio centro ricerche, nel quale concentrare ogni attività scientifica sul riso.
In questi decenni, la divisione ricerca del Crea vercellese (l’altra si occupa di certificazione della semente e perciò è sempre stata considerata intoccabile) ha collaborato con l’Ente Risi e ha condotto ricerche in proprio ma il Ministero non vi ha mai investito con convinzione, forse proprio per non turbare i rapporti con l’Ente Risi, a sua volta vigilato dal governo ma, fino alla presidenza Carrà, con una certa autonomia dalla politica.
Il RUOLO STRATEGICO DEL NUOVO SPORTELLO AGRION
L’arrivo di Agrion restituirà al Crea una centralità nella filiera? Naturalmente è presto per dirlo e non tocca a questo giornale deciderlo, ma abbiamo chiesto al direttore generale della fondazione Giacomo Ballari come si spiega questa iniziativa e la sua risposta è stata la seguente: «Siamo una rete di studio, sperimentazione e trasferimento alle aziende agricole delle conoscenze, attraverso attività di consulenza e assistenza. Facciamo dunque ricerca applicata, finanziata con contributi pubblici: i nostri soci, tra cui la Regione ha un ruolo di primo piano, hanno ravvisato che c’è carenza di ricerca nel settore riso e con questo sportello abbiamo deciso di dare copertura a questa esigenza, avviando una attività nuova che consideriamo strategica. Ho avuto mandato di mettere intorno al tavolo le miglior competenze e il Crea ne ha tante ma spero che collaboreremo anche con l’Ente Nazionale Risi, in una logica di partnership». Autore: Paolo Viana
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