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ROMA E BALDO FANNO 90

da | 18 Nov 2022 | NEWS

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Nuovi massima a listino dopo la seduta di venerdì mattina a Mortara. Oltre a consolidarsi i 75 €/q lordi di tutti i tondi e gli 80 €/q lordi dei lunghi A generici, come proposto solo a Milano martedì (leggi), crescono infatti le voci Roma e Baldo, che raggiungono i 90 €/q lordi.

PERMANE LA TENDENZA AL RIALZO

Le dinamiche sul mercato rimangono quelle consolidate. La domanda è alla ricerca di merce e l’offerta si mantiene prudente, in un contesto ancora incerto. Non sono ancora di pubblico dominio i dati ufficiali sulla disponibilità, di cui è terminata da pochissimo la raccolta. I trasferimenti rimangono stabili intorno alle 30 mila tonnellate settimanali, secondo quanto riportato dall’ultimo documento ufficiale disponibile, datato 15 novembre.

Oltre alle voci apprezzatesi a listino si continua a ventilare la crescita del gruppo S. Andrea, vicino a 90 €/q lordi, e del gruppo Arborio, vicino ai 115 €/q lordi. Al contrario, dopo alcune sedute in cui il passo avanti sembrava prossimo, torna la calma piatta a 50 €/q lordi per i lunghi B.

L’ASSENZA DEI DAZI INFLUISCE SUI LUNGHI B

Il gruppo merceologico è ormai ancorato a questa cifra dall’inizio del mercato. Tutte le altre voci a listino si sono apprezzate in modo importante. Ad influire sulla situazione vi è sia una maggiore disponibilità interna, si vocifera che i lunghi B rappresentino il 40% del risone disponibile, sia l’influenza delle importazioni dall’estero, in forte crescita nonostante i costi elevati di trasporto. Queste ultime sono da sempre maggiori nel comparto. Tuttavia, in seguito al decadimento dei dazi sono aumentate, soprattutto a causa degli arrivi di risone lavorato proprio dai paesi a cui i dazi erano dedicati.

Una recente analisi realizzata dalla Camera di commercio di Pavia, in collaborazione con Borsa Merci Telematica Italiana, afferma che nei primi sei mesi del 2022 sono aumentate del 73% le importazioni italiane di riso. L’aumento è imputabile all’impennata degli acquisti oltrefrontiera di riso lavorato, quadruplicati rispetto ai primi sei mesi del 2021. Tale incremento è dipeso soprattutto dalla crescita esponenziale degli arrivi dal Myanmar (da 1.200 a 72.000 tonnellate), dal Pakistan (da 9.000 a 13.800 tonnellate) e dalla Thailandia (da 2.100 a 9.100 tonnellate). I dati non sono relativi solo agli “indica” ma lo è verosimilmente la maggior parte.

GLI ALTRI NUMERI RACCOLTI DA BMTI E CCIAA PAVIA

Nello studio in questione vengono sottolineate anche due note positive per gli agricoltori i. la prima sono i forti rincari registrati su base annua per i risoni (Arborio +113%, Carnaroli +118%, Roma +94%, lunghi B +47% e Selenio +27%), la cui causa viene attribuita nel documento ad una ridotta disponibilità di prodotto, inferiore  alla domanda dell’industria, dovuta alla siccità e alle alte temperature degli scorsi mesi. La seconda è l’aumento dell’11% delle esportazioni, dopo un 2021 sottotono, grazie alla crescita delle vendite di riso lavorato (+16,5%). L’analisi registra anche una forte contrazione nei trasferimenti di risone, in calo di oltre il 30% rispetto alla scorsa annata, dato che sappiamo essere in linea con il probabile calo produttivo. Autore: Ezio Bosso

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