PROTOPAPA NEL CDA DELL’ENTE RISI

Il governatore piemontese Cirio: presenza istituzionale in un ente strategico

C’è sempre una prima volta, ma questa fa discutere. Per la prima volta nel Consiglio d’Amministrazione dell’Ente Nazionale Risi siederà un assessore regionale all’agricoltura. Si tratta del piemontese Marco Protopapa (nella foto). A sorpresa, è stato indicato dalla conferenza Stato-Regioni. Tra le tante candidature, la sua è l’unica che il ministro Bellanova non può bocciare. La nomina è figlia di un accordo politico tra Piemonte e Lombardia, ragion per cui nessuno osa pronunciarsi contro. Anzi, diciamo pure che nessuno osa parlarne. Come si sa, in Piemonte la Giunta è molto vicina a Confagricoltura e Cia mentre in Lombardia l’assessore Rolfi è amicone di Ettore Prandini, presidente della Coldiretti. Ergo, sulla nomina di Protopapa, ufficialmente, tutti zitti. Solo ufficialmente, perché i mal di pancia ci sono, eccome se ci sono.

Sul piano giuridico, nulla osta. Su quello politico, è lo stesso Cirio, interpellato da Risoitaliano, ad assumersi la piena responsabilità della scelta e lo fa con queste parole: «Il Piemonte ha ottenuto due grandi risultati da quando ci siamo insediati come nuovo governo regionale – sottolinea il presidente della Regione Piemonte -. Il primo è aver ottenuto il coordinamento nazionale della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, ruolo ricoperto dall’assessore alla Sanità Icardi. Il secondo è essere riusciti a rimarcare, attraverso la nomina dell’assessore all’agricoltura Protopapa, una presenza istituzionale forte dentro un ente strategico come l’Ente Risi, perché il 70% del riso italiano si fa in Piemonte».

Insomma, per un verso la scelta valorizza l’Ente Risi, che viene definito “strategico” (e non c’è dubbio che Cirio sia convinto di quel che scrive, perché segue la risicoltura con passione da anni) ma per un altro verso la mossa spariglia i giochi. L’Ente Risi è fondato sulla rappresentanza interprofessionale: nel nominarne i vertici, il governo deve tener conto degli equilibri tra agricoltori e industriali. Il Cda dell’Ente Risi è composto da quattro consiglieri e un presidente; da sempre, gli agricoltori, che hanno un peso più rilevante nella filiera, detengono la maggioranza. Poiché il presidente è tradizionalmente un agricoltore, le confederazioni agricole si preparavano a occupare due posti in Cda e l’industria rivendicava i restanti. Come sempre. Invece, ci si ritrova, come nel noto film, con una poltrona per due. E ci si prepara a un epilogo, per restare al paragone cinematografico, degno di Highlander. Certo, c’è chi osserva che avere un assessore regionale in Cda – per di più con una simile assunzione di responsabilità del governatore – può avere i suoi vantaggi, in termini di maggiore attenzione alla risicoltura, ma in questo momento la nomina di Protopapa piomba sulla filiera come un fulmine a ciel sereno, che, invece di scaricarsi in mezzo al campo, centra la cascina. Autore: Paolo Viana

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Risicoltura
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