TANTI AUGURI SOCIAL !

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ffC’è chi lo ricorda torrido. Chi parla di un anno di svolta, ripensando all’Expo. Chi lo giudica privo di logica e chi invece lo giudica un buon anno. Sono i nostri auguri social: nel giorno di san Silvestro vi auguriamo buon anno attraverso le testimonianze degli amministratori delle pagine Facebook che contribuiscono a diffondere la cultura del riso, commentando le notizie di Risoitaliano. Oggi vogliamo ringraziarli e ringraziarvi tutti perché nel mondo virtuale come in quello reale si può essere belli o brutti e ricchi o poveri, ma non si deve mai – mai – restare soli. Buon anno social a tutti!

Buon anno da: Nino Chiò – Risikultori 3.0 (https://www.facebook.com/groups/Risikultori3.0/?fref=ts) «2015 Un anno torrido. Lo ricorderemo così, perché ci ha regalato tanti eventi “torridi”. A partire dal Pan, prima segretissimo, poi scomodo , illogicamente coerente, una doccia fredda, che con il PAR diventerà una torrida. Così come torridi per alcuni sono stati i ritardati pagamenti Pac a causa di verifiche, inesattezze, “morti”… e come torrida resta la legge del mercato interno, che apparentemente si raffredda ma cova sempre sotto la cenere, pronta a divampare. Torrida, dunque, come la Pac 2015/2020, che ha fatto la spola tra l’Italia e Bruxelles senza che nessuno capisse l’ordito e la trama: migliaia di fogli, ogni tre righe un richiamo alla pagina precedente che rimanda alla successiva. Bizantina, ma non per tutti, visto che i francesi, e l’abbiamo scoperto in ritardo, in 35 pagine sono riusciti a scrivere il loro vangelo agricolo. Veniamo così ai torridi e incerti psr – vissuti come regalie, politica, tessere – alle torride norme sull’assicurazione agricola, la doppia, la tripla, valori confezionati su produzioni e mercati, medi e presunti, fumosi meccanismi peritali che scontentano i danneggiati, un giro conto che fa crescere baracconi e tassi. Un clima torrido – surriscaldato dalle polemiche sull’Expo, occasione mancata – anche al momento delle semine, perché il seme di riso ha costi certi ma la qualità non è sempre certificata; così esplode un torrido reimpiego, anatemizzato al punto da risvegliare il triste presagio dell’art. 68 (seme grano) altro giro conto da non firmare. Addio 2015 tanto caldo da danneggiare il raccolto, sciogliere i ghiacciai, sconvolgere l’inverno, farci discutere di minima e di sodo, di droni e di trattori, ma soprattutto di bio vero e presunto: discorsi incandescenti. Se però rileggo la pagina Facebook mi convinco che  questo calore non è sempre malvagio, che si va oltre la notizia, si scambiano idee, come due vicini che parlano sull’argine di confine, si crea un feeling che non provavo più dagli anni di collegio (rigorosamente San Giuseppe), quando c’era il cineforum… Risikultori 3.0 alimenta questo scambio d’idee – che spesso “rubiamo” ai professionisti della comunicazione, come Risoitaliano.eu, che apprezzo per la sua tempestività – ed è un lavoro faticoso, ma che merita di essere fatto, perché la filiera del riso merita trasparenza e pluralismo, perché questo è un mondo che soffre ma che non si abbatte mai. Non avvenne neanche cent’anni fa, ai tempi della “inutile strage”. Ce lo ricorda il volume “La risicoltura e la Grande Guerra”, appena dato alle stampe da Giuseppe Sarasso e Paolo Viana, Risikultori nell’animo. Concludo – e faccio gli auguri al mondo del riso – con questa citazione che dimostra di che tempra siamo fatti: alla fine della guerra, scrivono gli autori, per i sacrifici sopportati, vennero riconosciuti al settore degli indennizzi economici e “la dotazione finanziaria fu impiegata per ampliare l’organico dei dipendenti ed eseguire vaste ricerche, i cui risultati diedero alla risicoltura italiana una supremazia tecnologica tale da garantire la competitività economica per i successivi cinquant’anni. Il resto è cronaca”. Auguri dunque per un bisesto 2016 che sia altrettanto vivace come il torrido 2015. Ci basterebbe semplicemente un mezzo passo avanti agli altri…»

