RONDA LA PROFONDA

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailNel nostro tour gastronomico dell’Andalusia, arriviamo a Ronda, un comune spagnolo di 36.827 abitanti, una delle più antiche e belle cittadine andaluse. Si trova su uno strapiombo, che scende...

DSC00910Nel nostro tour gastronomico dell’Andalusia, arriviamo a Ronda, un comune spagnolo di 36.827 abitanti, una delle più antiche e belle cittadine andaluse. Si trova su uno strapiombo, che scende a picco sul torrente di Guadalevin, e che taglia la città in due parti, collegate dal ponte nuevo, il ponte arabo e quello di San Miguel (di origine romana): per questo offre al turista panorami mozzafiato e fiabeschi. La città antica conserva gli edifici di origine araba con strade strette e tortuose. La città è anche nota per avere la più antica Plaza de toros di Spagna.

La parte più antica, la ciudad, offre la possibilità di visitare monumenti di grande fascino e interesse, come la Casa del re Moro, dalla quale si più scendere nel fondo del burrone utilizzando le scale della miniera, la Casa del Gigante, il Manarete-Alminar di San Sebastian e molte case-palazzo. Nel quartiere di San Francisco, è possibile ammirare la Porta di Almocabar e la muraglia araba che circondava Ronda e che arriva fino al ponte arabo.

A livello gastronomico, Ronda non ha una gran tradizione risicola, in quanto è nota per il miele, per l’olio e gli insaccati. In autunno, nei dintorni ci sono molte castagne e funghi, oltre a verdure della stagione. Naturalmente, troverete anche la paella, ma soprattutto, come in tutte le città della Spagna, tra i piatti tipici c’è la coda di toro, di solito stufata, ma anche coniglio, agnello e, in generale, la selvaggina. La zuppa di picadillo è invece un piatto tipico dell’Andalusia, quindi ben conosciuta anche a Ronda. È fatta con brodo di gallina e vitello, ceci, patate e cubetti di prosciutto, servita con uova sode e gallina disossata. È insaporita con carote, cipolla, sedano, porri e un po’ di mentuccia spolverata a crudo. È molto nutriente e calorica, anche se all’apparenza non sembra. Infine, i dolci più noti e più ricercate provengono dai monasteri delle suore Carmelitane e francescane, come i “tuorli di ronda”. (Puntata 3 – nelle foto, vedute di Ronda) Autore: Agnese Pellegrini – foto Paolo Viana (01.11.2015)

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Riso in cucina
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