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STORIA MAESTRA DI CIBO

da | 24 Gen 2014 | Riso in cucina

pellatiPer stare bene, non occorre soltanto sapere quali sono i nutrienti dei cibi che mangiamo, ma anche qual è la loro storia, se è vero che nutrirsi è, essenzialmente, un atto culturale e il pasto, al di là dell’aspetto salutistico e di quello edonistico, ha anche una sua funzione conviviale e storica. La storia di ciò che mangiamo, scritta da Renzo Pellati, scrittore e specialista in Scienze dell’alimentazione e igiene (Daniela Piazza Editore, maggio 2013, pp. 396, euro 28), è una guida ricca di aneddoti, curiosità, notizie e leggende, che aiuta a comprendere l’evolversi delle abitudini alimentari, la comparsa dei miti e dei pregiudizi su alcuni alimenti, ma anche l’importanza della ricerca scientifica. Un libro di storia che non si rivolge agli storici, che vuole incuriosire il lettore stimolandolo a conoscere gli alimenti che utilizziamo ogni giorno. Scrive Pellati: “Per cucinare bene e mantenere una buona salute, occorre avere una buona conoscenza della tecnica e dei materiali, di quanto è stato fatto in precedenza. E su questo versante le cose da sapere sono tante, perché ogni tempo e ogni civiltà hanno dato importanza a particolari alimenti che hanno fatto bene, e ad altri che hanno provocato guai e disturbi, hanno elaborato tecniche di conservazione, di cottura, di preparazione, provocando nuovi accostamenti di sapori”. In particolare, sul riso, oltre a raccontarne la storia e le coltivazioni, Pellati si sofferma a ripercorrere le origini arabe del risotto alla milanese. Quasi come dispetto, verrebbe da dire, a chi considera il risotto giallo come emblema del popolo del nord, senza però sapere che, invece, questo piatto deve molto alle tradizioni gastronomiche della Spagna meridionale e della Sicilia. (24.01.14)

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