Buon anno da Luca Duke Monti – Maiskultori italiani (https://www.facebook.com/groups/798399156922477/?fref=ts) «Un’altro anno difficile, senza nessuna chiarezza, questo 2015, caratterizzato da un mercato a mio avviso fuori da ogni tipo di logica. Nonostante tutto, ho potuto vedere di persona dei raccolti molto buoni, sia in termini di qualità che di quantità. Questa credo che sia l’unica risposta che possiamo continuare a dare in attesa del 2016 che, sono sicuro, sarà un anno di grandi svolte. Auguro dunque a tutti i maiscultori (molti dei quali sono anche risicoltori) di incontrare maggiori soddisfazioni e -diciamocelo sinceramente – un minimo di reddito da questa sempre più insidiosa coltura che fa parte della nostra agricoltura da molti anni. Spero anche che continuerete a seguirci e a partecipare attivamente a tutti i post e alle iniziative del gruppo. Buon 2016 a tutti»

Buon anno da Maria Grazia Quartucci – Agronomi e forestali d’Italia (https://www.facebook.com/groups/34701018586/?fref=ts) «Il 2015 è stato un anno importante per la figura dell’Agronomo. Grazie anche all’Expo è stato possibile confermare il ruolo fondamentale di questa figura professionale in merito a temi di interesse mondiale come i cambiamenti climatici, la salvaguardia del patrimonio paesaggistico, la lotta al l’erosione, le emergenze fitosanitarie, le produzioni sostenibili degli alimenti. Il mio augurio è che nel 2016 gli agronomi possano continuare ad essere un riferimento e al tempo stesso promotori di un’agricoltura sempre più multifunzionale ed ecosostenibile che possa dare nuovo slancio vitale all’economia del nostro Paese».

Buon anno da Mario Mendini – Agricoltura di precisione: quella vera (https://www.facebook.com/groups/agricolturadiprecisione/) «Il 2015 ha viso nascere il gruppo Agricoltura di Precisione: quella vera. Come tecnici siamo a contatto ogni giorno con questa nuovo metodo di lavoro in agricoltura e abbiamo pensato di dargli il giusto spazio, diversificandoci cercando di dare informazioni che siano il più oggettive possibili. Per questo motivo abbiamo voluto inserire tra gli amministratori persone di spicco in questo ambito, esperti super partes. La pagina, in pochi mesi ha raggiunto 450 iscritti in continuo aumento e ciò ci rende orgogliosi e speranzosi. Il nostro obiettivo è sensibilizzare e far conoscere la vera agricoltura di precisione e offrire uno spazio dove chiunque possa fare domande o rispondere in base alle proprie esperienze. Per il prossimo anno continueremo a monitorare la pagina dando consigli e opinioni e condividendo ricerce o dati interessanti. Nel panorama agricolo “L’agricoltura di Precisione: quella vera” nonostante sia praticata da alcune aziende da oltre 10 anni è ancora una tecnica giovane che necessita di persone competenti che affianchino gli agricoltori. Migliorare il processo decisionale nelle aziende agricole è il futuro e come diretti interessati speriamo di dare un appoggio a coloro che necessitano di opinioni o vogliono condividere i loro risultati. Uno splendido ed innovativo 2016 a tutti gli agricoltori!»

Buon anno da Luca Sogno – Corriere Eusebiano (https://www.facebook.com/groups/477066445612/?fref=ts) «Il 2015 purtroppo non ha diradato le preoccupazioni del mondo risicolo rispetto al tema, sempre cruciale, delle importazioni di riso dal sud est asiatico. Qualche passo avanti in termini di controlli è stata fatto, ma è decisamente ancora troppo poco. In più, nell’ultima parte dell’anno, si è innescata la polemica sul “finto bio” che, certamente, non ha giovato all’immagine di un comparto, quello del riso italiano di qualità, che da sempre cerca di distinguersi dal resto della produzione puntando proprio su specificità e legame con il territorio. Sempre nella parte finale del 2015 sono cresciute le preoccupazioni circa le prospettive della prossima annata agraria che potrebbe risentire delle condizioni climatiche estreme di questi mesi e la conseguente forte siccità. L’augurio, ovviamente, è che tutte queste nubi si diradino e che, anche per la risicoltura, il 2016 sia l’anno del rilancio».

