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A VERCELLI SALTANO I NERVI

da | 17 Mag 2022 | NEWS

Lunghi A

Il caldo di questi giorni si fa sentire anche nelle sale di contrattazione. I listini sono in crescita e ci sono alcuni leggeri attriti fra le parti. Lunedì a Novara è stato pubblicato un listino che si allinea alle quotazioni viste già venerdì nella seduta di Mortara. Non c’è stata nessuna novità a parte la mancata quotazione dei tondi generici (che hanno raggiunto il 95% di risone venduto in tutte le sedi). Queste non si fanno attendere, però, comparendo nel bollettino del martedì, emesso dopo la mattinata di contrattazioni a Vercelli.

LUNGHI A: 75 €/q

In questo documento compaiono molti segni positivi. Tra questi alcuni utili ad allineare la quotazione con quella già espressa in altre sedi, altri nuovi, seppur in larga parte previsti. Nel primo gruppo c’è Sole, che raggiunge i 75 €/q lordi come quotazione massima, e i lunghi B, a 60 €/q lordi massimo. Tra i secondi vi sono tutti i gruppi merceologici di risoni lunghi A che ancora non avevano raggiunto i 75 €/q lordi, ossia gruppo Baldo, gruppo S. Andrea e i tipo Ribe, cifra oggi raggiunta come massimo a listino. A Milano, nel pomeriggio di martedì, la commissione prezzi conferma buona parte delle quotazioni della sede piemontese ma rimane indietro nelle novità di giornata, confermando la sua tendenza alla cautela.

SALTANO I NERVI ALLA BORSA DI VERCELLI

Altra notizia di giornata riguarda una comunicazione giunta a mezzo mail agli operatori di borsa di Vercelli. Il comitato di borsa, in seguito ai repentini rincari delle ultime settimane, che hanno destato un certo imbarazzo alle industrie risiere, ha tirato le orecchie ai mediatori che diffondono listini paralleli attraverso i social. Secondo il comitato queste comunicazioni hanno l’intento di spingere al rialzo i prezzi e allargare la clientela di chi le divulghi, invogliando i risicoltori con prezzi maggiori di quelli reali al momento della pubblicazione che finiscono per drogare il mercato.

A questa azione è susseguita l’immediata reazione degli operatori di borsa interessati dal monito. Operatori che hanno aperto canali Whatsapp con i quale comunicare direttamente con i propri clienti. A margine di questi scontri, in borsa merci una delle principali industrie risiere ha dichiarato la sua «indisponibilità all’acquisto alle cifre attuali». La risposta è stata condivisa da diversi compratori, causando l’acuirsi di un comportamento già visto per Selenio e Sole nelle scorse sedute.

GLI ACQUIRENTI PUNTANO I PIEDI

Come vi abbiamo raccontato (leggi), infatti, nelle precedenti occasioni è stato difficile convincere la domanda a spendere le quotazioni massime raggiunte. Questa dinamica si è manifestata in modo massiccio nella seduta di oggi, sospinta dalle scelte di un grande player. La domanda, nonostante rimanga molto più insistente sul mercato dell’offerta, non è disposta nella maggioranza dei casi a pagare le cifre massime a listino per le voci Roma, Baldo, S. Andrea, lunghi A generici e lunghi B, oltre ai già citati Selenio e Sole.

Questa scelta manifesta un forte impegno degli acquirenti ad arrestare l’ascesa dei prezzi, anche se il riso disponibile è sempre meno e il commercio internazionale si complica sempre di più. Per questo la legge del mercato, dominata dalle necessità di domanda e offerta, rimane un problema per le riserie che hanno bisogno di merce da lavorare.

PAROLA AI MEDIATORI

La situazione è dunque molto complessa e tesa. Lo dimostrano anche le dichiarazione forniteci dai mediatori, a partire dal novarese Adelio Grassi. «L’attuale baricentro tra domanda e offerta è sempre fortemente sbilanciato verso la prima. Questo contesto ha portato ad un mercato fortemente rialzista, come previsto dalla teoria economica. Non tutte le riserie sembrano disposte a spendere le cifre massime proposte oggi dal bollettino. E’ un segno del limite della crescita».

Mirko Bollo, mediatore vercellese si è espresso sulla situazione. «Le variazioni a listino più che aumenti rappresentano delle conferme di prezzi già visti nelle sedute precedenti. Le riserie, tuttavia, non sono disposte a spendere le cifre massime raggiunte in diversi comparti. Ad esempio i tipo Ribe vengono venduti ancora a 70 €/q nella maggior parte dei casi. Inoltre, sembrano aprirsi piccoli spiragli anche per le importazioni dall’estero, altro elemento che potrebbe frenare i rincari repentini che abbiamo registrato nelle ultime sedute». Autore: Ezio Bosso.

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