Buon anno da Rosaria Lamanna – Pro loco Candia Lomellina 2014 (https://www.facebook.com/groups/303913753106967/?fref=ts) «Dopo 10 anni di silenzio, da gennaio 2015 grazie al nuovo presidente Giuseppe Beretta e a nuovo gruppo direttivo, la Pro Loco di Candia è tornata ad essere attiva. In quest’anno, abbiamo lavorato molto sia per il nostro paese sia per il gruppo Facebook ottenendo dei risultati positivi. Speriamo che il 2016 ci porti tanta fortuna: lavorando tutti insieme sono sicura che ci riusciremo. Buon 2016!»

Buon anno da Marco Omodei Zorini – Mercatino del Risikultore (https://www.facebook.com/groups/mercatino.risicoltore/?fref=ts) «Il 2015? Una buona annata, abbastanza favorevole per il riso: produzioni nella media nonostante il caldo soffocante e prezzo accettabile; peccato solo per i costi di produzione, sempre più alti! Alzando gli occhi sul 2016, beh auguriamoci un alleggerimento della burocrazia (anche se sappiamo tutti che sarà impossibile) e, visto l’ andamento di questo inverno piuttosto secco, qualche nevicata abbondante in montagna, per evitare un’altra riduzione del 50% dell’acqua irrigua. Buon anno a tutti!»

Buon anno da Luca Degrandi – Amici di Lignana (https://www.facebook.com/groups/364139183706711/) «La nostra pagina Facebook è cresciuta in fretta, restando fedele alla comunità di Lignana, ed oggi è una piccola vetrina che offre la possibilità di intervenire a tutti coloro i quali, con toni pacati e parole civili, vogliono dare il proprio contributo. Tra i contributori c’è anche il giornalista Paolo Viana, che ringrazio e che pubblica regolarmente i suoi scritti sul riso e su tutto ciò che gli gira intorno: un contributo apprezzabile in una realtà come la nostra che è completamente circondata dal nobile cereale. Per l’anno che sta arrivando non voglio anticipare nulla per scaramanzia, ma se mi riesce recuperare delle memorie storiche del nostro centro, così come suggerito da un’amica e che mi dovrebbero essere consegnate a breve, penso che leggeremo delle interessanti vicende che hanno riguardato luoghi o persone di Lignana. Per tutto quanto il resto si procederà come prima e invito tutti ad interagire per vivacizzare il più possibile la nostra pagina. Buon anno a tutti!».

Buon anno da Loredana Michelon – Abbiategrasso (https://www.facebook.com/groups/abbiategrasso/admins) e Città News, l’informatore delle alzaie (https://www.facebook.com/NewsCittaNewsLInformatoreDelleAlzaie/?fref=nf) – «Fin da piccola ho sempre bazzicato per la campagna ai bordi del Parco Ticino, in vallata di Robecco sul Naviglio, nel Milanese. Il nonno era fittabile e fin dall’ora ho imparato ha decifrare il pensiero degli addetti ai lavori. Presi singolarmente sono brontoloni, sempre a lamentarsi che il guadagno è basso, le spese troppo esose, come del resto ogni cittadino italiano di questi tempi, con la differenza che se li metti attorno ad un tavolo  e a un buon bicchier di vino, di primo acchito, ti dicono che per loro va tutto bene …. l’orgoglio del loro amore per la terra e per il loro mestiere va oltre le fatiche e l’attenzione che l’agricoltura in toto richiede e va ben oltre il guadagno puro.

Oggigiorno, quello che salta agli occhi ripercorrendo la vallata che si stende ai piedi della frazione di Casterno, a distanza di anni, è che le colture intensive hanno apportato un notevole miglioramento dal lato quantitativo del raccolto, ma un eccessivo disboscamento delle campagne. Come tutte le cose, questo ha provocato un lato negativo non di poca importanza: dove esistevano querce, larici, robinie salici, ecc. e dove le loro radici ben piantate sulle rive delle rogge impedivano all’acqua di corroderle, ora anche dove vi sono le strade asfaltate, che portano alle varie cascine a volte vi sono smottamenti e i mezzi che sono raddoppiati di volume e peso finiscono nei fossi. Bisognerebbe tener conto della cultura che i nostri nonni ci hanno passato perché non sempre è da accantonare; anzi, necessiterebbe di una rispolveratina.Devo anche ricordare che in questi ultimi due anni si è avuto un notevole ricambio generazionale: i giovani hanno ricominciato ad appassionarsi alla cultura della terra più che all’allevamento e anche chi ha scelto quella strada lo ha fatto puntando su razze bovine di qualità, sia che la stalla fosse improntata alla produzione di latte o di carni, anche qui tendenzialmente magre ma saporite come potrebbero essere i castrati o le scottone. Oggi a portare avanti le aziende spesso sono agricoltori giovani ma con una buona esperienza alla spalle e, non guasta mai, anche la vecchia guardia che vigila dietro loro, perché non si commettano errori grossolani.

Quello che però maggiormente aiuta l’agricoltura in questo momento e in questa zona particolare – parlo dell’Abbiatense Magentino e dell’Alto milanese – è l’investimento di molti, iniziato già da tempo, nelle culture biologiche e nella vendita diretta al pubblico, un guadagno immediato che porta ad arrotondare qual tanto da rendere la vita degli agricoltori economicamente più interessante. Il motto è “differenziare” non tanto sulle culture dove ognuno si è specializzato in settori particolari ma sulla commercializzazione diretta e possibilmente su modalità di agricoltura anche se non totalmente bio certamente meno inquinate da pesticidi o concimazioni eccessive. Di questo bisogna ringraziare i pionieri del biologico che nonostante enormi sacrifici ma credendo fermamente nella loro teoria, sono riusciti a convincere una buona parte – soprattutto coppie giovani ma non solo – a mangiare prodotti meno “belli” e meno perfetti ma più salutari. Un altro arricchimento consiste nell’aver imparato l’arte dell’ospitalità aprendo le porte delle cascine e trasformandole in deliziosi agriturismi, dove la cucina casereccia col tempo si è notevolmente raffinata, pur mantenendo i sapori della terra di provenienza.

Un altro effetto del ritorno all’agricoltura di nuove forze lo si riscontra da diversi appezzamenti di terreno che per anni erano rimasti incolti spesso come fermo biologico. Qui si dovrebbe aprire una parentesi piuttosto dolorosa. Infatti il fermo biologico dovrebbe essere un periodo di tempo sabbatico in cui ogni terreno ciclicamente dovrebbe essere messo a riposo per ricostituire la sua funzionalità biologica. Per questi fermi gli agricoltori vengono ovviamente pagati per mancato guadagno. Il problema nasce dal fatto che spesso i terreni che venivano tenuti fermi sono sempre gli stessi  quelli meno produttivi o più difficili da coltivare ma in realtà vengono dichiarati altri che invece sono coltivati in continuazione. Questo è un grosso problema ancora oggi, che andrebbe risolto in quanto comporta un’eccessiva concimazione dello stesso terreno e un continuo ciclo lavorativo sempre sullo stesso appezzamento che si impoverisce con il tempo. Per fortuna sono pochi gli agricoltori che non sono ligi alle leggi, ma chi lo fa impoverisce non solo il proprio terreno ma anche i limitrofi.

Con l’incremento della superficie coltivabile è ricomparsa anche da noi la coltivazione del riso che solo 40 anni fa era un’abitudine nella vallata di Casterno. Ora è ricomparso ma sotto forma di coltivazione in asciutta, anche se qui siamo circondati da rogge, fontanili e canali. Viene da pensare che a parità di produzione e qualità e minor lavoro la scelta cada su questa tecnica in quanto meno “invasiva” a livello di orari di lavoro. Una cosa però andrebbe monitorata ed è l’uso dei pesticidi, che purtroppo continuano a fare stragi di animali utili (ma non, chissà perché? zanzare e mosche). Siamo ancora molto lontani da un intervento integrato con insetti antagonisti… Come ultima cosa da segnalare in questo scorcio di fine 2015 vi è la lotta preventiva alla Ifantria americana (un lepidottero che aggredisce le foglie) a cui  annualmente vengono sacrificate una quantità notevole di piante sia pioppi che ciliegi, ma che in realtà colpisce di tutto: un trattamento a macchia di leopardo servirebbe ben a poco, eppure i comuni della zona paiono disattenti al problema.Con questo, non si può certo dire che il settore primario non goda di attenzioni da parte delle istituzioni pubbliche: anzi, se la prospettiva del 2016 è positiva si deve anche agli incentivi messi a disposizione dalla Regione Lombardia e che ci permettono di augurare davvero agli agricoltori milanesi e a tutti i consumatori dei loro prodotti un buon 2016». (31.12.2015)

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